Vittorio Giardetti, il “pretarolo” dei tre Mondi, 2. L’America del Niagara e il Messico di Acapulco, il 2° e 3° Mondo, ieri e oggi

di Romano Maria Levante

Nell’articolo precedente è stato ripercorso l’itinerario esistenziale di Vittorio Giardetti – che ho considerato il “paesano ritrovato”, per come ho potuto rievocare fasi della sua vita a me poco note pur nella nostra vicinanza fin dalla lontana infanzia – in quello che ho chiamto il 1° Mondo: l’Italia con il paese natìo Pietracamela, la città dei suoi studi Teramo, la sede vaticana che ha frequentato Roma, un mondo. cui è rimasto strettamente legato. Ma avendolo “ritrovato” ho potuto seguire la sua attività lavorativa – di cui avevo notizie molto scarse – in un ambiente quanto mai difficile per la sua provenienza, cui ha saputo aggiungere azioni altamente meritorie. Tutto questo nel 2° Mondo, l’America, soprattutto Niagara Falls – con una appendice temporanea a Las Vegas – dove è stato protagonista con un impegno che gli ha dato elevate posizioni lavorative e riconoscimenti, e con i suoi interventi di tipo assistenziale, culturale, e religioso. In questo articolo conclusivo viene ripercorso un itinerario esistenziale che ha assunto un valore decisivo, per poi terminare con un’altra parte vissuta da protagonista, nel 3° mondo, il Messico di Acapulco, la cui attrazione salutare gli ha fatto anticipare l’andata in pensione nel novembre 1996, che gli ha tiaperto le porte del 1° mondo, con i ritorni annuali prima impraticabili.

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Anno 1903. Vittorio Giardetti nel suo ruolo religioso, nella chiesa di San Giueppe a Niagara Falls,,

Il 2° Mondo, l’America: lavoro a Niagara Falls, azioni benefiche, ruoli religiosi, Las Vegas

Torno a parlare di chi gli ha aperto la strada delle lontane Americhe, dove è andato 13 anni prima di lui, e lo ha fatto per lui: l’ho ricordato, il padre Giovanni, seguito dopo 8 anni dalla madre Maria. Nel 1948 lasciò il paese per Caracas, la capitale del Venezuela, dove lavorò 3 anni, poi 1 anno in Canada a Montreal e 1 anno nell’Ohio, in una avvicinamento che nel 1953 lo ha portato  a Niagara Falls, una “booming city” nello Stato di New York.

Lo chiamò alle Cascate del Niagara il compare Attilio Sabatini, l’unico “pretarolo” che vi lavorava, e c’era una forte comunità di italiani; si impiegò prima nelle costruzioni, poi nel settore chimico, nella ditta Hooker Chemical dove lavorò fino al 1968, quando andò in pensione.

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Una visione panoramica della vasta area delle Cascate, con il popoloso abitato di Niagara Falls

Il figlio Vittorio era arrivato  da 6 anni. L’antico compagno di scuola – del quale ho parlato nel 1° articolo – ha scritto che Niagara Falls ha un “curioso accostamento” con Teramo, chiamata “Interamnia”, tra due fiumi, il Tordino e il Vezzola, perché  il Niagara è diviso in due corsi d’acqua, con nomi diversi, dall’Isola della capre. Due fiumi nella sede degli studi a in quella della vita, una sorta di destino, del resto il lavoro di Vittorio è stato soprattutto di controllare l’erosione delle Cascate, quindi legato all’acqua, e qnanta acqua!

Ed ecco i primi risultati raggiunti dopo i notevoli sacrifici dei genitori e le sue sofferenze negli anni dell’infanzia e adolescenza tracorsi lontano da loro, anche se tra le premure dei cari parenti che lo hanno ospitato ed educato. Si trasferisce  in America appena ottenuto  il diploma tecnico in Italia. Il padre lo aiuta a inserirsi nel nuovo mondo con le conoscenze che ha acquisito in dieci anni:  lo segnala per la capacità nel disegno tecnico, e se il titolo di diploma italiano può non bastare fa corsi speciali. Tutto inizia nel 1963, il primo lavoro é stato disegnare un’autostrada, la sua capacità nel disegno geometrico gli aveva aperto la strada. Dal 1964 al 1967 fa parte del “Survey Party”, la Commissione geometri impegnata nella costruzione della “Robert Moses State Parkway”.

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Anno 1964. Vittorio nella fase iniziale nel suo ufficio, il tavolo di disegno serve anche come scrivania

Nel 1967 passa allo “State Park Engineering Department di New York”, dove resta per l’intera carriera, fino alla pensione anticipata del novembre 1996, svolgendo l’attività tecnica preferita: da “Senior Draftsman” passa presto a “Principal Drafting Technician”, come se fosse“Ingegnere capo”.

Partecipa ad iniziative quali il “Niagara  Reservation Development Project”, e per un trentennio è impegnato nel compito primario del Dipartimento statale: controllare e ostacolare l’erosione del letto del fiume Niagara, dove si formano le Cascate più grandi del mondo all’incrocio di due fiumi. .

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Anno 1979, 27 gennaio. Con la mamma Maria e Mario Pirastru, venuto dalla Sardegna, Direttore
del N. Y. State Office of Parks Recreation & Historic Preservation, di cui Vittorio faceva parte

Un notevole volume di acqua passa dal Lago Eriè al Lago Ontario, con una caduta di circa 90 metri,  solo 15 metri nelle rapide prima delle Cascate e 40 metri  nelle Cascate, divise in due componenti:  quella americana detta “American Falls” larga 300 metri e alta 30, e la parte canadese detta “Horseshoe Falls” cioè Cascate a ferro di cavallo per la forma assunta. La portata della loro caduta è di 30 milioni di metri cubi d’acqua ogni ora, dalla grande forza di erosione che va controllata per preservarle. Il suo ufficio era il più vicino alle Cascate, ne vedeva la potenza spettacolare oltre ai tanti visitatori accorsi quotidianamente per ammirarla.

Sono 2 milioni e mezzo di litri al secondo nella zona canadese, e 285 mila litri al secondo nella zona americana, l’acqua polverizzata viene proiettata tutt’intorno. E’ impressionante la sua potenza, cade in modo così copioso da essere irrefrenabile; e lo è d’inverno vedere le Cascate gelate, l’acqua fermata dal freddo, la forza della natura che si esprime allìopposto. Nel Parco viene controllato un fronte con la grandiosità dell’Horseshoe, il ferro di cavallo nella zona canadese di 760 metri, diviso dalla Goat Island dal fronte di 335 metri in territorio americano.

