Pubblicato in cultura.inabruzzo.it, il 2 maggio 2011. Ripubblicato in www.arteculturaoggi.it, stessa data.
di Romano Maria Levante
Giordano Bruno Guerri, presidente della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani ha organizzato per il 6 maggio 2011 la manifestazione “Gabriele d’Annunzio e il Vittoriale fra passato e futuro”. Si impernia su un Convegno di insigni studiosi su “Il Medioevo di Gabriele d’Annunzio” che approfondirà l’influenza di tale periodo sull’opera dannunziana e più in generale sull’identità nazionale: è il passato. Nell’intervallo tra le due sessioni del Convegno saranno presentate due iniziative in collaborazione con le Università: una per lo Studio scientifico con i RIS dei manoscritti, l’altra sulle caratteristiche dei visitatori per mettere a punto idonei strumenti di monitoraggio e di marketing: e questo è il futuro con l’apporto di scienza e tecnica.

Si è molto parlato della modernità di Gabriele d’Annunzio, della sua capacità di usare anche i mezzi più innovativi e la rapidità nel comprendere l’importanza della comunicazione, fino alla pubblicità. Fu lui a coniare il nome Rinascente alla riapertura dei grandi magazzini Bocconi distrutti da un incendio, come dei liquori Aurum e Unicum per non parlare del termine “tramezzini” e del nome “Saiwa” che gli vengono attribuiti.
Il “Parrozzo”, invece, sembra sia stato usato per primo dal produttore D’Amico e da lui utilizzato in una poesia, mentre il “Dolce senza nome” nacque da una sua espressione colta al volo dallo stesso produttore.

L’’automobile al femminile fu una sua intuizione accolta da Agnelli che voleva lanciarla al maschile. Il suo’interesse per il cinema – scrisse la sceneggiatura di Cabiria – e per le forme di espressione spettacolari si inquadrano in questa modernità, evidente anche dalla passione per i motori, con le imprese aeree del volo su Vienna e navali con la beffa di Buccari sul Mas che usava poi per le corse sul lago di Garda.
Forse proprio perché il tema è abusato il presidente della Fondazione del Vittoriale degli Italiani, nel 150° dell’Unità d’Italia ha voluto sparigliare presentando invece della modernità, o della continuità con gli ideali risorgimentali, “il Medioevo di Gabriele d’Annunzio”, beninteso non nel senso di retrogrado, tutt’altro.

Giordano Bruno Guerri è il migliore interprete dell’immaginifico perché unisce a una fertile immaginazione che si traduce in iniziative concrete una profonda conoscenza del personaggio e una vasta cultura fuori da ogni conformismo. Perché, dunque, il Medioevo?
E’ visto come il periodo storrico che ha ispirato D’Annunzio nella reinvenzione di molte parole e nella creazione di opere letterarie, si ritrova nell’oriente di “Pisanelle” e della “Crociata degli innocenti”, quindi rientra in pieno negli studi dannunziani che il Vittoriale coltiva, ma non è tutto qui.

La ragione più profonda è richiamare l’attenzione sul fatto, abbastanza trascurato, che nel Medioevo ci sono le radici dell’identità italiana; pertanto nel celebrare i 150 anni di ’Unità d’Italia non possiamo fermarci al 1861 ma dobbiamo andare più indietro.
Come per D’Annunzio, si risale fino al Medioevo passando per Dante Alighieri, al quale è d’obbligo riferirsi per la nostra lingua: D’Annunzio se ne sentiva il continuatore, “dopo lungo intervallo”, e cita 200 versi danteschi come l’inizio della poesia italiana.

Il Convegno sul Medioevo e D’Annunzio
Per questo il piatto forte della manifestazione “D’Annunzio e il Vittoriale tra passato e futuiro” è il convegno che il 6 maggio 2011 vedrà all’Auditorium del Vittoriale alcuni tra i maggiori studiosi del Medioevo che ne parleranno sotto le più diverse angolazioni con riferimento a D’Annunzio ma non solo.
Bastano i nomi e i temi per apprezzarne il livello e la profondità. Inizia alle 9,30 Franco Cardini parlando di “D’Annunzio e la crociata”, poi Grado Giovanni Merlo si soffermerà su “Il ‘francescanesimo antifrancescano’ di Gabriele d’Annunzio”

Da qui alla religione e alla politica con le relazioni di Anna Benvenuti su “Piccole statue deformi. Immagini e rappresentazioni della santità di Gabriele d’Annunzio” e di Alessandro Barbero su “D’Annunzio politico, il corporativismo medievale e la democrazia comunale”.
Interruzione alle 12,30 con la sorpresa di cui parleremo tra poco – la parte rivolta al futuro – per riprendere alle 14,30 con quattro temi anch’essi sorprendenti.

