di Romano Maria Levante
Prosegue il mio racconto, dopo l’articolo n- 1. Si era agli inizi degli anni ‘90, mi fu richiesto di partecipare, sempre in via personale come giornalista sperimentato, alla creazione di un periodico politico-economico e culturale, da un alto dirigente ministeriale con stretti riferimenti alla politica, per la diffusione di idee e iniziative costruttive in tale campo. Mi impegnai subito nell’ideare il nome del periodico in fieri e della testata, ne ebbi l’ispirazione ripensando alla vista di un poster di “La città ideale” nello studio di un antico compagno di scuola, visitai il museo delle Marche con il dipinto altamente significativo e ricordo che seduto dinanzi a tale quadro feci lo schizzo su un foglio che poi divenne la testata del bel periodico che fu presentato.

La terza fase, da giornalista “free lance” a Direttore responsabile di 2 periodici, e “giornalista-scrittore” autore di 3 libri, 1991-2008
Ebbe il titolo “NIOVA DIMENSIONE” in cui incastonai l’immagine del dipinto, grande formato cm 27 x 40. Ne fui il Direttore responsabile, Direttore editoriale Nino Galloni, Redattore capo Anna Manna, “Garanti del lettore” Bobba, Cocilovo, Cortesi, De Cesaris, Falleri, Peschiera, i due ultimi ai vertici del’Ordine dei giornalisti. L’iniziativa si protrasse per vari anni, sempre con miei ampi articoli e con molte collaborazioni autorevoli, veramente una bella esperienza. Nel numero iniziale del sett.-ott. 1991, 7 pagine, , la mia presentazione in 2 ampi e articoli, “Le nostre radici, il nostro impegno” e “Nuova dimensione, il nostro programma”. Poi, Nino Galloni, “Dove può andare l’Italia e Franco Marini, “Agganciare il futuro europeo”, Luciano Radi, “La sfida della complessità”, e una mia intervista con “5 domande a Giovanni Galloni su giustizia e società”,

In un numero avanti nel tempo, il n. 7 del mag.-ago 1993, Ermanno Gorrieri, “La famiglia oggi e domani”, e Nino Galloni, “Quale nuovo partito, quale partito nuovo?”, Giovanna D’Alessandro, con 2 articoli, “Donne, valori e impegno civile”, e “Per una politica del lavoro attenta al cittadino”, Bruno Lorenzo Anforossi “Italian graffiti o formazione per il 2000?” ed Enrico Furia, “La teoria dell’inflazione per la salvezza dell’economia”, a pag. 3 nella prima metà la poesia di Anna Manna sul tema “La forza per risorgere”, titolo “Impareremo a cavalcare i cocci”, nella seconda metà il mio innovativo… “Il rebus politico”con 15 vignette, frase in 12 parole, miei anche l’ampio servizio “Una nuova dimensione per Roma capitale” e la lunga intervista con “6 domande a Marianma Bucchic su dove va la poesia”. Sembrano di oggi, sono trascorsi 35 e 33 anni dopo…..
Poi venne un’altra esperienza dello stesso tipo, con molte analogie. La preparazione del mio libro -inchiesta “D’Annunzio, l’uomo dl Vittoriale” mi fece frequentare il Vittoriale e il mondo dannunziano nelle mie numerose visite a Gardone Riviera. Dopo la pubblicazione, i responsabili dell’ “Associazione culturale L’oleandro” – il nome della casa editrice dei libri di D’Annunzio a diffusione popolare, mentre l’Opera omnia nelle pubblicazioni di lusso era esclusiva della Mondadori – mi offrirono di divenire Direttore responsabile della Rivista che volevano creare con la testata recante il nome dell’Associazione nella speciale grafica già predisposta: “L’oleandro” con l’immagine del viso di una donna velata, formato catalogo d’arte, cm 21 x 30.

