Caravaggio, uno spettacolo ad alta tecnologia al Palazzo Esposizioni

di Romano Maria Levante

Al Palazzo Esposizioni a Roma, dal 24 marzo al 3 luglio 2016,  “Caravaggio Experience”,  con una video-installazione altamente innovativa, offre  uno straordinario spettacolo  con la proiezione  di 57 capolavori del Maestro ad alta definizione sulle pareti dalle sale espositive a cura di Stefano Fomasi e i video-artisti di “The Fake Factory”,  accompagnati dalle musiche originali di Stefano Saletti e dagli effetti olfattivi dei maestri dell’Officina Profumo – Farmaceutica di Santa Maria Novella.  E’ una  “total immersion” nel mondo caravaggesco, con le sue opere  presentate in una successione che inizia con  quelle dalla luce  dominante, seguite da quelle con il naturalismo, poi le opere nelle quali esplode la violenza, fino ai luoghi di Caravaggio e alla passerella finale con la sfilata di tutte le opere presentate. Il progetto espositivo,  con la consulenza scientifica di Claudio Strinati, è coprodotto da Azienda Speciale Expo e Medialart di Firenze, con Roma & Roma S.r.L.

Un’esperienza nuovo, un modo innovativo e spettacolare di presentare l’opera di Caravaggio. Non più l’esposizione dei suoi capolavori e neppure dei suoi ingrandimenti spettacolari, ma una “total immersion” nel suo mondo, fatto di realtà e di luminosità, di teatralità e di violenza, dei luoghi della sua vita. Sono queste, infatti, le 5 sezioni della mostra, se ha senso citare un termine tradizionale per qualcosa di rivoluzionario, seguite dalla successione finale di tutte le opere presentate.

Ma in cosa consiste questa rivoluzione, tale da far immergere il visitatore nella suggestiva atmosfera creata da  57 suoi capolavori esibiti in modo da massimizzarne la forza espressiva?

L’installazione visiva  rivoluzionaria

Nei  saloni del secondo piano del Palazzo Esposizioni, lungo le pareti scorrono le immagini dei dipinti proiettate da apparecchiature ad altissima tecnologia, con visioni panoramiche e dettagli ingranditi, in modo avvolgente; si tratta di una storia raccontata per 50 minuti con le immagini dei capolavori, mentre le musiche di Stefano Saletti portano indietro nel tempo e le fragranze olfattive dei maestri profumieri fiorentini  dell’Officina Profumo – Farmaceutica di Santa Maria Novella accrescono il senso della realtà.   Tutto questo crea  un  “flusso di emozioni”  di indicibile portata.

In grande evidenza la tecnologia innovativa utilizzata. Un sistema di pannelli a cristalli liquidi al silicio LCOS produce immagini cristalline in grado di svelare particolari infinitesimi, e questo è fondamentale nella visione dei capolavori;  33 proiettori Canon XEED in Alta Definizione proiettano le immagini con un ritmo incalzante. Si  tratta della tecnologia “Infinity Dimension”, sviluppata dalla “The Fake Factory”.

Ogni proiettore ha tre pannelli per il rosso, verde e blu, in ogni pannello uno strato di pixel a cristalli liquidi applicato su uno specchio riflettente, sotto il quale vi sono i circuiti di comando; tale assetto, con  l’esclusivo “Sistema di Illuminazione Aspettuale” della Canon,  determina immagini omogenee con eccezionali gradazioni di colore, senza gli effetti “reticolo” e “arcobaleno” che disturbano le immagini dei proiettori tradizionali LCD e DLP.  “L’uso di combinazioni di tecnologie trasmissive e riflessive di tale portata rende il progetto un unicum anche nel panorama delle realizzazioni di videoinstallazioni immersive”, cosi la presentazione. E consente il risultato unico di una storia raccontata con le immagini dei capolavori  che si inseguono a ritmo incessante con zoom e  carrellate magistrali, accompagnate dalla musica.7

Il suono della luce

Anche nella musica una novità straordinaria, dovendo accompagnare le immagini di Caravaggio, l’artista delle sciabolate di luce che danno drammaticità alla scena. Stefano Saletti che ne è l’autore, lo chiama “il suono della luce”, e così descrive il suo impegno: “Dare un suono alla luce che proviene dalle immagini. Sono partito da qui  per scrivere le musiche della mostra/installazione su Caravaggio. La luce. E’ lì il centro della sua grandezza, quella luce che arriva improvvisa a svelare il mistero. Una luce che racconta la vita, e una luce che non c’è, che rimane oscura e che resta nell’ombra, sottesa”. Ed ecco come la trasforma in musica: “Così si alternano suoni di ambiente, echi lontani, rumori e battiti che poi vengono attraversati da fasci di musiche, da temi e timbri che interrompono i silenzi e diventano parte del racconto”.

