Luciano Radi, nel centenario dalla nascita: Politica, Cultura, Umanità

di Romano Maria Levante

Sabato 15 ottobre 2022, alle ore 17, si è tenuto a Foligno, all’Oratorio del Crocifisso, un incontro celebrativo del centenario dalla nascita di “Luciano Radi, il suo messaggio politico e umano”: un omaggio all’uomo politico, studioso, intellettuale molto stimato e amato non solo nella sua terra, ma a livello nazionale nel quale ha operato con una milizia politica, un impegno civile e un’attività letteraria in un modo appassionato che ha segnato tutta la sua vita

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La copertina dell’aureo libretto dato ai partecipanti

E ‘ trascorso un mese dall’incontro, ricordiamo oggi Luciano Radi nel trigesimo non di una scomparsa  ma di una riapparizione. La consideriamo tale perché sono state così intense le espressioni usate da coloro che lo hanno ricordato ai molti amici ed estimatori che hanno affollato l’Oratorio del Crocifisso, che  la sua figura è apparsa viva e presente. Si è trattato di una vera e propria cerimonia per il livello istituzionale  di alcuni  intervenuti, e per la sede sacrale dell’Ooratorio del Crocifisso, ma nulla di formale e rituale, tale la spontaneità e l’immediatezza con cui si è svolta, con gli sguardi commossi della figlia Maria Chiara e dei nipoti Tommaso e Sebastiano;  a loro si deve l’aureo libretto-ricordo  dato ai partecipanti oltre alla perfetta organizzazione nata da un amore e una dedizione senza fine.

L’Oratorio del Crocefisso

Se non avesse avuto questo carattere ci sarebbe stato triste rievocare la manifestazione, per il nostro rapporto per un quarantennio con il grande Luciano,  un sodalizio intellettuale profondo e intenso. Invece è di dolcezza – anche se mista a malinconia e nostalgia per il tempo passato in stretta intesa con lui – veder rivivere la sua nobile figura nei molteplici  aspetti, politico, culturale e umano nelle  parole non astrattamente elogiative ma legate a precisi ricordi di una vita spesa nell’impegno  civile da un protagonista del nostro tempo che ne è stato anche testimone nei suoi libri che  hanno lasciato una traccia imperitura per le nuove generazioni con il suo messaggio politico e umano.

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Giuseppe De Rita nel corso della sua ampia testimonianza al centro della rievocazione, alla sua dx l’ambasciatore Paolo Foresti,

I messaggi e gli interventi celebrativi

 Un primo messaggio lo ha rivelato l’ambasciatore Paolo Foresti, che ha condotto egregiamente l’incontro premettendo: ”La profonda cultura e umanità di Luciano mi affascinavano ogni volta  che mi recavo a fargli visita nella sua casa di campagna appena sopra Foligno”.   Il messaggio lo ha ricavato dal libro “La macchina planetaria. Quale regole per la corsa alla globalizzazione”, del 2000, quando ancora tale termine non era entrato nell’economia e nella società. Questa la citazione testuale dal libro : “Una convergenza  di segni indica che l’umanità va verso un cambiamento e questo cambiamento è forse molto vicino. Non siamo alla fine dei tempi ma alla fine di un tempo. Anche la globalizzazione, così come oggi si realizza, è solo una stagione, non l’approdo definitivo del nostro approdo sul pianeta”.

Il commento di Foresti: “Ecco chi era veramente Luciano Radi, un uomo che attraverso il passato in tutte le sue manifestazioni esplorava ed individuava il futuro”.

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Lo spettacolare affresco al centro del soffitto dell’Oratorio

Dei molteplici aspetti della sua personalità poliedrica, in una vita fortemente impegnata in campo politico, sociale e culturale, e nell’interrogarsi dentro in una introspezione struggente, per poi condividere le sue emozioni,  hanno parlato gli intervenuti, dopo la lettura di messaggi molto significativi. Ci soffermiamo in particolare su due interventi provenienti dall’istituzione religiosa e da quella civile, perché legati a ricordi personali del suo impegno nella comunità, il messaggio del massimo livello della nostra Repubblica lo citeremo in conclusione.

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Uno scorcio della La sala dell’Oratorio con i partecipanti all’incontro

Il primo è  il messaggio del cardinale Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze, allora a Foligno, che ha rievocato gli anni della “formazione  del giovane Luciano, fortemente segnata dalla sua esperienza nell’Istituto San Carlo, in specie nell’attività teatrale, in quel tempo ampiamente caratterizzante la proposta di presenza cattolica nella città. Nell’Istituto vivevano i valori di quella connessione tra fede e cittadinanza che ne avevano animato le origini come testimonianza del Vangelo di fronte a una società segnata da forti vene anticlericali, poi nel far fronte all’egemonia educativa del fascismo, quindi nel motivare i giovani partigiani nella resistenza al nazi-fascismo, infine, proprio negli anni della presenza di Luciano nel San Carlo, nell’offrire principi e riferimenti valoriali in grado di orientare le nuove generazioni nella ricostruzione della società italiana nel dopoguerra”. Una importante testimonianza che disvela le radici profonde dei valori ispiratori della sua condotta  a livello politico e umano; rimasti esemplari, nella testimonianza del  Cardinale, il quale ricorda quando,  all’inizio degli anni ’80, si impegnò nel ridare vita all’esperienza san carlista: “Missione che fui lieto di assumere, sostenuto da validi laici e avendo avendo come riferimento immediato proprio la generazione dei sancarlisti di cui era parte Luciano Radi”.