Accettai con la stessa disponibilità che avevo dimostrato per la precedente rivista politico-economica, questa volta solo culturale, ben al di là del riferimento dannunziano. Direttore editoriale era Mario Paglieri, Redattore capo Elena Ledda, Comitato di redazione Bianchi, Ledda, Pinagli, Impaginazione e grafica Ezio Bellot. Dal n. 1 , aprile 2001, di 28 pagine, in apertura il mio “La caricatura segno dei tempi nel costume, nella politica, nella libertà” in 4 pagine; seguono Lucia Loi, “Tamara de Lempicka la ‘dea dagli occhi d’acciaio’”e Nevan Ozhan, “Le figure femminili dei ‘Romanzi della rosa’ viste dall’Oriente” , Antonio Zollino, “Ricordi del ‘mondo meraviglioso’. Per una rilettura dell’Ernesto di Saba”,e Giulio Ferrari, “Luigi Rizzo conte di Grado e di Premuda” , un ampio saggio di 10 pagine, infine Franco Vincenzi, “La Gioconda di Ponchielli”e Paolo Scalvini, “Le prime ‘manifatture’ cinematografiche in Italia”.
Anche qui devo dare conto di un numero avanti nel tempo, il n. 6 del dic. 2007- giu. 2008, di 32 pagine, l’ultimo prima del mio passaggio, sei mesi dopo, il 2 gennaio 2009, al giornalismo culturale su siti giornalisti “on line”.Il web-Il “canto del cigno” sulla carta stampata si apre con il mio lungo articolo di 8 pagine, “Viaggio a Istanbul. Porta dell’Oriente, specchio dell’anima”.; poi, Carlo De Carlo, “Reportage di guerra: 8 settembre -16 dicembre 1943.

L’inizio del Secondo Risorgimento. Ricordi e racconti del bersagliere allievo ufficiale De Carlo” ”, e di Guido Intini, “Diario dal Lager 23 ,marzo – 31 dicembre 1944. Il trasferimento. Pensieri e sofferenze del n. 37551”, di 6 pagine ciascuno; segue il mio “La ricerca scippata”, e Maria Zannotti, “Il ‘blow up’ del DNA di Rosalind Franklin”, di 4 pagine, chiudono il numero, Marcello Mazzoni, “Il cono d’ombra sui Nobel e il caso Maestrini”, ed Elena Ledda, “Premio di narrativa ‘Maria Chiara. Lo sport: gioco, passione, lealtà”. Ripeto, un bella esperienza. con Editore e redattrice-capo il vertice dell’Associazione. Per alcuni anni è uscita una serie di numeri, sempre con miei ampi articoli e collaborazioni molto autorevoli sui campi più diversi della cultura.
ll titolo di “scrittore” in senso professionale si acquisisce con 2 libri pubblicati, e se si è giornalisti si associa all’altra qualifica e si diventa … “giornalisti-scrittori”. Di libri di me unico autore ne sono stati pubblicati 2, e molto voluminosi , a distanza di un decennio l’uno dall’altro, in mezzo un terzo libro, più leggero, con un illustre coautore.

Tutti e 3, devo dire, con una forte impronta giornalistica, e sono stati preceduti … oltre 30 anni prima , dai 6 volumi con l’indagine annuale sulle Prospettive di sviluppo a medio termine di tutti i settori e comparti industriali, i 2 libri più leggeri ma con maggiore contenuto di analisi economiche rispetto alle rilevazioni previsionali, nel rievocare la prima fase della mia vita anche professionale. Indagini, come quelle che fanno i giornalisti, sia pure svolte in ambito professionale, una premonizione….
La ritengo tale perché il libro di me unico autore del 1997, “D’Annunzio l’uomo del Vittoriale”, Andromeda editrice, è un libro-inchiesta, ebbe il Premio speciale della “Associazione chiese storiche” di Palermo – e si vedrà sotto perché – e il “Premio Fiore di roccia” perché indaga, in modo quanto mai penetrante, sull’ultima fase della vita di Gabriele d’Annunzio negli anni inquieti del Vittoriale.

Si parte da una testimonianza rivelatrice che ho trovato … in famiglia, il libro inizia con le dichiarazioni testuali molto ampie, riportando poi i risultati dell’apposita indagine per verificarne l’attendibilità anche illustrando il vasto contesto in cui si collocano, per poi fare un riscontro di quanto acquisito con l’approfondimento in un colloquio finale altrettanto ampio con la testimone, fino alle conclusioni.
E questo per le 3 grandi sezioni tematiche del libro, di 530 pagine, “L’ambiente” con il fascino e il significato del Vittoriale, “Il personaggio” nella sua vita movimentata e nel suo profilo interiore inquieto, “Il mistero” nella sua religiosità fino alla fede cristiana nelle confidenze alla testimone e in altre d’epoca, prove rivelatrici rafforzate da immagini, di cui alcune del tutto inedite sempre tenute nascoste per motivi intuibili.