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Una spettacolare visione delle Cascate del Niagara

Tra le maggiori iniziative seguite da Vittorio, il “Niagara Reservation Development Project”, in contatto con le personalità italo-americane  impegnate nella raccolta dei fondi fino a 15 milioni di dollari; tra loro il governatore dello Stato di New York Mario Cuomo, il responsabile del “NYS Western Distrect ” Mario Pirastru e e il “Facilities Manager” italiano Dario Violanti.

Gli italiani sono molto influenti nel territorio dei Parchi statali con i quali ha dichiarato pubblicamente che era felice di collaborare raggiungendo ottimi risultati. Appare evidente la posizione di rilievo acquisita,  tanto che il quotidiano italiano “America oggi” intitolava l’articolo del 2 febbraio 2000 “L’ingegnere delle cascate” e nell’occhiello precisava “Vita, carriera e impegno sociale di Vittorio Giardetti”.

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il parroco di Pietracamela, don Andrea, sulla barca in visita alle Cascate, con Mario Dionisi

L’articolo occupava l‘intera prima pagina con 3 immagini evocative: in piccolo il suo ritratto, in grande la fotografia dei genitori nel vestito delle nozze il giorno del matrimonio e l’abitato del paese natale Pietracamela con le case del centro storico addossate e le loro facciate unite le une alle altre. Ricordava i festeggiamenti della comunità italiana quando era andato in pensione a fine 1996 che esprimevano simpatia e gratitudine.

Posso aggiungere che oltre a “ingegnere della Cascate”, è stato anche “guida delle Cascate”, per le autorità italiane che le visitavano, e non c’era persona più adatta ad accompagnarle illustrandone le caratteristiche di cui era competente e i tanti tentativi degli ardimentosi. Tra le autorità italiane che ha accompagnato, Mario Mistretta, Console generale dell’Italia a New York e Primo Nebiolo, presidente del CONI. E’ stato impegnato, nel 1986, nella trasmissione televisiva “Telemike”, con 20 milioni di telespettatori, del celebre conduttore Mike Bongiorno.

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Una vista ravvicinata delle Cascate, che mostra la potenza della portata dell’acqua in caduta dall’alto

Arrivò a sorpresa, insieme a Mario Dionisi, che Vittorio conosceva bene, don Andrea, il parroco di Pietracamela. Non solo lo guidò nel normale percorso dandogli tutte le informazioni, ma gli fece ammirare le Cascate in barca e sorvolandole in elicottero. Nel fare questo, era preso dei ricordi d’infanzia che riaffioravano nella sua mente, con emozione: ripensava a quando da piccolo andava a lezione di francese dal parroco, mentre lui e altri del paese lo aiutavano nelle funzioni religiose, dalla sacrestia all’altare, fino a servire la Messa da chierichetti.

Ed era un “camminatore” intorno alle Cascate, faceva ogni giorno, prima del lavoro, il giro dell’’Isola della capre, percorrendo sentieri tra prati e boschi, nel “Niagara Reservation”, il Parco statale americano più antico, con un panorama che richiama milioni di visitatori.

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Vittorio, a sin., discute con il governatore dello Stato di Nrw York Mario Cuomo, di origini italiane

Altri milioni di visitatori, ma dagli schermi televisivi, nella serata in collegamento con le Cascate del Niagara, con Vittorio al centro della scena come “il personaggio misterioso”. La “troupe” di Canale 5 si era trasferita a Niagara Falls, anche per un rilancio della trasmissione. Il contatto ci fu all’esterno, in vista delle Cascate, con Dan Peterson che lo intervistò ponedogli anche le domande che faceva Mike dall’Italia. sul suo lavoro, alle quali Vittorio diede risposte precise: spiegò che si svolgeva sia all’aperto che al chiuso, sia di giorno che di notte, con molta attenzione per i rischi derivanti dalla potenza dell’acqua delle Cascate.

Venti anni dopo, nel 2006, “si parva licet comparare magnis”, è stato al centro della visita alle Cascate di Rolando – emigrato di successo dalla sua Pietracamela — ma non è un fatto reale, bensì un episodio del romanzo-verità “Rolando e i suoi fratelli. L’America!” nel quale viene riportata, in 366 pagine molto fitte, in termini romanzati, la storia esemplare di un’emigrazione dal paese, assolutamente vera nei suoi aspetti essenziali. All’intervento di Vittorio – l’unico nome non modificato, mentre erano cambiati gli altri nomi della realtà romanzata – sono dedicate 10 pagine, dalla 144 alla 154 del capitolo “L’ora dell’amore”.

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Vittorio con sulp sfondo lo spettacolo quotidiano delle Cascate cui è molto vicino

Sono pagine in cui si legge quanto illustrato al paesano da Rolando, in visita con Juliette sua futura moglie, sulle caratteristiche delle Cascate, e sulle tante vicissitudini. Si ricordano molti episodi, dagli incidenti avvenuti alle imprese compiute, con le sfide ardimentose di intemerati che si sono lanciati dentro dei barili, ricordando la botte di Attilio Regolo; o hanno tentato l’attraversamento in alto in modo funambolico. Vittorio a volte ne parlava agli autorevoli visitatori italiani che accompagnava, oltre a fornire loro i dati tecnici a lui ben noti.

La prima impresa ardimentosa risale all’inizio del secolo, il 24 ottobre 1901, con la protagonista femminile, una insegnante di 63 anni, recuperata incolume 17 minuti dopo il salto vertiginoso, divenuta famosa ma morta in povertà. Passarono diieci anni, nel 1911 un inglese sopravvisse al tremendo salto dentro il barile d’acciaio, poi trascorse sei mesi in ospedale per le fratture riportate; e un canadese del Quebec nel 1928 si lanciò nelle rapide dentro una grande palla di gomma, dopo il volo nelle Cascate approdò a riva indenne, passata un’ora.

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Anno 1986. Vittorio, al centro, é il “personaggio miterioso” della trasmissione TV italiana “Telemike”.
di Mike Bongiorno, collegato alla zona delle Cascate con Dan Peterson che intervista Vittorio

Ma ci sono state anche tragedie, nel 1920 un altro inglese sfidò le Cascate dentro un pesante barile di quercia che si fracassò e di lui fu recuperato solo un braccio. Analoga sorte dieci anni dopo, nel 1930, di un greco che restò imprigionato nel marchingegno di legno e acciaio in una cortina d’acqua fino a soffocare in assenza di ossigeno.

E in tempi meno lontani, nel 1952, invece di un barile pesante o di un marchingegno fu usato un apparato leggero di tubi, rete e tela; ma, sbattuto da sponda a sponda e scagliato sulle rocce, si disintegrò e il corpo della vittima fu recuperato il giorno dopo, tra i rottami che galleggiavano. ”Rari nantes in gurgite vasto”.

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Anno 2007, giugno, VIttorio mi ringrazia di averne fatto un personaggio nel romanzo-.verità sull’emigrazione dal nostro paese, sctivendomi dietro la visione panoramica dellì’area delle Cascate

C’è stato amche un ardimento di segno opposto: invece di lanciarsi nelle Cascate chiusi dentro barili che non li proteggevano, tentavano di attraversarle in precario equilibrio su una fune stesa in alto, liberi nell’aria.. Iniziarono ben prima del 1901, l’anno del successo della donna insegnante nel barile d’acciaio.

Dall’Europa nel 1859 venne appositamente un funambolo che non solo riuscì a fare la traversata camminando sul cavo con un’asta di equilibrio, ma fece anche un salto mortale all’indietro; e in esibizioni successive andò in bicicletta oppure bendato, con mani e piedi amnanettati, spingendo una carriola o cucinando un’omelette; due mesi dopo fece ancora la taraversata con sulle spalle il suo manager, fu un’impresa considerata storica.

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Un’immagine delle Cascate con il cavo sul quale il funambolo Nick Wallenda,
tenendosi in equilibrio con un’asta, ha camminato passando dal lato americano al lato canadese

Nel tempo diversi altri funamboli, sempre con esito positivo,: un canadese, un personaggio conosciuto con un nome italiano, e nel 1876 una ragazza italiana di soli 23 anni, l’unica donna funambola vittoriosa.da onorare. L’anno successivo, il 1877, una vittima: aveva attraversato sulla fune ma il corpo fu trovato sfracellato sulle rocce, l’inchiesta stabilì che aveva tentato una traversata notturna con scarpe da città.

Ho ricordato questi episodi citati da Vittorio nell’accompagnare i visitatori a lui affidati, per emtrare nel 2° Mondo oltre che con i risultati da lui ottenuti, anche con queste immagini coinvolgenti. Al termine della sua guida utile e amichevole, Rolando gli dice: “E tu, Vittorio, mi ricordi Virgilio, pregato da Beatrice nel Limbo di fare da guida a Dante. Solo che sono stato io  a pregarti di accompagnarci”. Ed ora la rivelazione inattesa ….

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Anno 1985, luglio. centenario della Fondazione. La “Citazione al merito” di Vittorio da parte del “Niagara Reservation Park”,

L’autore del romanzo sono proprio io, e mi scuso per la citazione omessa senza presunzione, ma per dar conto di come Vittorio sia stato prezioso per gli italiani in visita alle Cascate. Mi ha ringraziato allora di averne fatto un protagonista con una lettera che ho conservato, la riproduco tra le tante immagini, mi sono sentito gratificato.

E ora che ho cercato di far rivivere momenti divertenti della vita di Vittorio legati all’italianità, è bene rievocare le azioni concrete da lui compiute da italiano nel 2° Mondo in cui operava – così lontano dal 1° Mondo del suo paese – azioni rilevanti nei risultati e anche benefiche, alcune mosse dalla Fede. In primo piano la sua intensa partecipazione alle attività della “Cristoforo Colombo Society”, un’organizzazione italiana di mutuo soccorso basata sulla fratellanza, fondata da immigrati italiani nel 1903. In cima alla tomba che la identifica c’è una statua a grandezza naturale del navigatore italiano.

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Anno 1996. ottobre. “Resolution”dello Stato di New York, per Vittorio, l’eccellenza del servizio prestato cm la competenza, dedizione disinteressata,,amore genuino per il Parco, rispetto

Sulla via segnata da Colombo molti italiani, e anche di altre nazionalità, formarono società fraterne o benevoli modellate su organizzazioni americane come gli Alci e i Massoni. Non solo erano luoghi di incontri e riunioni per sentirsi una Comunità legata alla propria origine, ma operavano a fini benefici stipulando contratti con medici e ospedali per avere accesso alle cure mediche di base; la maggior parte delle società forniva anche un luogo di sepoltura a un costo modesto.

La Cristoforo Colombo Society risulta essere una delle più attive nell’area di Niagara Falls. Vittorio ne è stato non solo il promotore ma anche il tesoriere per 23 anni. Ha lasciato questa funzione nel 1996, all’andata in pensione, ricevendo tante prove di fiducia e i più vivi ringraziamenti per l’attività svolta, da moltissime persone accorse per festeggiarlo nel giorno del commiato.

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Anno 1999. ottobre. Vittorio interviene alla “Cristoforo Colombo Society”, 23 anni da Tesoriere in un’intensa attività benefica di mutua assistenza, festeggiato nella riunione dall’intera organizzazione

Il consuntivo che ha presentato è stato ragguardevole: in tanti anni aveva staccato 6000 assegni, ed effettuato 3000 versamenti, i bilanci quadravano perfettamente. Un impegno molto serio, in un continuo volontariato che faceva risaltare l’integrità degli italiani e la loro attività veramente preziosa per la terra che li aveva accolti. Oltre alle spontanee espressioni dei tanti che lo avevano conosciuto, gli sono stati conferiti dei veri riconoscimenti.

Nel 1979 è stato scelto come “Man of the Year”, con una motivazione in cui gli viene dato il merito di promuovere la cultura italiana e di preservare le tradizioni italiane, considerate tra le funzioni più importanti svolte dalla Società di cui ha fatto parte. Poi, nel 1985, ha ricevuto dal Comitato nazionale del “Columbus Day” – la più importante espressione di italianità con la grande manifestazione annuale – la prestigiosa “Citation of Merit Award”. E nel 1996, quando è andato in pensione, ha avuto la “Resolution” dello Stato di New York, in cui viene riconosciuta l’eccellenza del servizio da lui svolto per il pubblico e per i privat .