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Un angolo suggestivo dell’Oratorio

Dalla formazione giovanile all’esperienza politica: “Essa si svolse in forte appartenenza a quel filone del cattolicesimo politico che legava insieme una visione dell’uomo e della società saldamente ancorata alla visione cristiana del mondo e la declinava con una particolare accentuazione rivolta alle attese dei poveri e alla giustizia sociale. Al centro di quel mondo si collocava la figura del sindaco santo fiorentino il venerabile prof. Giorgio La Pira”. E il Cardinale ricorda la “comunione ideale”che aveva Luciano Radi con il sindaco santo a cui ha dedicato un libro e una citazione in “Buonanotte onorevole‘: “Da questa comunione ideale scaturisce anche il suo modo di fare politica molto attento alla dimensione del servizio e sempre attento alle ragioni dei ceti più umili, in particolare il mondo dei lavoratori della terra”.

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Luciano Radi

Dall’esperienza politica all’attività di scrittore con “l’attenzione che Luciano Radi ha rivolto alla realtà della Chiesa, in specie dei suoi preti, una realtà colta nella sua quotidianità, anche fragile, ma con un occhio e un cuore di figlio che tutto avvolgeva nell’affetto e nella misericordia. Con gli occhi ben aperti sulle debolezze della vita ecclesiale e sacerdotale, ma mai per condannare con spirito di antagonismo e di rivalsa, bensì con attenzione, comprensione, desiderio di contribuire a quella continua conversione di cui la Chiesa ha bisogno”. In questo era  in sintonia con il Santo Papa Giovanni XXIII  che con il Concilio volle “manifestare il volto materno e misericordioso della Chiesa” e lo è anche con Papa Francesco “ che della misericordia ha fatto la chiave di ingresso nel suo pontificato”.  Lo si vede dai suoi scritti sulle figure dei santi, in particolare umbri, dai quali era attratto, “lasciando trasparire nelle pagine agiografiche la profondità della spiritualità che lo animava, ed era la ragione di tutto”.

L’intenso messaggio del Cardinale si conclude con un sentito “grazie a Luciano Radi, per come ha seminato di bene il cammino della nostra città, della vita politica e della Chiesa”.

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Dopo l’autorità religiosa, l’autorità politica, il Sindaco di Foligno, Stefano Zuccarini, anche su questo intervento ci soffermiamo in modo particolare. Ha iniziato dicendo come “abbia davvero voluto lasciare il segno con la Sua vita, nella vita degli altri: degli altri intesi anche come Comunità, proprio attraverso l’impegno nelle Istituzioni. Un impegno civile, nel senso più alto del termine: quello del condividere il Bene Comune e di mettere se stessi e le proprie capacità al servizio degli altri, in un mondo in cui sempre più spesso si mettono i proprio interessi prima di quelli degli altri e ci si serve delle Istituzioni invece di servirle, ecco che la figura di Luciano Radi rappresenta un punto di riferimento, sempre attuale e un modello da seguire ancora oggi” .E questo “con la sua figura  di Uomo, di Cristiano, di Politico con la P maiuscola, di Folignate che ha contribuito a far grande Foligno”.

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Con Scelba, Fanfani e Rumor

Ne ha poi ricordato la carriera politica, iniziata nell’immediato dopoguerra come Consigliere comunale dal 1946,  deputato ininterrottamente dal  1958 al 1992, senatore fino al 1994, che ha ricoperto ruoli importanti nel governo italiano:  e ha parlato dell’ attaccamento alla propria terra, dove ha sempre vissuto ed  è stato fautore di importanti iniziative produttive, sociali,  culturali: “anche  da questo possiamo dire che il segno lasciato da Luciano Radi è ancora vivo, ed è tra noi”. 

Riguardo alla sua elevata caratura intellettuale lo ha definito “uomo consapevole che con il confronto si potevano cogliere spunti meritevoli di essere approfonditi per allargare, arricchire e perfezionare la propria visione” , e ha citato “la sua ricca produzione letteraria: opuscoli e libri di carattere politico, socio-economico, storico, agiografico e di costume”. 

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Questo il sindaco attuale, ma anche Manlio Marini, sindaco di Foligno dal 1993 al1995 e dal  2004 al 2009 in un messaggio ha voluto “rievocare ed esaltare la figura di un uomo che oltre che marito e padre esemplare ha dimostrato onestà intellettuale, saggezza e coerenza nell’esercizio di una prestigiosa funzione di servizio per il bene della comunità nazionale e di quella regionale interpretando, nel migliore dei modi, il ruolo della politica”. .

La Presidente  della Regione Umbria, Donatella Tesei, nel suo intervento ha ulteriormente sottolineato l’azione che il politico ha svolto per la sua terra  considerando  l’intera regione e ne ha ricordato le doti preclare di politico  e uomo di cultura, dalla spiccata sensibilità sociale e dalla profonda umanità.