Mi riferisco al forte contrasto del potere religioso con D’Annunzio, le cui opere ebbero ’ostracismo dell’”Indice dei Libri proibiti”, come “letteratura sensuale-mistica” che poteva corrompere le giovani generazioni. In 6 articoli ne ho riassunto l’iter evidenziando quanto l’indagine svolta con la testimone rivelatrice mi aveva fatto accertare.
Mentre il secondo libro, del 2006, anch’esso a mia esclusiva firma, “Rolando e i suoi fratelli, l’America”, Andromeda editrice, è a sua volta un romanzo-verità, con un andamento parallelo investigativo, quindi giornalistico: nasce dalle confidenze di un paesano pretarolo a me molto vicino emigrato in America nei primi anni ’50, che mi raccontò la storia di successo sua insieme ai suoi fratelli. Non solo è una conferma che l’unione fa la forza, tanto più nell’impresa sovrumana di avere successo in una terra tanto lontana e progredita venendo dalla miseria e dall’isolamento della montagna abruzzese.

Soprattutto è il rovesciamento positivo di una narrazione che descriveva gli italiani all’estero come mafiosi anche in serie televisive coinvolgenti come “La Piovra”, oltre al più celebre film tratto da un romanzo famoso, tanto che il mio libro viene a definito “la riposta al Padrino”; e in quanto tale è stato elogiato allora in una lettera del Presidente del Consiglio a favore dei connazionali all’estero che ha trovato nel mio libro un aiuto prezioso.
La storia mantiene l’impianto della vicenda reale, ma non riporta, come il libro precedente, le dichiarazioni testuali che mi fece il protagonista, bensì è romanzata e per 370 pagine ne fa vivere le vicende, dalla partenza al successo con tutti gli ostacoli, le difficoltà e quant’altro. Una storia simbolo positivo dell’epopea dell’emigrazione, per questo il libro è stato vincitore assoluto di due Premi letterari, “Terra del Vesuvio” 2008 Salerno, “Vladimir Nabokov” 2007 Lecce, e ai primi posti, nel 2007, 3° a Palermo e 5° a Roma, finalista, semifinalista e selezionato, negli altri premi a Novara, Torino e Roma. .

Il libro intermedio, del 2000, a doppia firma, coautore Luciano Radi politico e scrittore navigato, “La Macchina planetaria. Quali regole nella corsa alla globalizzazione” , Franco Angeli Editore, si ispira invece non al giornalismo d’inchiesta ma al giornalismo economico e politico-economico che ho praticato dall’inizio per oltre trent’anni in via esclusiva, fino alla svolta dell’ultima fase di cui dirò tra poco. Per circa 200 pagine tratta dei forti cambiamenti emergenti, cause ed effetti, possibili anzi necessari interventi per evitare gravi danni, ha il primato… giornalistico di essere stato il primo libro a recare nel titolo la parola “globalizzazione”, una rivoluzione dei mercati che allora era all’inizio.
E che ora sembra giunta al capolinea forse perché è stata incontrollata senza regole di nessun tipo; con … preveggenza, con il mio coautore ne avevamo colto la necessità agli inizi e ne avevamo delineato alcune, potevano essere poco fondate o non applicabili nell’incessante corsa alla “deregulation”, ma forse si poteva prevenire in altri modi, con la percezione dei rischi dell’assenza di controlli, l’attuale sconvolgimento senza freni né limiti. Peccato!

Ma l’essere stato Direttore responsabile di due periodici e autore di 2 libri più coautore di un terzo, a parte le indagini e gli altri libri “tecnici” che ho citato, non lo sento come la cosa più appagante della mia intensa attività sulla carta stampata. Lo è una cronaca appassionata che scrissi di getto dopo una suggestiva rimpatriata con i compagni dei due anni di liceo a Teramo
Sono 2 pagine di grande formato con 6 colonne per 400 righe in un foglio inserito come supplemento speciale al giornale parrocchiale teramano “La Tenda” del maggio 2001, direttore responsabile don Giovanni Saverioni, che partecipò alla nostra serata di sabato 12 maggio a Paterno, e al nuovo incontro la mattina successiva domenica 13 a Campli. Ebbene, dopo un quarto di secolo diversi compagni e tutti i professori non ci sono più, rileggere il testo e vedere le due foto inserite fa rivivere con emozione quei momenti scolpiti in me, che condivido in questa rievocazione.