Oltre alla luce il dramma, “c’è il dolore, c’è il terrore, la violenza, la sensualità e l’amore.. Ci sono le genti raccontate senza i filtri dell’estetica classica”, interpretato così: “Ho usato suoni duri, acidi, lavorando su due piani differenti: da un lato l’accentuazione della drammaticità con corde, archi, percussioni,  ance e distorsioni, dall’altro  – per contrasto – la rarefazione degli spazi musicali, con grandi riverberazioni dei suoni, quasi che l’assenza timbrica desse più forza alle zone d’ombra delle sue opere più oscure e ‘maledette'”.   

L’effetto è dirompente: “E’ come se il quadro uscisse dalla cornice: è la musica che si trasforma da quadro a cornice, nella quale ciascuno può catturare l’immagine che lo emoziona”.

Saletti non si limita alla visione dal lato musicale, si sofferma anche sul lato figurativo, nello stile e nei contenuti: “Lo spazio si riempie, si colora. La vita prende forma. I volti, i piedi sporchi, i giovinetti, le nature morte, il sacro, i santi e i pellegrini ci invadono nella loro bellezza”.  E  si lancia in una descrizione  appassionata: “L’opera di Caravaggio vista come  una grande  rappresentazione scenica, come personaggi che ci raccontano la vita e la morte, il bene e il male, il trascendente e l’immanente. Immersi nel suo mondo, affascinati dai dettagli delle sue linee esaltate dalla scomposizione e ricomposizione digitale realizzata da Stefano Fomasi, Caravaggio ci travolge”.

Lo ha provato il musicista alla ricerca dell’ispirazione che lo ha investito al di là del previsto, lo prova il visitatore alla ricerca dell’arte caravaggesca che lo travolge insieme al ritmo di vita impresso dalla successione incalzante di visioni ingrandite scandite magistralmente.

Saletti conclude: “La musica descrive questo spaesamento, perde il centro tonale e poi lo recupera, diventa dura e spigolosa e poi torna a dare voce ai colori e alla luce. Rassicura, per un attimo, e poi rimette tutto in discussione. Riparte il mistero. Infinito, come la vita”.

Il dramma caravaggesco nelle proiezioni avvolgenti

Il visitatore inondato di immagini, suoni e odori,  si sente  proiettato nei drammi seicenteschi dalle grandi dimensioni che lo avvolgono, partecipe del miracolo della creazione artistica del grande Maestro, anch’egli frastornato dal mistero evocato intorno a lui. La vita, l’arte, la storia. E’ questa la cosiddetta “arte immersiva”, resa possibile dall’impiego di tecnologie avanzate multimediali.

E’ un tutt’uno, nei 50 minuti di proiezione a 360 gradi, scandito nelle sezioni prima citate che confluiscono nel momento finale con la passerella delle 57 opere che sono andate in scena come altrettanti personaggi della narrazione caravaggesca o, se si vuole, capitoli o quadri teatrali della sua storia così breve nel tempo, è morto a 37 anni, ma così intesa.

Con la video installazione si realizza, in fondo,  in modo corale e collettivo,  il  coinvolgimento diretto del visitatore,   carattere distintivo dell’opera di Caravaggio che elimina la barriera fra spazio dipinto e spazio reale facendo  entrare, per così dire, l’osservatore nel quadro.   E questo avviene con  57 quadri nella rutilante tempesta di immagini, suoni, odori, che coinvolge emotivamente.

Una grande  rappresentazione  in 5 atti, con la passerella finale di tutte le opere di Caravaggio, che Stefano Fomasi  ha realizzato con i video-artisti e illustrato nelle motivazioni  e  nei  contenuti..

Il primo atto è la Luce, il sigillo dell’artista, che la utilizza in modo rivoluzionario dando ad essa la funzione fondamentale di disvelare quella  realtà evidenziata in modo diretto e imperioso. E’ la luce a dar vita ai personaggi facendoli emergere dall’oscurità, è la luce a porre alla ribalta, nella composizione, i protagonisti, è la luce a restare come una costante pur nell’evoluzione stilistica dell’artista  Citiamo solo, tra i tanti capolavori che scorrono sulle pareti, “La vocazione di Matteo”, dove la luce che proviene dalla spalle di Cristo assume un carattere ultraterreno, divino.