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Con Fanfani, in visita a Dottori

Giuseppe De Rita, lo “storico”  presidente del Censis, il “Centro studi investimenti sociali”  da lui fondato, per dieci anni anche del CNEL,  nella sua testimonianza – un ampio discorso celebrativo al centro della manifestazione – ne ha ripercorso l’itinerario politico, sociale e civile inquadrandolo nei mutamenti di costume che  ha seguito nella annuale “Relazione sulla situazione sociale del Paese” che ha esposto con continuità i risultati  delle ricerche sul campo dell’istituto da lui presieduto,   coniando definizioni suggestive quanto appropriate nel sintetizzare i movimenti della società. I libri di Luciano Radi sui temi politici, economici e sociali, che De Rita ha ricordato,  hanno avuto il merito di interpretare questi movimenti mentre era un protagonista nella sua lunga attività di parlamentare e uomo di governo divenendone così anche testimone per i contemporanei e per le future generazioni.

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Nelle  parole di De Rita –  grande affabulatore che è riuscito a trasformare in parole sentimenti profondi  sinceramente provati  per una lunga consuetudine di rapporti con Luciano Radi – si è visto come in un film un percorso politico e umano senza interruzioni, assolutamente coerente nei valori che lo hanno ispirato.

L’ unicità della sua figura

E’ un itinerario  che nell’aureo libretto dato come ricordo ai presenti viene rivissuto nei suoi molteplici aspetti: l’unicità della sua figura di politico e uomo di cultura; una vita nella politica, un impegno continuo e una testimonianza preziosa;  in più la narrativa, con l’introspezione più intima e accorata;  fino al suo messaggio politico e umano. 

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Con Forlani, Malfatti, Spitella e De Poi

Ma va premessa la sua eccezionalità che supera i  due stereotipi opposti quanto speculari, quello contro i “professionisti della politica”  e l’altro contrapposto della “politica come servizio”. Non è stato un professionista della politica  data la sua caratura professionale anche di professore universitario, mentre il suo servizio politico per il bene pubblico non è stato esclusivo data la vastità degli interessi coltivati in campo culturale.   Una vera lezione di cui fare tesoro  il saper coniugare diverse vite al più alto livello intellettuale e culturale.

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Una eccezionalità la sua che diventa unicità considerando che l’osservazione attenta della realtà del suo Paese e della sua terra alimentava non solo la sua azione politica ma anche gli approfondimenti  dati alle stampe nei quali spicca saggezza unita a umanità. Ma c’è di più, la sua competenza di economista e statistico docente all’Università, forniva le basi per delle analisi alle quali seguiva la proposta e l’azione volta a realizzare quanto emergeva dalle sue riflessioni approfondite

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Con Gava e Scalfaro

Come  non definire unico chi, parlamentare in nove legislature per oltre 35 anni ha al suo attivo 35 pubblicazioni che spaziano dalla politica alla sociologia,  dalla storia alla sociologia, fino ai bozzetti di costume non solo espressi in prosa, ma anche attraverso grafiche artistiche anch’esse del tutto peculiari?  Tutto nasce dalla sua insaziabile curiosità  di cogliere e interpretare i movimenti della società  mobilitandosi  per accompagnarli con adeguati interventi della politica; senza limitarsi a questa azione concreta e fattiva ma impegnandosi con i suoi libri  per renderne partecipi tutti coloro che come lui avevano a cuore  l’evoluzione visibile e quella nascosta della società.

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L’identificazione dei bisogni dei più deboli era in cima ai suoi pensieri, mossi da una religiosità profondamente radicata nella sua terra, la terra di San Francesco, alla  cui  figura  ha dedicato libri intensi e ispirati. Non si deve pensare assolutamente che queste sue peculiarità lo rendessero distaccato, al contrario aveva una amabilità disarmante e un  portamento che non dava soggezione, esprimendo quella che Giulio Andreotti definì,  nella prefazione al suo “Gli scarabocchi dell’ onorevole”, “la serenità di spirito, la comunicativa umana” e “una calma, tutta umbra”.

Ma non si trattava soltanto di temperamento, bensì di istintiva apertura al dialogo, al confronto con idee anche contrarie alle sue, che pur se erano solide e ben radicate  potevano giovarsi della conseguente riflessione estendendo la visione con approfondimenti successivi in un arricchimento e perfezionamento altamente virtuosi.

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Con Fanfani e Pertini a una cerimonia sulla CEE,

L’impegno  politico attraverso i suoi libri

Non ripercorriamo la sua lunga milizia politica, che risale al 1946 con l’elezione in Consiglio comunale di Foligno,  nel partito a livello nazionale  De Gasperi gli affidò  giovanissimo la direzione del dipartimento “Aree depresse” della Democrazia Cristiana. In Parlamento dal 1958 al 1994, ininterrottamente dalla  III all’XI legislatura,  405 progetti di legge presentati, 104 atti di indirizzo e controllo, 256 interventi, 2 incarichi parlamentari e 8 incarichi di governo, ripetiamo che ne ha parlato da par suo Giuseppe De Rita inquadrando la sua presenza e azione politica nei profondi mutamenti a livello economico e sociale.