La quarta fase, con la pensione il giornalismo diventa a tempo pieno, e si sposta dalla carta stampata a siti culturali “on line” di Internet
Supero l’emozione passando alla quarta fase del mio giornalismo appassionato. Anche in questo caso alla base della “svolta” c’è stata una richiesta, motivata come per la direzione di “L’Oleandro” prima ricordata, in aggiunta alla nuova situazione personale da pensionato dopo il decennio dedicato alla scrittura e pubblicazione dei tre libri citati.
Il libro “galeotto” questa volta è stato “Rolando e i suoi fratelli. L’America!”. Lo avevo dato solo per cortesia a un noto giornalista teramano che aveva presentato la riedizione del libro “Storia di Cristo” di Papini alla “Banca di Teramo”, dicendogli che non gli chiedevo nel modo più assoluto una recezione, la temevo avendo letto sue stroncature a noti autori nella rubrica nel periodico abruzzese “La Città”; mi chiese l’indirizzo e mail, anche lui solo per cortesia. Era l’ottobre 2008, tutto sembrava finito lì.

La mattina del 31 dicembre ricevo una sua e mail in cui mi scrive di aver molto apprezzato il mio libro, averne parlato positivamente in una televisione locale, e volerne scrivere una recensione molto favorevole in “La Città”. Ma il suo messaggio andava oltre, allegava 22 domande sul mio libro invitandomi a rispondere, se volevo, avrebbe pubblicato l’intervista sulla rivista giornalistica “on line” www. cultura.inabruzzo. It, di cui era Vice-direttore.
Non ebbi la minima esitazione, il resto della giornata dell’ultimo dell’anno lo impegnai nella risposta, cenone a parte, ultimata prima della… mezzanotte. Lo trasmisi per e mail l’indomani, il giorno di Capodanno, arrivò la risposta il 2 gennaio con la comunicazione che l’intervista era stata subito pubblicata nel sito. Ma non solo questo, il Vice-direttore mi fece l’offerta di una collaborazione fissa da Roma, purché non estesa ad eventuali poesie.

Accettai subito con entusiasmo, il mio giornalismo trovava un nuovo canale innovativo, per di più nella mia regione, l’Abruzzo del mio paese e della città dei miei studi medi e ginnasiali. Fu un impegno a tempo pieno, iniziai con l’omaggio al mio “natio borgo selvaggio”, “Il cielo sopra Pietracamela”, del gennaio 2009 poi, dopo una prima fase di ricerca di temi, come corrispondente da Roma, lo diventai per le mostre d’arte.
Etano eventi culturali, presente alle frequenti inaugurazioni nelle varie sedi espositive romane e non solo, con servizi che furono definiti “piccoli saggi”. Sono stati sempre illustrati da fotografie da me stesso scattate, ero uno del giro di cronisti sempre attivo, un ben noto presidente organizzatore nel vedermi esclamò scherzando “rieccolo”, ricordo anche questo divertito come allora. https://www.arteculturaoggi.it/wp-content/uploads/2026/05/immagine-unita-definitiva577-935×1024.jpg

Inviavo i miei servizi al ritmo di 2 a settimana, al termine del primo anno, il 2009, erano stati pubblicati sul sito un centinaio di miei servizi, il direttore pensava di farne un volume da pubblicare, l’idea non si tradusse nella pubblicazione ipotizzata. Poi sorse un problema, mi disse che i miei servizi erano talmente più seguiti dai lettori di quelli degli altri collaboratori che, riguardando mostre ed eventi romani, quindi non abruzzesi, la rivista rischiava di essere spostata tra quelle a livello nazionale ed esclusa dall’ambito regionale in cui il titolare era interessato a mantenerla per i rapporti con la Regione Abruzzo.
Pensai di rimediare mettendo nel titolo sempre riferimenti abruzzesi, pur se forzati, ma nell’arte si trovavano, lo feci, problema superato. Il secondo anno si aggiunsero altre due riviste “on line” , prima “archeorivista.it” per archeologia e arte antica, poi “fotografia,guida consumatore.com”. per le mostre fotografiche, pur se meno frequenti delle altre mostre.