Dopo l’interruzione interverranno Marisa Montesano su “D’Annunzio ‘folklorista’” e Silva Ronchey su “D’Annunzio e Bisanzio”; Alessandro Scafi su “’Divinità del canto!’ Il preludio dannunziano al poema sacro di Dante” e Carlo Cresti su “Il Medioevo nelle scenografie del teatro dannunziano”.
Un fuoco d’artificio di temi e studiosi con il botto finale della conclusione alle ore 18 dopo gli interventi. Detto questo sulle due sessioni resta da parlare della “sorpresa” nell’intervallo, e qui è di scena il futuro con la modernità.

Sarebbe stato sbagliato pensare che fosse assente in un’iniziativa che sembra volta al passato più lontano, quello dei “secoli bui”: infatti ci sono novità anche su questo fronte, di carattere molto pratico.
Lo Studio scientifico dei manoscritti e la conoscenza dei visitatori
Nell’intervallo saranno presentate due iniziative. Per la prima verrà firmata anche la relativa convenzione, si tratta dell’utilizzazione delle più moderne tecnologie del RIS – il Reparto Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri che scende in campo normalmente nelle indagini sui delitti più misteriosi – nello studio delle carte dannunziane.

Così si potranno portare alla luce i ripensamenti sotto le correzioni dei manoscritti per ripercorrere il processo creativo, si comincia con l’autografo della “Gioconda”. In tale lavoro si mobiliteranno il RIS e l’Università di Cagliari, e anche questo interesse della Sardegna va sottolineato.
La seconda iniziativa vede ancora il rapporto con le Università, al centro dell’attenzione del presidente Guerri, come la è comunicazione e l’attrattiva sul pubblico, che a seguito delle attività messe in atto si è accentuata con un aumento consistente di visitatori consentendo un adeguato autofinanziamento alla Fondazione, privatizzata di recente.

Sarà l’Università Ca’ Foscari di Venezia, con il dipartimento di management e il Corso di laurea Economia e gestione delle arti e delle attività culturali, a fornire elementi conoscitivi sui visitatori in base a uno studio già avviato per poter predisporre strumenti di monitoraggio in grado di dare indicazioni appropriate e aggiornate sulle migliori strategia di comunicazione e marketing,
Il passato nella storia medioevale, il futuro nella modernità, sotto il cielo del Vittoriale. L’apertura del museo “D’Annunzio segreto” e le statue di grandi scultori – dai due “Angeli” e il “Grande Annuncio” di Ugo Riva al “San Sebastiano” di Ettore Greco – nonché i dipinti in prestito di Sironi e Tzara, fino alla stagione all’Anfiteatro sono nuovi motivi di attrazione.

Si aggiungono a motivi consueti che costellano la multiforme, straordinaria espressione della personalità e della vicenda storica e di vita del Poeta che è la residenza sul Garda.
Visitandola si è presi da una suggestione indefinibile, e si capisce il senso delle parole che D’Annunzio usò sin dall’inizio: “Prendo possesso di questa terra votiva che m’è data in sorte, e qui pongo i segni che recai meco, le mute potenze che qui mi condussero”. Non capita altrove di provare un’emozione così intensa.
Photo
Le 12 immagini – aggiunte in questa ripubblicazione essendo saltate le originali – esprimono i motivi evocati nell’articolo, alternando 6 fotografie del Vittoriale con 6 dei manoscritti, e sono inserite a solo scopo illustrativo, senza intento economico, pubblicitario e altro, Sono tratte dai siti seguenti, riportati in ordine di collocazione nel testo, si ringraziano i titolari precisando che se la pubblicazione di qualcuna di esse non fosse gradita, basta segnalarlo nella parte dei Commenti e verrà subito eliminata. