di Romano Maria Levante
L’8 agosto 2026 sono riprese le mie estati nel paese natale, Pietracamela, dopo sei anni di assenza dovuta dal 2020 al 2024 all’assistenza ininterrotta alla mia amata consorte, Rosemary – la cui malattia l’ha portata via il 29 settembre 2024 – e nel 2025 al grave peso lasciato nel mio cuore. Ho ritrovato il senso della vita nei tanti miei articoli pubblicati con molte immagini nei siti “on line” come giornalista di lungo corso, condividendoli sulla pagina di Facebook intestata al mio nome al ritmo sostenuto di 10 articoli ogni mese, quindi uno ogni 3 giorni. Mi sono sentito rinascere e anche la mia dolorosa solitudine è stata alleviata dai “mi piace” che mi fanno avvertire la vicinanza di tanti lettori. Questo è avvenuto dopo la notizia, avuta intorno al 20 gennaio, che L’Aquila era stata proclamata “Capitale italiana della cultura 2026”; e poiché il presidente Mattarella nel celebrare l’evento ha detto che comprendeva anche il circondario allargato, quindi la nostra Pietracamela, ho voluto onorare il Capoluogo nell’altro versante del Gran Sasso condividendo su Facebook gli articoli pubblicati negli anni sugli effetti disastrosi e la ripresa dopo il sisma del 6 aprile.2009.

La ripercussione molto positiva sul mio stato d’animo mi ha indotto a far seguire, ai 10 articoli sull’Aquila del mese di febbraio, 10 articoli su D’Annunzio a marzo – mese di sua nascita e morte – poi 10 articoli ad aprile e più di 10 articoli a maggio e parte di giugno, identitari di me personalmente e come giornalista trattandosi delle mie ricorrenze dell’età e dell’iscrizione all’Ordine professionale, due dei quali evocativi della mia storia personale; fino agli articoli riferiti al mio paese natale, con i 10 alla gloria locale Guido Montauti fino al 20 luglio e gli altri 36 che seguono ogni 2-3 giorni, in base al contenuto, con l’interruzione dal 9 agosto al 7 settembre, assente il collegamento a Internet. Questa confidenza personale – che diventa uno sfogo liberatorio, e della quale mi scuso- è spinta dalla volontà di confessare il mio stato d’animo condividendo i miei pensieri, nel momento in cui tornato al mio paese mi sento di rievocare le dolorose Esequie della mia amata consorte

Si sono svolte proprio a Pietracamela, il 1° ottobre 2024, nella Chiesa-madre che era stata riaperta da due mesi, dopo 15 anni di chiusura per i danni del sisma, fatto questo che mi è apparso molto significativo. E’ stato l’ultimo saluto seguito dal doloroso accompagnamento con i paesani commossi, al Teatro naturale, con in alto sullo sfondo il Gran Sasso d’Italia, il Gigante che dorme con la Bella Addormentata, protettivo del Teatro naturale nel nostro borgo fatato, nel quale l’amata Rosemary riposa, anzi “vive”, nell’abbraccio della natura e delle persone che l’hanno ammirata nelle tante estati felici, molte delle quali riposano dove Lei le ha raggiunte. Viene riportato di seguito integralmente quanto scritto allora sulle Esequie a Pietracamela con l’addio del 1° ottobre 2024 e sulla “Messa di ritorno” a Roma una settimana dopo. Per poi inserire due riferimenti arcani scaglionati nel tempo, “congiunzioni astrali” miracolose, la seconda delle quali manifestatasi proprio nei giorni dei mio ritorno estivo a Pietracamela dopo sei anni di assenza. Ecco i sentimenti espressi nel doloroso saluto e l’estremo addio al culmine delle tristi Esequie del 1° ottobre 2024. .

“Al ringraziamento ai cari paesani che ci sono stati vicini con il loro affetto nell’ultimo saluto, sento di dover far seguire l’evocazione della sua profonda interiorità e della sua splendida figura nell’intervento fatto con nostro figlio Alberto al termine delle esequie il 1° ottobre, nella Chiesa riaperta due mesi, il giorno di domenica 29 luglio, terminato il restauro dopo i danni provocati dal terremoto del 2009, un bel segno divino. Ho pensato di farlo oggi, 8 ottobre, a una settimana dalle Esequie, quando alle ore 19 si celebra a Roma una Santa Messa di suffragio con il sacerdote don Luigi D’Errico nella chiesa dei Santi Martiri dell’Uganda, la nostra parrocchia, alla vigilia del 55° anniversario del nostro matrimonio avvenuto il 9 ottobre 1969. Grazie ancora, dal profondo del cuore, a chi ha espresso cordoglio e affettuosa partecipazione. I messaggi di cordoglio per la dolorosa scomparsa della nostra Rosemary meriterebbero una risposta ben più profonda del semplice ma intimamente sentito “grazie” che io e nostro figlio Alberto ci sentiamo di rivolgere, nella nostra angoscia indicibile, a coloro che ci sono stati vicini e ai convenuti a Pietracamela alle Esequie del 1° ottobre, officiate da padre Jacobs con una intensa partecipazione personale dinanzi ai paesani commossi. Al termine della funzione religiosa, prima della benedizione, il Parroco ci ha permesso di esprimere i nostri sentimenti rivolgendoci a tutti.

Oltre a condividere con la comunità presente il nostro trasporto personale, abbiamo letto le espressioni molto intense di amiche che l’hanno conosciuta volendole bene e nella loro sensibilità hanno saputo renderne il profilo interiore e l’aspetto esteriore, ugualmente mirabili. Nostro figlio Alberto, nel suo commosso ricordo, ne ha delineato la profonda interiorità anche con le parole di Simona, io coniuge da 52 anni, ne ho rievocato il legame con il paese e gli abitanti, poi per la Sua splendida figura ho letto l’ispirata descrizione che ne ha fatto Aureliana – la figlia di Lidia Montauti che incarna lo spirito “pretarolo” – con Lei sin da tempi lontani, facendola rivivere ai nostri occhi. Queste visioni ammirate seguiranno il saluto all’amata consorte e all’adorata Mamma mio e di Alberto”.

Il breve saluto di Romano e di Alberto
“Nostra amatissima,
il lacerante dolore
della tua straziante perdita
scava un vuoto incolmabile
nei nostri cuori,
un’angoscia nell’animo,
un solco profondo
nella nostra vita.
Ma ti sentiremo
sempre vicina e presente,
con il tuo grande Cuore
unito ai nostri cuori
a illuminare
le nostre giornate
nello splendore
della tua immagine,
indelebile come il ricordo
vivo e struggente
della tua dolcezza,
del tuo grande amore
per l’arte, la libertà, la vita,
la tua profonda umanità.
Ecco come descrivono,
con spontanea ammirazione,
la tua bellezza interiore
e la tua grazia esteriore,
unite in un ineffabile,
magico tocco di poesia,
persone sensibili
che ti hanno conosciuta
e ti hanno voluto bene”.

Il ricordo di Alberto, con le parole di Simona
…”Credevi nella vita,
nella libertà come responsabilità di scelta,
nella solidarietà
come vicinanza alla sofferenza degli ultimi.
Una fede incrollabile
nella forza d’animo e di volontà,
nell’impegno sociale e in quello umano.
Praticante un credo
intransigente
di fronte alla prepotenza e alla meschinità delle ingiustizie
e compassionevole
dinanzi al dolore dei reietti.
Hai attraversato la vita
con la leggerezza e l’ironia
che contraddistinguono
la profondità e il coraggio
di una grande Anima.
Ora non soffri più,
ora sei di nuovo libera.
Sei tornata a casa.
Rimarrai sempre nei nostri cuori”.