Il mio impegno era a tempo pieno, visitavo le mostre all’apertura assistendo alla presentazione, in seguito mi immergevo nella scrittura del relativo servizio, con ampia narrazione e illustrazioni, da “cronista d’arte” appassionato, e non da “critico d’arte” che non sono mi stato e non sono. La vita, però divenne movimentata quando il titolare, per motivi immaginabili, chiuse cultura.inabruzzo.it e apri un altro simile collegamento.
Aprì cultura.delle marche.it, mi spostai ovviamente anch’io sul nuovo sito; fino a ulteriori turbolenze: l’uscita del vice-direttore, nuovi cambiamenti del nome delle testate anche per gli altri due siti, fino alla chiusura definitiva di tutti e tre i siti nella primavera 2012, dopo tre anni e mezzo quanto mai intensi. Per di più in questi trasferimenti saltarono le immagini originarie in molti articoli, le ho poi ripristinate in un “hard disk” esterno, non tutte ancora inserite nel sito attuale.

A questo punto, poiché i siti di cui ero corrispondente da Roma erano stati chiusi, divenni editore di me stesso aprendo un mio sito giornalistico con aruba.it, dal nome www. arteculturaoggi.com che ho alimentato con servizi di pari ampiezze e immagini nella stessa frequenza in una attività “on line”, sempre a tempo pieno.
Anche qui venne un cambiamento dopo 8 anni molto intensi, il provider “aruba” chiudeva tutti quei siti per un accordo con la Word Press, nella quale ero invitato a spostarmi, lo feci e il mio sito ha dovuto cambiare il suffisso, è divenuto con www. arteculturaoggi.it, il sito attuale. Anche qui, problemi con gli articoli trasferiti senza immagini, sono ancora incompleti, ma il resto è andato liscio, tutto è continuato allo stesso ritmo intenso a tempo pieno, con mia presenza continua alle inaugurazioni delle mostre d’arte .

Ma non finisce qui, l’irruzione dei “social” nel web ha aperto la possibilità di condividere su una scala ben più ampia del solo proprio sito “on line”, pur se accessibile anch’esso da qualunque parte del mondo: diversi anni fa, mi giunsero commenti dal North Caroline di Miriam, che mi ricordava di essere “pretarola”, vicina alla casa materna del miei soggiorni estivi al paese natale
Pietracamela e aver giocato con me nell’infanzia, aveva messo un “alarm” che le segnalava l’uscita dei miei articoli sul sito; e da Toronto di Piero Sivitilli, secondo cugino che finché fu in paese abitava nella stessa mia piazzetta. Il “social” Facebook era aperto ai “follower” più attenti, anche a me sconosciuti, che potevano mettere commenti o soltanto i loro “like”, come tuttora.

Era il 2020, ho creato la mia pagina “Romano Maria Levante”, e nelle ricorrenze più importanti vi ho condiviso articoli pubblicati al momento dell’evento, e sono stati tanti: dagli anniversari della caduta del Muro di Berlino, e della tragedia delle Torri Gemelle -più di un articolo per ciascun evento – alla giornata contro la violenza sulle donne e il 25 aprile, alla scomparsa dello scopritore del DNA e di altri personaggi.
Più articoli nuovi su fatti di attualità e situazione politico-economica, come per le polemiche sul Manifesto di Ventotene e il caso Almasri, Gaza e il salario minimo, per non citare gli articoli sulle manifestazioni nel mio paese, le mostre e le feste , le sue tradizioni e i suoi personaggi . fino ai 4 articoli sugli interrogativi in merito al quadro politico-economico del 2025 condivisi dal 27 al 31 dicembre 2025. Sempre molto ampi, con vere narrazioni accompagnate da molte immagini evocative. . .