Con riferimento alla nota “Il profumo della memoria”che conclude l’aureo libretto celebrativo, accenniamo solo agli scritti nei quali ne ha dato testimonianza, a riprova della “unicità” che abbiamo visto nella sua figura e nella sua opera.  Dalla  prima pubblicazione  che risale al 1957, “La crisi della pianificazione rigida e centralizzata”  al saggio “I Mezzadri e le lotte contadine nell’Italia centrale dall’Unità al 1960”, del 1962, che riflette l’impegno politico sulle aree depresse,  cui seguirà nel 1970 “Nati due volte”,una serie di bozzetti di vita contadina  in una sua partecipazione così stretta da divenire immedesimazione. Carlo Carretto ha scritto nella Presentazione: “Io dico che è un documento, un impressionante documento capace di far nascere romanzi e destare inchieste su una realtà che anche se non esiste più nel suo complesso, travolta dalle trasformazioni veloci del nostro tempo, è ancora attaccata a brandelli sulle nostre cani e ci fa soffrire quasi come se fossimo attori eresponsabili”.

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Nel 1969 aveva pubblicato “Potere democratico e forze economiche” – era  sottosegretario alle Partecipazioni statali dopo esserlo stato all’Agricoltura, due dicasteri di natura economica, anzi produttiva –  nel quale espone le sue idee per una moderna politica economica nazionale  incentrate sulla posizione dell’uomo nella società contemporanea, visto come individuo, come cittadino e come lavoratore, una visione valida anche oggi dopo oltre  mezzo secolo. Come sono molto attuali le sue considerazioni conclusive secondo cui è essenziale che “il dialogo tra le forze politiche e gli apporti risultanti attengano ai contenuti specifici e concreti dell’azione politica e non alle impostazioni ideologiche… nè tanto meno alla ripartizione delle posizioni di potere”.

Una vera lezione, con un avvertimento: “Tutto ciò riflette l’essenza stessa della partecipazione ai vari livelli, che comporta l’aperura ad ogni corrente di pensiero sia perchè soltanto così si attua appieno il metodo democratico, sia perchè in caso contrario le forze escluse da una effettiva partecipazione esercitano una pressione rivendicativa che, nella misura in cui si eserciuta in forma violente, arriva a minacciare lo stesso sistema democratico”.

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Con Pertini all’inaugurazione della mostra per il centenario di Garibaldi

Tra i  libri più strettamente politici  ricordiamo Partiti e classi in Italia del 1975, seguito  da Il voto dei giovani del 1977, e due analisi dei risultati elettorali del suo partito, Riflessioni su una sconfitta e Riflessioni su una vittoria. Fino a da La talpa rossa  del 1979, sulla penetrazione sotterranea del Partito comunista nel corpo del paese, al di là del suo ruolo di maggiore partito di opposizione, ritenuto per ciò stesso al di fuori delle stanze del potere.

E poi, nel 1991,  La grande maestra, la tv tra politica e società, un viaggio all’interno del “grande fratello” che riflette la sua azione come responsabile dei problemi radiotelevisivi del suo partito, l’anno dopo diventa presidente della  “Commissione parlamentare di  vigilanza sulla Rai” promuovendo importanti innovazioni. 

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Non mancano i “ritratti” di personaggi politici, a partire da Tambroni, trent’anni dopo  l’agitata quanto breve stagione della Presidenza del Consiglio culminata nei fatti di Genova, del 1990, fino a  Gerardo Bruni e la questione cattolica, del 2005 e quelli a livello locale del 2006:  Foligno 1946. Ricordo di Italo Fittaioli e Benedetto Pasquini in occasione del sessantesimo della prima elezione democratica al Consiglio comunale, 2006. Ma spicca  tra tutti  Gli anni giovanili di Giorgio La Pira, del 2001, il “sindaco santo” negli anni della sua formazione,cui si è riferito anche il Cardinale Betori  nel suo messaggio. E infine vogliamo citare La DC da De Gasperi a Fanfani,del 2005, 20 capitoli molto densi punteggiati di ricordi e testimonianze personali che arricchiscono l’accurata ricostruzione storica.

Ha anche esteso  lo sguardo  oltre l’ambito nazionale con La macchina planetaria.Quali regole per la corsa alla globalizzazione,  del 2000 – con la prefazione di Giuseppe De Rita, il testimone dell’incontro celebrativo 22 anni dopo – nel quale già prevedeva la difficile conciliazione tra azione del mercato e valori individuali e collettivi, in presenza delle temute ondate inflazionistiche e crisi finanziarie e della difficoltà di introdurre regole condivise, che dovrebbero portare a un coordinamento globale, magari in sede ONU: “Se il sistema capitalistico non si orienterà in questa nuova direzione – sono le sue conclusioni – mettendo alla prova, ancora una volta, la sua capacità di adattamento e non favorirà il processo di coordinamento a livello globale, rischierà di generare pericolosi e sempre nuovi rischi di disgregazione del sistema planetario”. La sua attualità è nei gravi problemi  dell’oggi – che nascono proprio dalal disgregazione – e nella visione lungimirante, come  dimostra la citazione fattane dall’ambasciatore Foresti nell’aprire l’incontro.