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Anno 2000, febbraio L’articolo del quotidiano italiano”America oggi”, Niagara Falls, Dopo l’andata in pensione di Vittorio ne riassune vira, carriera e impegno sociale nei festeggiamenti per esprimere la riconoscenza

L’attestato lo fa in cinque paragrafi in cui parla delle sue competenze, della sua dedizione disinteressata, e dell’amore genuino per il futuro del Parco. E apprezza il suo speciale orgoglio nel compiere quanto affidato alle sue responsabilità nei processi curati, in un lavoro eccellente svolto con abilità e competenza, dedicandosi  ai bisogni degli altri nel  massimo rispetto. Seguono le 7 firme dei membri del Comitato, tra cui Dario Violanti, l’italiano “Capital Facilities Manager”.

Saltiamo al 29 maggio 2016, “Niagara Living” dà ai lettori un’importante notizia. Nel “Niagara Arts and Culturale Center di Pine Avenue” – situato ai margini di Little Italy, alle Cascate del Niagara – si sentirà sempre più parlare italiano. L’ufficio del Vice consolato italiano sarà aperto per assistere i cittadini italiani e coloro che richiedono la cittadinanza italiana;

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Anno 2003. La scheda del saluto di Vittorio nel centenario della Società

Saranno disponibili per servizi di traduzione, segnalazioni legali e per rispondere a richieste riguardanti le normative sui visti e i requisiti del passaporto per conto del governo italiano. Ci sono solo altre 37 rappresentanze dell’Italia negli Stati Uniti, la più vicina delle quali si trova a New York o Washington DC.

La notizia è accompagnata da una fotografia nella quale la Vice Console Onoraria italiana siede alla scrivania, e a destra guardando, la sua assistente tiene in mano la bandiera italiana. Ed ecco come prosegue la didascalia della foto: “A sinistra, un patrono dell’ambasciata, Vittorio Giardetti, delle Falls del Niagara, l’uomo che suggerì al consolato di aprire un ufficio presso il Niagara Arts and Cultural Center, regge il cartello”. Aprile 2016.

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Anno 2016, aprile. In primo pianoi la Vice Console Onoraria italiana, a dx la sua assistente
con la Bandiera italiana, Dietro Vittorio regge il cartello del Vice Consolato, ha suggeritto lui di aprire l’ufficio presso il Niagara Arts and Cultural Center, con servizi molto utili alla locale Comunità italiana

Ma l’impegno di Vittorio, con i meritati riconoscimenti, non si è svolto soltanto nei campi che ho rievocato, in cui è diventato un protagonista molto apprezzato nel mondo che lo aveva accolto. Si è dedicato ad attività legate alla Fede, anche per rendere omaggio ai genitori che si erano sacrificati per lui, e lo ha affermato pubblicamente.

Non sono state espressioni di sentimenti momentanei, bensì manifestazioni del senso mistico della vita acquisito nell’infanzia e nell’adolescenza mentre soffriva per la lontananza prima del padre, poi anche della madre. La Fede lo compensava di quanto mancava e lo portò a svolgere mansioni religiose nella “St. Joseph’s Roman Catholic Church”, costruita dagli italiani nel 1903 a Niagara Falls, dedicata a San Giuseppe, con mons. Riccardo Amico.

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Anno 2009, dicembre. Un articolo in italiano sulla donazione di Vittorio al “Center Institute” di Buffalo

Vittorio vi legge le Sacre scritture, come “lector”, e distribuisce la Comunione come “Eucharistic Minister”.nelle Messe in italiano. La forza della Fede lo ha fatto offrire come volontario in iniziative caritatevoli, in particolare con “Catholic Charities”, 2000 club con i quali si diventa “lavoratore della Fede”. Mons. Amico, che ho appena citato, ha detto di lui: “E’ sempre pronto ad aiutare chiunque ne abbia bisogno”. Forse anche per questa totale apertura non ha costituito una propria famiglia, pur avendone avuta la possibilità, e ho ricordato nel 1° articolo come senta il grande valore della libertà senza vincoli nè compromessi limitativi.

Anche nell’attività ora ricordata, in campo religioso, è stata sempre presente la sua italianità, e si è svolta soprattutto con i connazionali, con lui nella città sul Niagara; come lo è stato il suo impegno, ricordato in precedenza, nella “Cristoforo Colombo Society”, per la fratellanza, la promozione e salvaguardia della cultura e delle tradizioni italiane. E’ stato supporter della “Pine Avenue Business Association’s”, in un progetto che dedica la parte di Niagara Falls in cui c’è una strada molto frequentata, all’eredità italiana ancora viva nella città.

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Anno 2010, gennaio Un articolo in inglese sulla stessa donazione di Vittorio per la ricerca suil cancro

Concludo la rievocazione di alcune sue lodevoli attività, citandone una meritevole in modo particolare: la donazione di 10.000 dollari al “Roswell Park Cancer Institute” di Buffalo, un aiuto consistente per la ricerca sul cancro femminile al seno; lo ha fatto in memoria dei genitori Giovanni e Maria, pensando anche a una persona sua amica ricoverata nell’istituto.; e lo ha ripetuto dopo un decennio, impegnandosi per sempre in questo senso.

Ha detto: “Offro tutto nel ricordo dei miei genitori, dai quali ho appreso quanto è importante avere comprensione, sensibilità e generosità, al fine di rendere la propria vita degna d’essere vissuta”; e ha aggiunto: “Questo è il giorno più grande della mia vita, essere capace di aiutare in questo modo e incoraggiare gli altri a fare lo stesso”. Il dr. Stephan Edge, presidente del Centro, lo ha ringraziato, sottolineando l’importanza di seguirne l’esempio per aiutare nell’aspra lotta contro tale malattia.

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Vittorio, con mons. Amico, parroco della chiesa “San Giovanni” fonfata nel 1903 da immigrati italiani, nella parete la mappa dell’Italia, sulle Regiomi sono scritti nei cartelli i nomi dei parrocchiani italiani

La notizia fu data nella rubrica “Comunità” da un giornale in lingua italiana per i nostri emigrati il 12 dicembre 2009, con il titolo a tutta pagina “Dieci mila dollari per la ricerca sul cancro” e l’occhiello “Vittorio Giardetti ha fatto una donazione al ‘Center Institute di Buffalo’”; ripetuta dal giornale “Local News From Nearby” in lingua inglese il 7 gennaio 2010 in prima pagina, 6 colonne con il titolo, a tutta pagina, “Resident gives gift from the heart”, e l’occhiello “Vittorio Giardetti gives Roswell $ 10K to fight breast cancer”.