tra il Gran Sasso d’Italia e la Montagna d’Intermesoli
Il ricordo di Romano, con le parole di Aureliana
… “È stata una donna meravigliosa.
Nessuna dolorosa, sovrapposta immagine del presente
potrà mai cancellare in me il ricordo di Rosy, splendente,
con il suo luminoso diadema di capelli d’oro
che le avvolgeva la schiena come un regale mantello,
gli occhi simili agli atolli turchesi dei mari d’oriente
e il sorriso, a volte ammiccante, a volte ironico,
che si inarcava divertito e contagioso sulle labbra sottili.
Vestita di azzurro, con un’ampia gonna di veli,
le ballerine chiare, aiutava Zaira nel tinello
con l’ineffabile, elegante semplicità di una regina.
La ricordo allontanarsi leggera, sorridente, eterea,
di quella natura indefinibile, confusa fra sogno e realtà,
che solo alcune, poche, creature hanno.
Per me resta per sempre così.
Per sempre.
E basta.
Tengo come religiosa reliquia
il libro che mi regalò, nel 1983:
due volumetti delle poesie di Garcia Lorca,
che aveva amato e intensamente letto.
E mi donò di slancio perché ne facessi tesoro.
Voleva andare.
Non voleva essere più trattenuta”.

L’elevato pensiero della poetessa Anna Manna
“Era veramente speciale.
la sua dolcezza,
la sua raffinata soavità,
sembrava uscita da un quadro,
da un romanzo,
da una favola bella.
La ricorderemo così”.

“Ricordiamo così l’amatissima Rosemary, nella Sua profonda interiorità e nella Sua splendida figura. La Sua immagine resta viva nella nostra mente e nel nostro cuore e vi rimarrà per sempre.
Adesso il triste commiato, “Sit tibi terra levis”, sono le parole che volevi Ti accompagnassero nel riposo eterno, Rosemary carissima. Le ripetiamo con le lacrime agli occhi, nostra indimenticabile Rosemary. Addio! “
Romano e Alberto

Le “Geometrie celesti” nel ricordo di Rosemary
“Sabato 28 settembre 2024 è stata inaugurata a Marino, nei Castelli romani, la mostra di Lina Passalacqua, “Io… le vele e il mare”; in questo sito ho pubblicato 3 articoli sull’artista, la “futurista dei nostri tempi” lo scorso mese di marzo in occasione della sua mostra a Roma, “Io… e il mare”. Il giorno dopo, domenica 29 settembre, ci ha lasciati la mia amata consorte Rosemary, nell’Istituto San Raffaele di Rocca di Papa, vicino a Marino, dov’era ricoverata.
“Nel 2018 Lina Passalacqua Le aveva regalato la sua opera “Geometrie celesti”, con questa dedica: “ “Roma, 7 maggio 2018. A Rosemary, che le ‘Geometrie celesti’ le siano sempre vicino. Lina Passalacqua”.. E così è stato fino al doloroso 29 settembre 2024, allorché Rosemary è volata in Cielo, raggiungendo le vere Geometrie celesti, dopo quelle dell’artista a Lei dedicate. Questo ricordo con gratitudine e commozione oggi, a una settimana dalla Sua dolorosa scomparsa.”

La “Via Rosy”, nella “congiunzione astrale” dell’agosto 2026
Dopo aver riportato il triste saluto di due anni fa, alleviato dalla nobiltà del ricordo, riprendo le mie considerazioni attuali, tornato sei anni dopo nel mio “natio borgo selvaggio” dove riposa – anzi “vive” nell’abbraccio della natura e delle persone ammirata nelle tante estati felici – l’amata Rosemary cui desidero rendere omaggio sentendola vicina a me in questa estate così evocativa.
Pensare alle “Geometrie celesti” suscita già una consolazione, tenendo conto della mirabile “congiunzione astrale” con l’artista autrice del quadro, che va dalla dedica a Rosemary sei anni prima, alla mostra sorprendentemente inaugurata a Marino il 28 settembre, il giorno prima della Sua dolorosa scomparsa avvenuta il 29 settembre nel vicinissimo Rocca di Papa, ricevetti l’invito ma non potetti andarci per ovvi motivi. Tra l’altro, l’artista aveva tenuto a Roma poco tempo prima la mostra “Io e il mare” simile a quella di Marino e da me recensita in articoli già pubblicati. E poi la dedica del quadro reca le parole “A Rosemary, che le ‘Geometrie celesti’ ti siano sempre vicino”, le ripeto come particolarmente significative quale mirabile viatico sei anni prima – come i miei sei anni di assenza dal paese per assisterla e uscire dalla depressione per la Sua scomparsa come detto all’inizio – che fornisce un ulteriore motivo di consolazione per la vicinanza nell’Alto dei Cieli.