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Con la presidente della Camera Nilde Iotti nella cerimonia del “ventaglio”

I libri con la sua testimonianza culturale e umana

Ma la sua testimonianza non è solo politica, bensì anche culturale e umana, per questo intendiamo soffermarci ora sui libri in cui si è manifestata  in una introspezione spesso intima, spesso  accorata e sofferta,  un altro aspetto della sua unicità:  disvelare i propri sentimenti,  tanto più di un uomo politico, è più unico che raro.

L’esordio nella saggistica  risale addirittura al 1948, quando a  26 anni, nel 1948, pubblicò  Il pendolo composto e le sue leggi, ristampato in anastatica nel 2010; poi lo vediamo impegnato nella ricostruzione storica con 20 giugno 1859: l’insurrezione e il sacrificio di Perugia, siamo nel  1998, e molti anni dopo con Il mantello di Garibaldi., 2011. Di qui alle vite dei Santi, aperte da  Chiara di Assisi, del 1994, a lui molto cara, seguita da Angela da Foligno nel 1996, da Santa Veronica Giuliani nel 1997, e Umbria santa del 2001. Poi, San Nicola da Tolentino  e Margherita da Cortona nel 2004.

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In Francesco e il Sultano del 2006, dopo una approfondita ricerca storica disvela il vero intento della missione del santo, “porre fine alle Crociate con il dialogo e con la conversione e non con l’uso delle armi” – che peraltro il santo esortava “a non usare ma non a deporre” – con “il metodo del dialogo e della testimonianza personale al posto della contrapposizione e dello scontro”, come sottolinea Franco Ferrari, il metodo usato nella sua azione politica e nell’intera sua vita.

Sul santo dall’incomparabile fascino religioso e umano troviamo anche  San Francesco e gli animali  del 1999,  con episodi tratti dalla sua vita che fanno comprendere come sarà l’armonia rigenerata dall’Amore in tutto il creato: “Se gli uomini torneranno ad amare i fiori, gli animali, i fiumi, i mari, le montagne, i boschi, ameranno se stessi, gli uni e gli altri, e faranno della tecnologia un potente strumento di promozione di equilibri umani sempre più alti. Esalteranno la loro operosa opresenza sulla terra, la loro dignità di persone, la loro libertà, e vivranno paificamente insieme, in attesa del compimento dei tempi. Questa è la lezione che ci ha lasciato Francesco di Assisi.

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Alla visita del presidente del Senato australiano

Con protagonisti gli animali, creature di Dio  che trasmettono messaggi e comunicano tra loro e con noi in una umanizzazione francescana, Diario di un cane del 1993 e Memorie di una lumaca del 2002.

Si  avverte, in questa personalizzazione del cane e della lumaca, anche una certa vena umoristica che non gli ha fatto mai difetto, del resto ha esordito nel teatro come attore, lo ha ricordato il Cardinale, e in ruoli comici in cui riusciva molto bene, e lo ebbe a ricordare con una battuta sui politici che fanno ridere. La vena umoristica pervade la “trilogia dell’onorevole” , da Buongiorno onorevole, del 1973 – 4 edizioni di successo – seguita, nel 1996, da Buonanotte, onorevole, tra loro, nel 1978, Gli scarabocchi dell’onorevole, Cento appunti grafici di Luciano Radi, cui si aggiunge Il taccuino dell’onorevole del 1985, note  da osservatore attento. Antonello Trombadori ha scritto che “sia nell’ossequio che nella confidenza formicola sempre la medesima ironia folignate, pacata, ma, se è necessario, senza far male, pungente”. Questo vale anche per Un grappolo di tonache, .del 1981, bozzetti gustosi ed eloquenti, in qualche caso impertinenti.

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Cambia  tutto con la “trilogia dell’anima”,  dall’ironia disincantata della “trilogia dell’onorevole” passa a un’introspezione accorata.  E’ preceduta da  Non sono solo, del 1984, presentato come il taccuino di un vecchio sacerdote che gli ha dato “un vero godimento spirituale” in totale coincidenza con i suoi sentimenti: “ Il nostro fine è amare, amare l’Amore. Il tumulto delle nostre esplosioni interne, che è la ragione della nostra avventura umana, ha una risultante positiva solo se irradia amore. Ognuno di noi è un piccolo sole”.  E ancora: “Se ti trovi dunque chiuso in te stesso, costretto ad attraversare la notte dell’incomunicabilità, non disperare, ma attendi che il sole risorga”. Prosegue: “Il figlio dell’Amore, credente o non credente, non muore, vive in eterno”.

E poi Sotto la brace,  del novembre 1999, partendo dai ricordi d’infanzia si immerge sempre più nella sua intimità fino a concludere: “La nostra vita appare capricciosa, con le sue contraddizioni, i suoi tradimenti, le sue incertezze. Ci sembra di precipitare, ma poi un soffio ci solleva fino alle vette più alte”. Come le “foglie esposte al vento che Altro governa. All’innalzamento può seguire il precipitare improvviso sul prato delle erbe morte per ridare vigore alla vita”.

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Con una delegazione tedesca da Questore della Camera

Ed ora la trilogia, con i racconti di Anime e voci del 1900, in cui c’è il pensiero dominante della morte partendo dalla solitudine della vecchiaia, che ha fatto dire a Leone Piccioni: “Forse c’è in Radi una minore serenità forse dovuta  ai fatti della vita, ma per noi lettori quanto successo a Radi è un bene, perché, appunto, la sua pagina ha preso un altro spessore, una diversa profondità, uno struggente attaccamento al paesaggio, una dimensione poetica più intensa”.