Ma non è l’unica sua donazione di 10.000 dollari, ha fatto lo stesso dono ad altri 2 ospedali, “Memorial Hospital” e “Mount Saint Mary’s Hospital”, e a 2 istituzioni di Niagara Falls che ho già citato, la “St- Joseph Church ” e il “Niagara Art and Culture Center”, NACC. dove si impegnava per finalità religiose e benefiche con gli italiani.

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“La felicità di questi visi mi fa essere più felici di loro”. Vittorio
Chateau Vaudreuil Montreal , 27 maggio 2017

Era il  2010, il giornale “Local. News Firm Nearby”  del 7 gennaio ha dato la notizia con un articolo in prima pagina intitolato su 6 colonne di stampa, “Residente dà un dono dal cuore”.-Il testo riassume la vita e lo illustra con la fotografia mentre stringe la mano al Direttore del “Center Institute” di Buffalo dopo aver ricevutoil dono.

L’Istituto lo ringrazia con queste parole: “Noi siamo indebitati con Mr. Giardetti, per la sua premurosa generosità e l’investimento nella nostra missione di salvare le vite”. E aggiunge che ogni giorno fanno progressi nella lotta contro un male non più incurabile, ma non basta. C’è un’altra donazione privata, molto consistente.

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Anno 1999. ottobre. Vittorio mostra a mons. Amico l’Anello avuto a riconoscimento del suo impegno

Quando ha saputo che negli Stati Uniti si possono fare donazioni fino a 5 milioni di dollari senza pagare le tasse, ha donato legalmente 300 mila dollari ai suoi parenti che vivono a Montreal in Canadà. Li andava a trovare due volte l’anno fino al 2024, mentre da poco ora vanno loro a trovarlo e li ospita nel migliore albergo del Niagara.

Una generosità che esprime sempre la devozione verso i genitori i quali – devo ripeterlo data la sua importanza – si trasferirono negli Stati Uniti, a distanza di qualche anno la madre dal padre, con l’intento di preparare per lui un futuro ben dioverso da quello che avrebbe avuto se fossero restati nel proprio paese del quale non temevano le difficoltà sul piano personale, ma quelle per il figlio. Sia loro che Vittorio hanno sofferto l’allontanamento nella sua infanzia e adolescenza, ma ne è valsa la pena, e lui manifesta sempre per loro la sua riconoscenza imperitura

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Vittorio ripreo nel suo ruolo religioso nella chiesa di Saint Joseph a Niagara Falls

Ma anche in America ha trovato un altro spazio dopo essere andato in pensione, come turista, nella regolarità e metodicità con cui programma le frazioni dell’anno in diverse destinazioni. E’ stata una sua aggiunta al 2° Mondo, come Roma e la basilica di San Pietro lo sono per il 1° Mondo, e l’ho descritto. Si recava per un mese all’anno a Las Vegas, la capitale del gioco, ma non lo faceva per questo, non partecipava ai tavoli dove giocavano.

.Gli piaceva la località, per la sua animazione e forse perché c’erano celebri ambienti italiani riprodotti in scala 1 a 1, come il Canal grande e Piazza San Marco di Venezia , era quasi come un viaggio in Italia. Ha rivisto a Las Vegas, il 3 ottobre 2017, il famoso mago David Copperfield che aveva conosciuto alla Cascate del Niagara moltissimi anni pruma, nel 1990.

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Anno 2017, 3 ottobre. Viittorio con il mago David Copperfield a Las Vegas

Vittorio non ci va più da qualche tempo, perchè sembrano sorti problemi di sicurezza, ma oltre questa notizia ce n’è una molto positiva.- Riguarda Hollywood, dove si trova una delle prestigiose “pietre d’inciampo” recante il suo nome, nella strada più importante, riservata ai personaggi famosi. Questo riconoscimento si aggiunge agli altri che ho ricordato, un onore che si trasmette alla sua terra.

Non è terminata la rievocazione della sua vita da protagonista nei tre Mondi, ma quella di due Mondi. Del 1° Mondo, dell’infanzia e adolescenza e del suo attaccamento, rimasto sempre nel suo cuore perché terra natale, l’Italia, in particolare Pietracamela, il “natìo borgo selvaggio” oltre a Teramo e poi Roma; ne ho parlato in modo molto ampio nell’articolo precedente

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Anno 1903. Dopo la funzione religosa, in chiesa, Vittorio in testa alla Processione

E’ terminata la rievocazione del 2° Mondo, con la sua vita nell’impegno assiduo sul lavoro -fondamentale nell’esistenza – ma anche su quanto legato all’italianità; con una spinta verso le iniziative benefiche, indotta dal suo spirito religoso toccato dalla Fede, nella terra che lo ha accolto, l’America, in particolare Niagara Falls la “booming city”. Ora concludo con il 3° Mondo dove è andato – nei mesi freddi e umidi nelle Cascate – per le attrattive della sua estate perenne, in Messico, e precisamente ad Acapulco. E’ l’ultima rievocazione, la sua vita diventa riposante e divertente per quasi metà dell’anno senza gli obblighi lavorativi che aveva fino a 56 anni.

Il 3° Mondo, il Messico, ad Acapulco vacanze con “pretaroli” e connazionali, incontri con celebrità

Il 3° mondo di Vittorio non è il Terzo mondo del sottosviluppo – che delle volte assume questo termine – ma del Messico, nella località di Acapulco, che non solo entra nella sua vita nel gennaio 1997, subito dopo essere andato in pensione nel novembre 1996; ma ne è stato il principale motivo perchè gli fa anticipare, come consentito dalle norme, il pensionamento, in modo da evitare soprattutto il clima invernale gelido e unudo delle Cascate del Niagara dove era stato senza interruzione nel trentennio di lavoto a Niagara Falls.

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Anno 1990. Il certificato con cui la diocesi di Buffalo
lo nomina “Speciale Ministro della Sacra Comunione

E questo trascorrendo il periodo più critico dell’anno – da metà novembre a metà aprile – in quella località messicana di grande attrazione turistica; lo consigliarono così dei paesani, che lo facevano da anni, e gli dissero che c’era un buon numero di “pretaroli” contenti di accoglierlo.

