di Romano Maria Levante
In via del tutto eccezionale, parlo in prima persona su un tema molto personale, per me struggente. Le “Geometrie celesti” sono evocate nel ricordo dell’omaggio dell’artista Lina Passalacqua alla mia amatissima consorte Rosemary, che ci ha lasciati il 29 settembre 2024. Con i cari paesani presenti le abbiamo dato l’addio il 1° ottobre 2024 nella chiesa madre di Pietracamela, il mio amato paese natale alle falde del Gran Sasso d’Italia nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, da vent’anni nel club “I borghi più belli d’Italia”, è stato anche “Borgo dell’Anno” per i paesi con meno di 1000 abitanti. Ora lei riposa anzi “vive”, nel vero teatro ambientale all’ombra del Gran Sasso, un paradiso terrestre di favola nell’abbraccio della natura e delle persone che l’hanno conosciuta e le hanno voluto bene nelle tante estati felici trascorse in paese.

Le “Geometrie celesti” nel ricordo di Rosemary
Prima dell’accorato epilogo, sento di voler condividere delle circostanze fortemente impresse in me. Sabato 28 settembre 2024, era stata inaugurata a Marino, nei Castelli romani, la mostra di Lina Passalacqua, “Io… le vele e il mare”. In questo sito avevo pubblicato 6 articoli sull’artista, la “futurista dei nostri tempi”, 3 sull’intero suo percorso artistico nel marzo 2024, gli altri 3 articoli per le sue mostre personali nell’aprile 2013 e nel gennaio 2018, mentre con l’artista Terlizzi nel maggio 2014 sui “collage”.
Tanti i suoi cicli pittorici, dagli inziali “Vele” e “Voli”, agli altri tematici “Le quattro stagioni” e “Fiabe e leggende”, particolarmente evocativi, fino ad “Arrte sacra”, “Ritratti”, “Flash”; e nell’arco oltre il quarantennio, le serie cronologiche decennali ininterrotte, da “anni ’60” ad “anni 90”, poi serie tematiche successive. Negli anni di contatti con l’artista, dalla mia prima recensione del 2013, c’è stato un rapporto di fiducia reciproca. Il giorno dopo l’inaugirazione della mostra a Marino, domenica 29 settembre, ci ha lasciati l’amata consorte Rosemary, nell’Istituto San Raffaele a Rocca di Papa – vicino Marino – dov’era ricoverata da un mese, dopo 15 giorni all’ospedale Sant’Eugenio a Roma.

Una mera combinazione, si direbbe, ma per me è stata un”segno”, un segno magico, e lo spiego subito. Nel 2018 l’artsta le aveva dedicato la sua opera “Geometrie celesti”, una delicatissima astrazione celestiale, con due colori, rosa e celeste, molto sfumati, mentre la sua pittura ha i segni e le tinte molto forti dei futuristi. La dedica reca queste parole: “Roma, 7 maggio 2018. A Rosemary, che le ‘Geometrie celesti’ le siano sempre vicino. Lina Passalacqua”.
Così è stato fino al doloroso 29 settembre 2024, allorché Rosemary è volata in Cielo deve ha raggiunto le vere Geometrie celesti, dopo quelle dell’artista a lei dedicate: con il colore rosa, il “suo” – la chiamavamo “Rose” – e il celeste, del Cielo in cui è volata. Ricordo con gratitudine e commozione questo dono straordinario per l’elevata qualità artistica, ma soprattutto per essere un”segno” di altissimo significato. E’ vero ciò che le ha augurato, le “Geometrie celesti” le sono “sempre vicine”, nella sua beatitudine celeste.

L’ addio nella chiesa madre di Pietracamela
A questa evocazione magica, con viva gratitudine all’artista, segue il ringraziamento sincero, mio e di nostro figlio Alberto, agli amici che hanno partecipato al nostro dolore con messaggi di cordoglio. E in particolare ai cari paesani, soprattutto a coloro che le hanno dato l’estremo saluto, presenti con noi alle esequie nella chiesa madre di Pietracamela, riaperta da soli due mesi, domenica 29 luglio, dopo 15 anni di chiusura, teminato il restauro per i gravi danni provocati dal sisma del 6 aprile 2009.
Siamo al 1° ottobre 2024, -due giorni dopo la scomparsa, lo stesso giorno del 1906 nasceva la mia cara Mamma, che riposa con Papà e i miei avi dove è andata lei e andrò anch’io, qyando vorrà il Signore. Ha celebrato il rito religioso il parroco di Pietracamela, Padre Jacobs, il sacerdote che lei avrebbe voluto: a Roma nell’ultima visita per la benedizione pasquale prima della malattia, in aggiunta all’offerta per la chiesa della parrocchia, volle farne una personale al sacerdote venuto a casa perchè, come Padre Jacobs, di un paese africano, come tanti derelitti mritevoli di ogni aiuto.