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Nel 2005“Luci del tramonto” – 52 riflessioni su aspetti della quotidianità – 15 anni dopo secondo lo stesso Piccioni, allorché , “Radi guarda alla vita e alla morte con più distacco ma certi dubbi  risorgono e Radi non li nasconde anche se li risolve in una rinnovata fede”. Le energie spirituali assumono una nuova vitalità, la Fede penetra come non mai tutte le apparenze, attraversa il muro del dubbio, appare una vittoria della volontà”. 

E in primo piano torna l’amore: “L’amore è un mistero che nessuno riuscirà mai a svelare; lo cerco, lo possiedo, ma non so m  proprio cosa sia…  Noi uomini sentiamo che tutti i suoi gradi non sono sufficienti per saziarci; che siamo chiamati ad un amore più alto, a partecipare all’amore increato. Un amore che inizia quaggiù e si compie al di là del tempo”. Per concludere: “La vita non è il dipanarsi di un rimpianto. ‘Il tempo che passa è Dio che viene’”.

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Un altro momento di vita parlamentare

La “trilogia”, vent’anni dopo “Anime e voci”, si conclude  con I giorni del silenzio, del 2010, in cui dà conto di un ritiro spirituale in un monastero, il più accorato e insieme il più sereno, perché “l’anima ha bisogno del silenzio, del raccoglimento, per ritrovare se stessa dopo la dispersione provocata dal dinamismo, spesso convulso ma inevitabile, che caratterizza i giorni nostri” e per “essere sottoposta a un esame severo”. Nei “giorni del silenzio” riesce a superare le angosce, a rinnovare le speranze che sembravano svanite, a sentire di nuovo l’amore vero, non quello fallace che ci rende “vittime di una fata morgana nello sconfinato deserto dell’anima nostra”. 

Così può esclamare: “Mi sembrò che una ignota mano avesse aperto una breccia nel muro della mia inquietudine. Sia pur teso, avvertivo di aver ritrovato me stesso”.  Così lo giudica Attilio Turrioni: “Un libro di rara composizione che, mentre puntualizza momenti significativi del cammino umano e spirituale dell’autore, sollecita nel lettore una risposta personale altrettanto perentoria di fronte ai problemi dell’esistenza, alle ragioni ultime della fede, all’esperienza storica che ciascuno è chiamato a percorrere hic et nunc nel rapporto con gli altri, nel contributo, offerto o omesso, alla costruzione di una società più umana”. Per questo ci siamo soffermati maggiormente su questo e sugli altri “libri dell’anima” riportando testualmente le sue intime, accorate e intense conclusioni.

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Il suo messaggio  politico e umano

E’ una finalità superiore, mossa da un autentico sentimento religioso,  quella a cui guarda  nell’introspezione di se stesso, la stessa alla quale è stata rivolta l’attività politica di una vita nelle istituzioni. Pensa che  la costruzione di una società più umana possa avvenire rifiutando ogni egemonia totalizzante, perché ”l’unico moto autenticamente rivoluzionario è suscitato dalla libertà. La libertà è la forza sempre nuova che, con la scienza e la tecnica e la coscienza della crescente complessità delle relazioni sociali, trasforma la società fondata sul potere  come dominio in una società consapevole fondata sul potere come servizio, come funzione dirigente”. Le stesse azioni per realizzare ciò “hanno un limite nell’autonomia e nella libertà stessa. Come la libertà ha un limite nel coordinamento per perseguire un fine di interesse generale, è un delicato, difficile equilibrio che è facile compromettere”. 

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La cordialità dei suoi incontri ufficiali

E aggiunge: “Per questo la collettività e i singoli cittadini non possono fare a meno di un preciso sistema di garanzie, ed una delle conquiste fondamentali dell’esperienza liberaldemocratica è lo Stato di diritto al quale non possiamo rinunciare e che la nostra Costituzione ha definito in un complesso sistema di autonomie, di articolazione e divisione di poteri, anche per salvaguardare la società civile da possibili arbitri della società politica”. 

Nel messaggio per la “costruzione di una società più umana”, con i suoi profondi risvolti spirituali e religiosi, si trova  condensata l’azione politica e l’impegno civile anche a livello  culturale e umano, in una tensione morale che lo ha spinto nella sua instancabile, inesausta e incessante attività  di tutta una vita da protagonista  e testimone del nostro tempo, ci piace sottolinearlo.

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Commozione, sorriso,  fino  alla spettacolare e intensa “Elegia per Luciano”

Nell’incontro tutto questo aleggiava nell’aria, evocato dalle parole degli intervenuti,  ma è stato  intervallato, per così dire, da spunti umoristici nei quali Luciano Radi ha potuto manifestare la sua straordinaria capacità di ritrattista arguto con uno stile tutto personale, fatto di intensi addensamenti grafici che aprivano e hanno aperto al sorriso per la loro benevola forza espressiva, fino a una satira benigna, in particolare  verso il “grappolo di tonache”  e gli “onorevoli colleghi”. 