Dalla luce al Naturalismo, che riguarda sia le opere dove appaiono elementi naturali, come il tralcio di vite di “Bacco” e nature morte come il “Canestro di frutta”; sia quelle in cui natura equivale a realtà,  realtà equivale a vita – la vita dei vicoli e delle botteghe – e la vita si sublima nel sacro e nel mitico.  Vediamo scorrere  “San Giovanni” e “L’amore vincitore”, “Il suonatore di liuto” e “I musici”. Poi irrompe l’immagine di “Narciso”, la spettacolarità della rappresentazione moltiplica la magia di un incantamento soprannaturale che non avviene guardando in alto, le stelle e il firmamento, ma in basso, nello specchio d’acqua che riflette la sua figura: il divino  nelle cose terrene, in noi stessi.

Nel terzo atto, la Teatralità,  si fa partecipe lo spettatore di un’operazione complessa resa spettacolare dai mezzi utilizzati, sebbene a questo fine vengano spogliate le immagini della luce e dei colori, cioè degli elementi visivi più appariscenti. Le immagini sono scomposte per isolare gli elementi essenziali, e dare il senso dell’intera composizione evidenziando le posizioni e gli equilibri  delle figure, le forme e i loro contorni, la collocazione nello spazio evidenziata anche con il ricorso alla tridimensionalizzazione delle figure piatte trasformate in manichini in rilievo. Un colpo di scena teatrale di grande effetto l’irruzione della “Medusa” con le serpi che per diversi minuti si allargano sulle pareti  invadendo l’intero spazio quasi a voler avvolgere anche i visitatori.

Con la  parte dedicata alla Violenza,  il quarto atto, dalla tecnica si torna all’arte allo stato puro. L’ispirazione  nasce dalla realtà in cui è vissuto Caravaggio soprattutto a Roma, fatta di risse ed esecuzioni pubbliche, osterie e locali equivoci,  gente del popolo e prostitute, una realtà che è alla base di un’esistenza breve quanto tormentata, tra condanne ed esilio, fino alla Sicilia e a Malta, per concludersi tragicamente quando stava per  avere invece un esito felice con il perdono papale in omaggio alla sua arte, nella sfortunata traversata navale con i suoi dipinti, pegno prezioso. Nella grande rappresentazione sulle pareti  ritroviamo tutti i componenti di questo suo mondo così duro e violento,  i suoi personaggi, i suoi protagonisti che hanno dato vita allo spettacolo della sua arte.

Nel quinto e ultimo atto di questa rappresentazione teatrale, I luoghi,  vediamo la topografia di un’esistenza così movimentata in una cronologia  che scandisce le tappe della sua vita tumultuosa illuminata dalla luce di un’arte incomparabile, conclusa nel buio di una tragica fine.

E quando, al termine, c’è la passerella dei suoi 57 capolavori, L’arte immortale di Caravaggio strappa un applauso a scena aperta.

Sfilano  gli incomparabili interpreti della sua grande rappresentazione, ma i visitatori – che si sentono sul palcoscenico anche loro e non in platea –  pensano all’artista che ha saputo creare tanta grandezza. Pensano a Caravaggio con emozione e anche con una certa commozione..  

Info

Palazzo delle Esposizioni, via Nazionale 194, Roma. Tel. 06.39967500, www.palazzoesposizioni.it. Orari. da domenica a giovedì, tranne il lunedì chiuso, dalle 10,00 alle 20,00, venerdì e sabato dalle 10,00 alle 22,30, la biglietteria chiude un’ora prim della chiusura. Ingresso intero euro 10,00, ridotto euro 8,00.  Per le opere di Caravaggio e il suo influsso cfr. i nostri articoli su 4 mostre: in questo sito, 6 giugno 2013 e 27 maggio 2016,  in cultura.inabruzzo.it  8 e 11 giugno, 21, 22, 23 gennaio 2010 (tale sito non è più raggiungibile, gli articoli saranno trasferiti su altro sito)..

Foto

Le immagini sono state riprese da Romano Maria Levante nel Palazzo Esposizioni alla presentazione della mostra. Si ringrazia l’Azienda Speciale Palaexpo, con i titolari dei diritti,  per l’opportunità offerta.  Sono state inquadrate alcune composizioni tra le tante che scorrevano sulle pareti a diversi ingrandimenti, nelle quali si possono riconoscere alcune celebri opere dell’artista delle 57 riprodotte; ma ciò di cui si intende dare una idea, pur se inadeguata, è la scenografia spettacolare accompagnata da una musica coinvolgente, mentre per le opere si rinvia agli articoli sulle mostre di tipo tradizionale sopraindicati alla fine di “Info”.