Quanti “segni”, quanta magìa, e quanta intima commozione che stempera la nostra angoscia indicibile! Ma quello che sento voler e dover fare, è rievocare l’immagine dell’amata Rosemary riportando gli interventi di nostro figlio Alberto e mio, davanti al’altare della chiesa, ringraziando ancora don Jacobs che al termine della funzione religiosa, prima della benedizione, ci ha permesso di esprimere i nostri sentimenti rivolgendoci a tutti.
Oltre a condividere con la comunità “pretarola” presente il nostro trasporto personale, abbiamo letto le espressioni molto intense di care amiche che l’hanno conosciuta da una vita, volendole bene e nella loro sensibilità ne hanno reso in modo encomiabile il profilo interiore e l’aspetto esteriore, ugualmente mirabili.

e gli interventi finali a ricordo, del coniuge Romano e del figlio Alberto
Alberto, nel suo commosso ricordo personale, ne ha delineato la profonda interiorità anche con le parole dell’amica Simona, io Romano ho rievocato il suo legame con il paese e gli abitanti, poi per la sua splendida figura ho letto l’ispirata descrizione che ne ha fatto Aureliana – la figlia di Lidia che incarna appieno lo spirito “pretarolo” – molto vicina a lei sin da tempi lontani, facendola rivivere sotto i nostri occhi, si è aggiunta la poeressa Anna. Queste visioni seguono il saluto all’amata consorte e mamma, mio e di nostro figlio Alberto.
Ed ecco quanro ci siamo sentiti di dire ai paesani commossi presenti al rito che, avendola conosciuta, si sono ritrovati nella descizione fatta anche attraverso le toccanti espressioni di tre fra le più care amiche da sempre. Questa condivisione accorata ho pensato di farla l’ 8 ottobre, a una settimana dalle esequie, quando alle ore 19 si è celebrata a Roma una Santa Messa di suffragio con il sacerdote don Luigi D’Errico nella chiesa dei Santi Martiri dell’Uganda, alla nostra parrocchia, alla vigilia del 55° anniversario del nostro matrimonio avvenuto il 9 ottobre 1969. Grazie dal profondo del cuore, a chi ha espresso il suo cordoglio e l’affettuosa partecipazione.

Il saluto iniziale di Romano e di Alberto
“Nostra amatissima,
il lacerante dolore
della tua straziante perdita
scava un vuoto incolmabile
nei nostri cuori,
un’angoscia nell’animo,
un solco profondo
nella nostra vita.
Ma ti sentiremo
sempre vicina e presente,
con il tuo grande Cuore
unito ai nostri cuori
a illuminare
le nostre giornate
nello splendore
della tua immagine,
indelebile come il ricordo
vivo e struggente
della tua dolcezza,
del tuo grande amore
per l’arte, la libertà, la vita,
la tua profonda umanità.
Ecco come descrivono,
con spontanea ammirazione,
la tua bellezza interiore
e la tua grazia esteriore,
unite in un ineffabile,
magico tocco di poesia,
persone sensibili
che ti hanno conosciuta
e ti hanno voluto bene”.

Il paradiso terrestre di favola in cui lei riposa, anzi “vive”, nell’abbraccio della natura
Dal ricordo di Alberto, le parole di Simona
……….“Credevi nella vita,
nella libertà
come responsabilità di scelta,
nella solidarietà
come vicinanza
alla sofferenza degli ultimi.
Una fede incrollabile
nella forza d’animo
e di volontà,
nell’impegno sociale
e in quello umano.
Praticante un credo
intransigente
di fronte alla prepotenza
e alla meschinità delle ingiustizie
e compassionevole
dinanzi al dolore dei reietti.
Hai attraversato la vita
con la leggerezza e l’ironia
che contraddistinguono
la profondità e il coraggio
di una grande Anima.
Ora non soffri più,
ora sei di nuovo libera.
Sei tornata a casa.”

Dal ricordo di Romano, le parole di Aureliana
……….”È stata una donna meravigliosa.
Nessuna dolorosa,
sovrapposta immagine del presente
potrà mai cancellare in me
il ricordo di Rosy, splendente,
con il suo luminoso diadema di capelli d’oro
che le avvolgeva la schiena
come un regale mantello,
gli occhi simili
agli atolli turchesi dei mari d’oriente
e il sorriso,
a volte ammiccante, a volte ironico,
che si inarcava divertito e contagioso
sulle labbra sottili.
Vestita di azzurro,
con un’ampia gonna di veli,
le ballerine chiare,
aiutava Zaira nel tinello
con l’ineffabile, elegante semplicità
di una regina.
La ricordo allontanarsi
leggera, sorridente, eterea,
di quella natura indefinibile,
confusa fra sogno e realtà,
che solo alcune,
poche, creature hanno.
Per me resta per sempre così.
Per sempre.
E basta.
Tengo come religiosa reliquia
il libro che mi regalò nel 1983
due volumetti delle poesie
di Garcia Lorca,
che aveva amato
e intensamente letto.
E mi donò di slancio
perché ne facessi tesoro.
Voleva andare.
Non voleva essere più trattenuta”.

Il commiato poetico di Anna
“Era veramente speciale.
la sua dolcezza,
la sua raffinata soavità,
sembrava uscita da un quadro,
da un romanzo,
da una favola bella.
La ricorderemo così”.

“la Bella addormentata”
Ricordiamo così l’amatissima Rosemary, nella sua profonda interiorità e nella sua splendida figura. La sua immagine resta viva nella nostra mente e nel nostro cuore e vi rimarrà per sempre.
Adesso il triste commiato, “Sit tibi terra levis”, sono le parole che volevi ti accompagnassero nel riposo eterno, le ripetiamo con le lacrime agli occhi, nostra amatisisma, indimenticabile Rosemary. Addio!
Romano e Alberto

inizia un nuovo giorno…