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Con Cossiga

Abbiamo detto che “hanno aperto al sorriso” perché un numero ridotto ma significativo ha dato corpo all’aureo libretto donato ai partecipanti dalla figlia Maria Chiara, che si apre con  la commovente dedica dei nipoti Tommaso e Sebastiano, “Ciao, nonno”,  due pagine intrise di commozione  nei ricordi del tempo passato con il nonno e di gratitudine: “Ci hai esortato a seguir e i nostri sogni, e a non scoraggiarci di fronte alle difficoltà, a mantenere sempre un sano equilibrio, a coltivare con passione i nostri interessi, ad essere aperti alle novità e impegnati a progredire, cose che tu hai fatto fino a quando ci hai lasciato. I tuoi consigli sono oggi un vero patrimonio  morale e affettivo, i tuoi valori e insegnamenti, con la tua esperienza di vita, illuminano il nostro cammino”.   E possono illuminare il cammino di quanti lo hanno conosciuto e di quanti possono seguirne l’esempio.

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Ma la commozione, abbiamo detto, lascia il posto al sorriso alla vista dei ritratti  grafici – oltre a preti e onorevoli anche animali e piante – veramente gustosi tanto più perché accompagnati da pagine scelte fior da fiore  tra i tanti libri che ha scritto  componendo una bibliografia vasta e variegata – che abbiamo sommariamente ripercorso – dai saggi socio-politici ed economici, e anche di costume, come quello sulla Televisione, ai gustosi libri di ambiente parlamentare,  fino alle introspezioni intime più sentite  anche sofferte, passando per le vite dei Santi, primi tra tutti i molto amati Chiara d’Assisi e San Francesco .

Le pagine  del libretto  sono tratte da “Umbria santa. Il segreto di san Francesco d’Assisi” e  “Nati due volte”, “Buongiorno onorevole” e “Non sono solo”,  “Il taccuino dell’onorevole” e “Anime e voci”,  “Diario di un cane” e “ Luci del tramonto”,  “Le voci del silenzio” e “Sotto la brace”, che insieme agli altri pubblicati segnano un itinerario coerente nello stile e nei contenuti.

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Alla presentazione di un suo libro .

Altre sue pagine, unite alla musica, hanno dato vita alla parte spettacolare della manifestazione,  nella quale ha assunto speciale risalto la sede, l’Oratorio del Crocifisso, un gioiello architettonico e artistico cinquecentesco  con molti interventi nel ‘600 e ‘700, il culmine nella volta affrescata, è chiamato “La Sistina del Barocco” : l’”Elegia per Luciano”, con  la voce narrante di Carlo Dalla Costa, del Teatro Stabile dell’Umbria, quasi a voler rievocare i suoi  inizi teatrali, che ha letto brani da “Umbria Santa” e “Sotto la brace”, “Non sono solo” e “Luci del tramonto”. Il ”Quartetto d’archi UmbriaEnsemble” – con i due violini, Angelo Cicillini e Cecilia Rossi, la viola e il violoncello, Luca Ranieri e Maria Cecilia Berioli – ha accompagnato con musiche di Samuel Barber, Wolfgang Amedeus Mozart e Pietro Mascagni.

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Il finale è stato l’Intermezzo dalla “Cavalleria rusticana”, in un crescendo di emozioni musicali che ha dato corpo alla definizione di Platone, citata nel programma del Quartetto:”La Musica dà anima all’universo, ali al pensiero, slancio all’immaginazione, fascino alla tristezza, impulso alla Vita e gioia a tutte le cose… M a potremmo aggiungere che la Musica dà voce ai messaggi chiusi nelle metaforiche bottiglie della memoria che attraversano l’oceano del tempo più o meno remoto”. ”  

Ebbene, proprio questo si è “sentito” profondamente durante l’”Elegia per Luciano”, questo è rimasto nel cuore di tutti: dalle “bottiglie della memoria” è riemersa la nobile figura di Luciano Radi, e l’”oceano del tempo” si è dissolto in una presenza viva e vitale, pur se solo virtuale.

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Alla presentazione in Parlamento del governo Forlani
di cui è sottosegretario alla Presidenza del Consiglio

La  conclusione con  due nobili messaggi  e il nostro saluto

Il nostro racconto dell’incontro celebrativo del centenario, con un approfondimento dell’unicità della sua figura a livello politico, culturale e umano, si conclude riportando due messaggi  dai contenuti e dai toni di alta nobiltà. 

Antonio Baldassarre, Presidente emerito della Corte Costituzional,  dopo l’incontro del 15 ottobre a cui ha partecipato, ha trasmesso queste parole alla figlia Maria Chiara: “Ti  ringrazio della bella giornata dedicata alla memoria del tuo splendido papà, che ho avuto la fortuna di conoscere e di averlo amico. E’ stato bello perché è stato un ricordo a tutto tondo: il grande mediatore politico, lo scrittore attento ai mutamenti del costume e il sensibile narratore dell’intimità dell’uomo. Il tutto con la struggente melanconia della musica camerale,. Una bella esperienza spirituale”.

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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella  nel suo messaggio che è stato letto in apertura dell’incontro ha scritto: “Uomo di grande umanità e cultura, con una grande passione per la politica, con un forte legame con il territorio, Luciano Radi, in tanti anni di attività, ha espresso una idea di progresso  nella libertà, portando  avanti le sue idee con  determinazione, assumendo sempre come obiettivo gli interessi della comunità.