Con il dicembre 2025 sembrerebbe finita la mia rievocazione dei cambiamenti nel mio giornalismo, ripeto sempre appassionato. Ebbene, l’ultimo cambiamento, credo rilevante, dal 1° febbraio 2026: non mi limito più a condividere, in via sporadica, i miei articoli che tornano attuali in ricorrenze speciali o nuovi articoli scritti suscitati dall’attualità; ma inserisco apposite serie tematiche con frequenza molto ravvicinata, un articolo ogni 3 giorni, presentato da un ampio Post introduttivo che ne riassume il contesto e il contenuto, con l’immagine di apertura dell’articolo che appare subito appena si accede alla pagina. E si possono scorrere all’indietro le immagini di apertura dei tanti articoli precedenti un una galleria che arriva al 2020 e anche prima, ne ho contati ben 150-
Le serie di articoli finora inserite: dal 2 febbraio 10 articoli sul tema evocato da “L’Aquila capitale italiana della cultura 2026”, con la ripresa dopo il sisma distruttivo del 6 aprile 2009; dal 2 marzo 11 articoli su Gabriele d’Annunzio nel suo mese di nascita e morte, con l’intermezzo del 20 e 23 marzo con due ampi articoli relativi al Referendum sulla riforma costituzionale; dal 3 aprile, giorno di un mio compleanno “speciale”, al 9 maggio, una nuova serie di 13 articoli per me fortemente identitari; dal 13 maggio, giorno di una mia ricorrenza giornalistica anch’essa “speciale”, una serie di articoli identitari per altri versi, i primi due dei quali, inseriti iil 13 e il 15, recano questa… autobiografia della mia vita per e con il giornalismo, sempre con passione e assoluta dedizione.

Un solo riferimento alla seconda fase della mia vita giornalistica, nella doverosa citazione del mio Direttore all’ENI con cui ci furono i due… incidenti di percorso, il mio articolo firmato su Enimont, uscito su “Il Popolo”, e i miei rapporti con il Vice presidente, entrambi a sua insaputa ma non per colpa mia.
Ebbene, dopo l’ENI, ha raggiunto il vertice del maggior gruppo italiano di telecomunicazioni, la Telecom Italia, in due successive nomine a distanza di pochi anni, ma mi fermo qui; e non cito sue incursioni di alto livello in altri settori imprenditoriali e finanziari, con un gruppo intitolato al suo nome. . Citerò invece le sue successive posizioni di vertice nel campo del tutto diverso ma tanto nobile del settore artistico.

Siamo in un mondo del tutto diverso e in anni molto successivi, quando ci incontrammo di nuovo, in posizioni molto differenti, la mia di assoluta autonomia, nel mio giornalismo passato dal campo economico a quello culturale, con al primo posto le mostre d’arte che le grandi sedi espositive e l’importante organizzazione, da lui presiedute in successione, organizzavano a Roma: prima come presidente dell’Azienda speciale Expo, cui facevano capo il Palazzo delle Esposizioni e le Scuderie del Quirinale, poi della Quadriennale di Roma. Ma non voglio ricordare che gli trasmettevo i miei articoli sulle mostre da lui organizzate, dopo pubblicati, non come dovevo fare all’ENI per il lavoro di ufficio per sottoporre i testi alla sua verifica, ero giornalista, non dipendente sia pure in posizione dirigenziale.
Invece mi soffermo su quando lui, il prestigioso Bernabè, mi fece avere il suo libro ”A conti fatti. Quarant’anni di capitalismo italiano”, 2020. Ripercorreva un lungo percorso, in parte vissuto anche da me in posizione diversa, ma vicina, ne approfondii il contenuto. E pubblicai una recensione, anzi una “narrazione” molto accurata in 4 ampi articoli con tante immagini, poi gliela trasmisi. La apprezzò e mi rispose complimentandosi e scrivendo “Hai scritto un nuovo libro…”. Negli anni dell’ENI un giorno esclamò: “Non dico che tu sai scrivere, dico che sai pensare”. Non l’ho dimenticato.
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E voglio concludere la mia appassionata… autobiografia giornalistica presentando i 3 articoli successivi, per me identitari perché in omaggio a un grande personaggio scomparso il 15 aprile, un mese esatto da oggi, il prof. Emmanuele F. M. Emanuele, una eccellenza in tanti campi prestigiosi, dallo sport alla finanza, dall’impresa all’assistenza benefica, dalla poesia alla promozione dell’arte. Iniziò in gioventù nello sport, olimpionico di scherma e pallanuoto, docente universitario e autore di testi di Scienza delle finanze, persino di premiati libri di poesie, ideatore e organizzatore del’annuale “maratona “ poetica “Ritratti di poesia” al Tempio di Adriano e poi all’Auditorium della Conciliazione, una giornata intera con i maggiori poeti, nel CdA di grandi imprese e nella direzione di Associazioni.
Soprattutto presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Roma la più grande del paese, e in quanto tale impegnato nel promuovere e organizzare mostre d’arte nelle due sedi romane al Corso, anche presidente per anni del Palexpo con incessanti grandi mostre nelle due primarie sedi espositive del Palazzo delle Esposizioni e delle Scuderie del Quirinale, mi fermo qui e non è tutto.