Ma qui a Pietracamela un’altra “congiunzione astrale” mi ha colpito profondamente, riguarda una via alpinistica sul Gran Sasso – che domina il paese e il Teatro naturale dove Lei riposa – nella parete del Corno Piccolo, il “Monolito” dalla verticalità estrema che si eleva verso il Cielo. E’ intitolata “Via Rosy”, è stata dedicata a lei negli anni ’60, non oltre la metà, dal grande alpinista Gigi Mario molto noto in paese, studente nella sua stessa scuola a Roma, che con questa dedica espresse la sua simpatica vicinanza studentesca E’ nota poi la sua avventura giapponese come monaco buddista, fino al ritorno in Italia da sposato con l’apertura di un centro di meditazione orientale, andò a trovarlo con il fratello Rodolfo nel segno dell’antica amicizia.
Di recente ho ripensato alla “Via Rosy” e ne ho inserito l’immagine – insieme ad altre vie alpinistiche sul Gran Sasso – nell’articolo di commento che pubblicai dopo la presentazione a Pietracamela, nelle festa “Borgo in Arte” dell’agosto 2015, della ristampa del libro del 1930 “Corno Piccolo”, di Ernesto Sivitilli, che aveva fondato gli “Aquilotti del Gran Sasso” nel 1923, 15 anni prima dei celebri “Scoiattoli di Cortina”. Avevo incontrato difficoltà nel trovare la fotografia della “Via Rosy”, cui era aggiunta l’impressione in poche parole dell’alpinista che aveva ripercorso la stessa via acrobatica.

Finché, il giorno dopo la conclusione a Pietracamela della festa di fine stagione “Borgo in Arte” del 22 e 23 agosto 2026i, scorrendo i vari “file” nella sezione “Documenti” del mio Computer – per cercare gli articoli da rimpaginare modellando le immagini e i blocchi per poterli poi stampare senza vuoti inammissibili – è venuto fuori il “file”dal nome “Via Rosy. Monolito, schema e testo” che non ricordavo di avere, come non ricordo di aver visto i due documenti del “file”: quello con la scritta a mano del nome della “Via Rosy” e di Gigi Mario senza altri compagni di cordata, sopra allo schema della parete con tutti i passaggi indicati con precisione, e l’altro con una fotografia della parete in cui sono delineate a colori tutte le via in essa aperte, al centro “Via Rosy” con un tracciato rosso verso il viola dalla totale perpendicolarità, senza deviazioni.
Mai visti prima, nonostante le mie tante ricerche su Internet, allora mi chiedo: come sono andati sul mio Computer soprattutto nella assenza del collegamento con la fibra che impedisce ogni accesso a Internet e ha reso impossibile in questo mese di agosto – da me trascorso in paese – l’inserimento da me programmato, ogni 2-3 giorni, degli articoli sulla pagina di Facebook relativi a Pietracamela ? Assoluto mistero, nella mia casa sono stato solo, nessun altro accedeva al mio PC. Può essere senz’altro una mia dimenticanza, data l’età. Ma mi piace vederci un’altra “congiunzione astrale”, proprio qui a Pietracamela, dove c’è anche Lei, nella dimensione data dalle “Geometrie celesti” con l’augurio rivoltole dall’artista di averle “sempre vicino”. E nell’immaginazione la “Via Rosy” nella sua verticalità estrema porta nell’Alto dei Cieli a ricongiungersi idealmente con le “Geometrie celesti”. E’ bello che questa “congiunzione astrale”nel corso della mia presenza a Pietracamela – dopo sei anni – come sono stati sei anni quelli della dedica anticipata delle “Geometrie celesti” – mi fa pensare all’Altra vita dell’amata Rosemary in Alto nel Cielo in una perfezione ideale. Questo borgo fatato nell’abbraccio della natura non poteva farmi un regalo migliore. Ringrazio di cuore !