Come da ragazzo decise di cambiare gli studi – passando dagli studi magistrali a quelli tecnici dei Geometri, coniderati più promettenti per il suo lavoro – così fece cambiando per cinque mesi l’anno la residenza in modo propizio per la sua salute: una decisione presa da solo, ripeto, non avendo formato una famiglia per sentirsi libero. Si trasferì nell’Hotel Calinda. sul mare, con 25 piani, a 2 stelle, con la ristrutturazione del 2024 a 5 stelle. .

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Las Vegas, il “Mirage Hotel” di tanti soggiorni di Vittorio

Acapulco è una località turistica famosa, soprattutto celebre per i tuffi dalla scogliera di Quebrada, uno sperone roccioso alto 35 metri. I tuffi avvengono dalla cima della scogliera, da circa 40 metri di altezza, da parte di specialisti, i “clardistic”, sono locali con l’aggiunta di qualche esperto che vi viene fortemente attirato.

La difficoltà non è data solo dall’altezza del tuffo, ma anche e soprattutto dal fatto che avviene su uno specchio di mare molto stretto, con l’acqua profonda pochi metri, per cui bisogna attendere l’onda che entrando in una specie di fiordo, ne innalza il livello riducendo il rischio per il tuffatore.

Anno 2026, 5 settembre. Visitatori delle Cascate del Niagara

Naturalmente, ci sono tanti spettatori, e anche a prescindere da questo aspetto di indubbio interesse, negli anni ‘50 Acapulco era diventata l’icona della “jet society”, che vi si è riversata accrescendone l’attrazione turistica. Quella di Acapulco non è stata soltanto una scelta per trascorrere le vacanze in una località preferita rispetto alle altre, e lo si vede da ciò che ha scritto il suo “compagno ritrovato” facendo una rivelazione che riporto testualmente. Ecco cosa scrive a metà della seconda pagina nel suo articolo del settembre 2006.

“In questo caleidoscopio di storie e di fatti non poteva mancare il colpo di scena, che creativamente induce Vittorio ad andare anticipatamente in pensione (10 anni fa) per progettare uno stile di vita così congegnato. Cinque sei mesi li trascorre a Niagara Falls, due, tre mesi, ad Acapulco nel Messico, tra gennaio e marzo (anche per fuggire dal clima umido delle Cascate), due tre mesi a Pietracamela (tra giugno e agosto) e perché no, un mesetto lo dedica a Las Vegas”. Sono tempi oggi mutati, come ho accennato, ma non cambia la motivazione del “colpo di scena”, indicata con un’espressione che ne inquadra perfettamente il sistema di vita.

Vittorio alle Cascate il 5 settembre 2026, giorno del suo compleanno

“Non una banale vita da pensionato, con giornate tristi e burocratizzate nelle tre, quattro cose da fare ogni giorno. No per nulla, la vita di Vittorio diventa un tourbillon di amicizie, di visite, di incontri, di letture, di collegamenti con le nostre reti Tv.…”.

Questo “tourbillon” si manifesta soprattutto neilla vita a stretto contatto con i molti “pretaroli” in vacanza anch’essi, non solo quelli della comunità di Niagara Falls, ma anche altri provenienti da Toronto, Montreal e da altre località. Con loro si condivide la vita in spiaggia, si fanno incontri e riunioni, si festeggia in serate nei ristoranti italiani. L’Italia è sempre presente.

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Acapulco. L””Hotel Calienda Beach” dove Vittorio risiede nei suoi lunghi periodi di vari mesi sl mare.
Da 23 anni la stessa “suite” al 25° piano, si vede il suo volto un cima alla foto dell’Hotel

E poi anche eventi particolari, Vittorio mostra una fotografia con la sua partecipazione ad Acapulco, nel dicembre 2012, alla prove, il giorno prima del concerto nel Teatro “John Ruiz de Alarcòn” del celebre tenore Placido Domingo, che l’anno dopo gli firmò l’autografo sulla foto al “Teatro Forum del Mundo Imperial “.

Ha conosciuto molto bene il grande maestro Eduardo Alvarez, celebre direttore della Filarmonica di Acapulco, famosa nel mondo, ha partecipato anche alle prove addirittura sul palcoscenico dietro l’ochestra al solito Teatro John Ruiz de Alarcòn, mostra una foto del 17 novembre 2017, lo si vede in alo a destra.

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Anno 2012, 27.dicembre ad Acapulco. Con il tenore Placido Domingo nnelle prove al Teatro Juan Ruiz de Alarcòn, l’autografo é del 27 dicembre 2013 alle prove del “Teatro Forum del Mundo Imperial”

In campo religioso parla della sua vicinanza con l’arcivescovo di Acapulco mons. Leopoldo Gonzales, anche qui non è mancata la spinta della Fede. E anche ad Acapulco il su spirito benefico con ispirazione religiosa si fa sentire. Nel maggio 2018, Vittorio dona 12.000 dollari alla Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù di Acapulco per la Piazzetta di S, Padre Pio in memoria del suo papà.

Il “compagno ritrovato” aggiunge, alla sua descrizione della vita attiva di Vittorio da pensionato, una abitudine costante che lo fa definire “marciatore dei tre mondi”: “Dovunque si trovi, a meno che non ci siano turbolenze climatiche importanti, Vittorio cammina, cammina due tre ore al giorno, tutti i giorni… Ad Acapulco non si discute, la camminata quotidiana la effettua di prima mattina sulla spiaggia già affollata nella riva del Pacifico, anche qui per non meno di due ore al giorno”.

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Vittorio con il maestro Gianluca Lettera solista “armonica”, nato a Roma,, al centro, e il grande maestro Eduardo Alvarez, direttore della celebre Filarmonica di Acapulco , a sin. guardando

Le “camminate” sempre di almeno due ore, a Pietracamela, Niagara Falls, e anche Ls Vegas, che ho già descritto nel 1° e 2° Mondo. Ad Acapulco risiede da 23 anni, al 25° piano dello stesso albergo sul mare, dal balcone si vede la spiaggia dove inizia la sua “camminata”, anni fa mi mandò una cartolina con la finestra e il tragitto.