Ne ho seguito l’incessante attività raccontando le moltissime mostre d’arte e le annuali “maratone” poetiche in ogni anno èer 16 anni dei “Ritratti di poesia”. I tre articoli che intendo condividere su Facebook, come primi della mia serie identitaria dopo questi due della mia … autobiografia giornalistica riguardano non tali “maratone” – che rievocherò in apposite serie pià avanti – ma uno spettacolo al Quirino, con la sua poesia divenuta teatro, e il Premio Montale che gli fu conferito, ricordato in 2 articoli.
E non posso non concludere con una sua espressione di apprezzamento nei mie riguardi, quanto mai generosa: Dopo aver presentato una mostra, rivolto agli invitati che si accalcavano intorno a lui – io mi ero avvicinato per salutarlo – esclamò ad alta voce indicandomi: “Ecco il più grande giornalista d’arte! ”. Una iperbole da me del tutto immeritata, ovviamente, una battuta scherzosa, ma come dimenticarla? Mi sembra di dover chiudere così la mia … autobiografia giornalistica grato al grande personaggio da me tanto seguìto e ammirato, e a coloro che hanno potuto rileggerla. Grazie veramente-

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Le 25 immagini, tutte personali, sono inserite perchè rappresentano sia i 2 grandi volumi, sia i 2 Periodici craati sempre in un lavoro giornalistico compiuto per lo più al di fuoti del lavoro cui sono stato reponsabile come dieigente prima in Confindustria, poi dopo alcuni anni all’ENI fino alla definitiva, in qualche anticipo, della Pensione. Dopo la quale il lavoro giornalistico fu nelle intere giornate in modo continuo con una serie infinita di mostre d’arte viste e fotografate con una attività intensissima. Le 25 immagini, che non commentiamo essendo ricordi di tati anni da considerare semza commetarle. Nelle prime 2 e nelle ultime due si riportano foto del conferimento a me dei 50 anni di giornalismo, come ho fatto nelle identiche foto nel 1° articolo già inserito giorni fa: soltanto che qui liimmagine è la targa in primissimo piano, la seconda i presenti seduto, in seconda fila sono seduto io con il paesano pretarolo che mi ha accompagnato, le ultime due altre immagini, così nei due articoli sono in tutto otto. In queste immagini seguono, dopo le 2 citate, 5 immagini sui miei libri “D’Annunzio, l’uomo del Vittoriale” e “Rolando e i suoi fratelli, l’America”, seguite da 2 immagini sui nuovi Periodici “L’oleandro” e “Nuiva dimensione” forografate nel mucchio cui si riferiscono. Seguono il mio articolo sul “Popolo” in ricordo del Presidente morto, che già abbiamo ricordato nel 1° articolo con la sua gratitudine per l’ultimo mio articolo in omaggio alla sua Banca d’Italia. Poi la lettera sul mio articolo, anni prima che diventassi giornalista su “24 Ore” , di cui si parla nel 1° articolo, e 5 lettere a me con i ringraziamenti di vari presidenti , Poi 6 lettere a me di grandi presidenti, le prime due del Ministro che aiutai in poche ore e mi salutò dopo essere morto nell’estate in cui scomparve. Seguono 6 articoli miei, anche su nome diverso ma mio, fino al “Reportage sulle ‘virtù'” che in 2 pagine lunghissime unite a un giornale di una chiesa teramana considera tutto con una citazione completa di serate ammirevoli. La chiusura delle due foro, come già detto, riguarda i 50 anni.