Esponente  politico di rilievo, uomo delle istituzioni, ha attraversato la storia della nostra Repubblica con coerenza e correttezza, sia nei numerosi incarichi di governo, sia all’interno dell’esperienza del suo partito, la Democrazia Cristiana.

Luciano Radi, “A Sua immagine”

Intellettuale, scrittore, autore sia di saggi politici e socioeconomici sia di scritti di vita sociale e religiosa, Radi ha interpretato, a partire dall’Umbria, il divenire di un Paese. 

Invio a tutti i presenti i migliori auguri di buon lavoro, nella convinzione che il suo messaggio permanga quanto mai prezioso” .

Meglio non si poteva dire, per suggellare questa celebrazione. A noi, nel ricordo di più di un quarantennio di feconda condivisione e sodalizio  intellettuale con l’emozione  derivante dalla rievocazione compiuta, ci viene  di salutarlo di slancio con  un nostalgico,  memore, commosso “Ciao, Luciano”.

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Luciano Radi, commiato

Info

L’incontro in omaggio a “Luciano Radi, il suo messaggio politico e unmano”, si è svolto a Foligno, nell’Oratorio del Crocifisso, largo Frezzi, il 15 ottobre 2015 alle ore 17. Cfr. i nostri precedenti articoli pubblicati in questo sito nel 2019, a cinque anni dalla sua scomparsa: “Luciano Radi ricordato con una sua opera, l’incontro tra ‘Francesco e il Sultano 800 anni fa” 6 giugno “Luciano Radi, ‘potere democratico e forze economiche’” 9 giugno;  “Luciano Radi, ‘’i libri dell’anima’, l’umanità e la fede di una ‘personalità limpida’” 11 giugno; “Luciano Radi, protagonista e testimone del nostro tempo”, 13 giugno, “Luciano Radi, il mio ricordo” 15 giugno.

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Invito all’Elegia per Luciano

Foto

In apertura, la Copertina dell’aureo libretto dato ai partecipanti. Seguono 5 immagini sulla manifestazione, 3 foto dell‘Oratorio del Crocifisso, “la Sistina del Barocco”, dove si è svolta, una visione generale e due particolari – lo spettacolare affresco nel soffitto e un angolo suggestivo dell’Oratorio – tratte dal sito web dell’Oratorio; 2 foto sull’incontro, una con Giuseppe De Rita nel corso della sua ampia testimonianza al centro della rievocazione, alla sua dx l’ambasciatore Paolo Foresti, l’altra uno scorcio della sala con i partecipanti, tratte dal sito web perugiatoday, che si ringrazia, come l’atro citato. Un ritratto di Luciano Radi precede le successive immagini, nelle quali sono alternate le copertine di alcuni suoi libri – inserite nell’ordine di citazione nel testo – con momenti della sua vita politica, l’alternanza dell’intera sua vita. I libri sono Nati due volte e Potere democratico e forze economiche , La talpa rossa e La DC da De Gasperi a Fanfani, Umbria santa e San Nicola da Tolentino, Francesco e il Sultano e San Francesco e gli animali, Diario di un cane e Buongiorno, onorevole, Non sono solo e Sotto la brace, Anime e voci, Luci del tramonto, e I giorni del silenzio. Le immagini della sua vita politica sono riportate anche nei nostri articoli del giugno 2019 sopra citati, a cui si rinvia per i siti web da cui sono tratte, dei quali si ringraziano di nuovo i titolari per l’opportunità offerta, ribadendo che non vi è alcun intento pubblicitario né tanto meno economico nel loro inserimento a solo scopo illustrativo, pronti a eliminare immediatamente, su semplice richiesta, quelle per i quali i titolari non gradiscano la pubblicazione. Le immagini della vita politica sono: Con Scelba, Fanfani e Rumor e “Con Fanfani, in visita a Dottori, poi, Con Forlani e Malfatti, Spitella e De Poi, Con  Gava e Scalfaro; quindi, Con Fanfani e Pertini a una cerimonia sulla CEE, e Con Pertini all’inaugurazione della mostra per il centenario di Garibaldi, inoltre, Con la presidente della Camera Nilde Iotti nella cerimonia del ‘ventaglio’ e Con una delegazione tedesca da Questore della Camera ancora, Alla visita del presidente del Senato australiano e Un altro momento di vita parlamentare; prosegue, La cordialità dei suoi incontri ufficiali e Con Cossiga, poi Alla presentazione di un suo libro e Alle presentazione al Parlamento del governo Forlani di cui è sottosegretario alla Presidenza del Consiglio . Infine una sua opera grafica, tratta dall’aureo libretto dato ai partecipanti, Luciano Radi, A Sua immagine, di grande intensità, a differenza delle altre soprattutto scherzose contenute nel libretto e nei suoi libri di grafica, e la sua doto sorridente, Luciano Radi, commiato; poi l’invito all’Elegia per Luciano con il quartetto d’archi che ha accompagnato la letture di brani dai suoi libri e, in chiusura, Piazza della Repubblica nella sua Foligno, edifici simbolo..

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Piazza della Repubblica nella sua Foligno. edifici simbolo