Anche ad Acapulco il su spirito benefico con ispirazione religiosa si fa sentire. Nel maggio 2018, Vittorio dona 12.000 dollari alla Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù di Acapulco per la Piazzetta di S, Padre Pio in memoria del suo papà.

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2017, 17 nov.. Vittorio in alto a dx sul palcoscenico del Teatro Juan Ruiz de Alarcòn di Acapulco dietro l’orchesta Filarmonica impegnata nelle prove

Ogni anno, nel giorno di S. Valentino, il 14 febbraio, appuntamento al “Palermo Ristorante”. per festeggiarlo inseme ai paesani che hanno fatto la sua stessa scelta. Ma non solo quesro. Ha avuto modo di conoscere tanti personaggi famosi, come quelli che ho rcordato, dal tenore Placido Domingo al maestro Gianluca Littera, “solista Armonica”, nato a Roma e famoso nel mondo cone il direttore Eduardo Alvarez della Filarmonica

Ne è diventato amico e gli hanno dato la possibilità di assistere dal vivo ai loro concerti, in una cornice naturale, fantastica. Per non parlare dell’arcivescovo di Acapulco mons. Leopoldo Gonzales, anche qui non è mancata la spinta della Fede.

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Vittorio ancora con il direttore della Filarmonica di Acapulco, il maestro Eduardo Alvarez,
il 2° da sin. guradando, e con la soprano Rebeca Olvera

Ha conosciuto tantissimi italiani, stava spesso con loro nelle passeggiate sulla spiaggia e nelle nuotate nell’Oceano Pacifico; giocavano a carte e a bocce, si trovavano insieme nelle cene con piatti tipici della tradizione italiana, accompagnati da musiche e balli. E’ riuscito a mantenere una buona forma fisica, allenandosi in un apposito spazio, allestito a tale scopo.

Nel periodo del Covid 19, é rimasto ad Acapulco per tre anni, e considera una fortunata coincidenza l’essere stato sorpreso lì dallo scoppio della pandemia; il Messico era considerato al riparo dai contagi, per le correnti d’aria provenienti dal Pacifico.

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Anno 2020, 22 febbraio, Vittorio con Sua Eccellenza l’Arcivescovo di Acapulco,
mons. Leopoldo Gonzales, alla Parrocchia del Sagrado Corazòn de Jesus, Costa Azul, Acapulco

Pur non essendo cittadino messicano e non avendo la residenza ad Acapulco, vi ha ricevuto tutte le prestazioni sanitarie del caso, grazie all’assistenza fornita ai cittadini statunitensi dal Consolato americano e dai Capi del Turismo municipale e statale. E qui finisce il racconto della storia di Vittorio, ecco ora la sintesi finale.

I tre Mondi si incontrano in una vita da protagonista

Sono giunto al termine della mia rievocazione del passato e del presente della vita del caro “paesano ritrovato” ora conpletamente, anche se mai dimenticato. Una vita che ho descritto nei tre Mondi nei quali, in base alle notizie avute, l’ho immaginato agire da protagonista, deciso a seguire le proprie scelte, anche quelle più impegnative. In primo piano l’attività lavorativa dell’intera vita nel 2° Mondo, l’America, in cui si è inserito con la competenza tecnica acquisita, rafforzando il diploma italiano anche con dei corsi di apecializzazione.

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Ha raggiunto posizioni con riconoscimenti prestigiosi, impegnato a Niagara Falls nel delicato controllo delle temute erosioni che possono compromettere la Cascate più celebri del mondo. Insieme c’è la sua collaborazione, anch’essa impegnativa, con organizzazioni italiane, per salvaguardare le tradizioni, e anche per interventi benefici.

Fino alla sua attiva presenza in campo religioso, nell’antica chiesa di San Giuseppe , di italiani e con il monsignore italiano, a Niagara Falls, in una Comunità di fedeli del tutto italiana.

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Ho aperto la rievocazione descrivendo il collegamento molto diverso con il 1° Mondo, l’Italia del paese natale, Pietracamela alle falde del Gran Sasso, dal 2005 nel club dell’Anci “I borghi più belli d’Italia”, nel 2007 “borgo dell’anno” fino a 1000 abitanti.

Una vita sofferta nell’infanzia e adolescenza, per la lontananza dai genitori, 13 anni dal padre, 6 dalla madre, andati in America per il suo avvenire; favorita da cari parenti che lo hanno tenuto con loro e hanno permesso i suoi studi a Teramo. A 23 anni, nel 1963, ricongiungimento con i genitori in America e poi sicuro impiego nell’importante istituzione dello Stato d New York per le Cascare del Niagara.

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Anno 1998-99. Acapulco.Vittorio, a sin. e un amico, a dx, con il famoso Johnny Lombardi, al centro

Quindi Niagara Falls diventa la nuova terra di Vittorio, ma la terra natale resta nella sua mente e nel suo cuore, non la lascia e quando può vi ritorna ogni anno per due mesi; ogni mattina la “camminata” gli ha fatto ripercorrere i sentieri nell’ambiente suggestivo della montagna che sente sempre sua. La mia rievocazione è terminata con l’ultimo dei tre Mondi, il Messico di Acapulco, ho brevemnte descritto la sua vita in questa ben diversa dimensione, che resta sempre unita alle altre.

Potrei terminare con una mia considerazione finale sul significato di tutto questo, ma come amico da una vita del “paesano ritrovato” preferisco una visione più distaccata, quindi obiettiva. Quella del compagno di scuola al quale Vittorio confidò tanti aspetti della sua vita nel loro incontro a Pietracamela nel 2006, 44 anni dopo essersi salutati al termine della scuola frequentata insieme per 5 anni a Teramo. Ecco la sua visione.

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Anno 2019, 2 gennaio, Vittorio con Jose Luis Basilio, Segretario del turismo municipale di Acapulco, all’aeroporto della celebre località nell’accoglienza straordinaria dei primi voli charter
da Montreal e Toronto prima del Covid, con in mano le Bandiere italiana e messicana

“A questi racconti interminabili di Vittorio, cosa possiamo contrapporre, come alternativa di vita? Certo ci mette in difficoltà, certo pochi di noi potranno permettersi lo stile di vita di Vittorio, però nello stesso tempo ci vengono  posti dubbi sul nostro tran tran quotidiano e su come si srotola il gomitolo della vita di ognuno di noi”. Così si concludeva l’articolo su Vittorio, “compagno ritrovato”,  di Vincenzo Biondi su “La Città” di Teramo del settembre 2006; e così potrebbe concludersi l’articolo finale, sempre  su Vittorio, “paesano ritrovato”. di Romano Maria Levante del settembre 2026, 20 anni dopo, in questo sito. 

Ma oggi, 25 settembre, sono trascorsi 20 giorni dal Compleanno di Vittorio, il 5 settembre festeggiato sulla “chat pretaroli”, un “social” di Pietracamela con circa 100 famiglie di paesani destinatarie. E ho rievocato la sua forma di vita che fa riflettere, in un itinerario comunque non comune, fonte di tanti stimoli. Pubblico oggi sul sito, e condivido nella mia pagina di Facebook e nella “chat pretaroli” la mia rievocazione, per farla conoscere.

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Anno 1998, marzo. Acapulco, spiaggia “Horuos”, Vittorio, a sin., al centro Gino Ventresca e sig.a, per 55 anni in Acapulco, a dx Silvio Mastrodascxio, noto scultore di Cerqueto, cena al “Tonino ristorante”

E rinnovo gli auguri pià fervidi e sinceri già trasmessi il 5 settembre a Vittorio, il “paesano ritrovato”, compagno di infanzia e incontrato nei vari ritorni estivi, ma che soltanto ora ho potuto conoscere profondamente e considerarlo “pretarolo’ protagonista in tre Mondi. Lo ringrazio per avermi consentito di inserire, nel racconto della storia, fotogrammi espressivi del film movimentato che continua…. .

Termina il mio raconto del suo lungo percorso di vita – evocato con frasi molto sentite e documentato con immagini visive altrettanto significative – con le parole dell’immagine di copertina dalla grande potenza espressiva dell’articolo più volte citato che ora riporto testuialmente.

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Anno 1997, febbraio. Acapulco. Il 14 festeggiano San Valentino, Vittorio – a dx in maglietta rosss – con i “pretaroli” che vengono da Niagara Falls, Toronto,, Montreal, a cena nel Ristorante “Palermo”

“Pietracamela – Niagara – Andata e … ritorno. La vita avventurosa e lieta di uno di noi che…”. Vincenzo Biondi le scriveva 20 anni fa al “compagno ritrivato”, ora le rivolgo anch’io al “paesano ritrovato” dopo averne rievocato “la vita avventurosa e lieta” completando i puntini di sospensione: é “uno di noi che… “-

Siamo tutti noi paesani a completarli, “uno di noi che…” è tornato anche quest’estate in Italia, da fine giugno al 24 agosto, ora èdfi nuovo alle Cascate del Niagara, e a conclusione delle immagini sul suo 2° Mondo ho messo la sua foto del 5 settembre, con il suo compleanno alle Cascate, rinnovando gli auguri con “cento di questi giorni” nei “tre Mondi” in cui si svolge la sua vita. Auguri fervidi e sinceri di tutto cuore !

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Acapulco, scogliera di Quebrada, il tuffo da 40 m. con la bandiera italiana

Nel partire da Pietracamela il 24 agosto, mi ha lasciato le Bandiere dei tre Mondi della sua vita, piccole di dimensioni ma unite in un apposito accostamento, sono il simbolo che ne evoca i valori. Lo ha definito “un piccolisimo ricordo dei tre Mondi”,. io lo considero invece “un grandissimo ricordo”, perchè riassume tutta la sua vita e la mia modesta ma appassionata rievocazione. Che concludo con le parole ad maiora! Mentre Vittorio ha lasciato quest’altra sua conclusione, che rappresenta la più degna chiusura: “I ricordi non svaniscono e la vita non si cancella. Finchè potrò, ogni anno tornerò a casa mia tra i monti e lo farò con il cuore pieno di amore”. Per chi è “pretarolo” come lui, e io lo sono, .è bello immedesimarsi in un pensiero così sincero e appassionato-

ll “piccolissimo ricordo” lasciatomi da Vittorio,
per me “grandissimo ricordo” , le tre Bandiere evocative !

Photo

Le 30 immagini che illustrano l’articolo sul 2° Mondo, ripercorrono la storia di Vittorio riferita all’America di Niagara Falls, dove si è svolta gran parte della sua vita, in particolare quella lavorativa. Sono dello stesso numero 30 delle immagini riprtate nel primo articolo sull’Italia, il 1° Mondo, soprattutto su Pietracamela, per sottolineare cone il legame sia ugualmente forte nei due Mondi. Le immagini inserite in questo articolo alternano fotografie con personaggi insieme a Vittorio, di diversa natura, e fotografie che documentano i riconoscimenti ottenuti, certificati e articoli di giornale, fino a certificati che attestano sue donazioni. Sono ben rappresentate le Cascate del Niagara centenario della fondazione in visioni panoramiche e riprese ravvicinate con persone come il parroco di allora di Pietracamela, e con lo stesso Vittorio: il 5 settembre scorso ripreso nel suo compleanno alle Cascate con anche l’immagine dei visitatori. Dopo le 30 immagini sul 2° Mondo, seguono 13 immagini sul 3* Mondo, ad Acapulco con illustri personaggi, anche con paesani stabiliti in America ma che hanno fatto la sua stessa scelta per le estati perenni, l’immagine del tuffo dall’alto della scogliera con la Bandiera italiana chiude questa sequenza. Ma ci sono ancora due immagini, quella delle 3 Bandiere collegate tra loro nel “ricordo piccolissimo” lasciatomi da Vittorio, che ho definito invece “ricordo grandissimo”, e l’ho unito; poi l’ultima, la copertina dell’articolo del 2006 “Pietracamela – Niagara, andata e…..ritorno. La vita avventurosa e lieta di uno di noi che….”. Una spontanea conclusione della sequenza di 45 immagini, in questo articolo, selezionate tra le molte presentate da Vittorio che ringrazio, come nel 1° articolo, mi ha fatto ripercorrere, per immagini, la storia rieevocata nel testo. Sommando le 32 immagini del 1° articolo, sono 77 immagini, un numero biblico che fa rivivere la storia “avventurosa e lieta di uno di noi..”, il “pretarolo dei tre Mondi”, il “paesano ritrovato”, l’amico Vittorio.

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La copertina dell’articolo di Vincenzo Biondi, sulla vita di Vittorio,
pubblicato sulla rivista di Teramo “La Ciittà”, nrl 2006, da me citato .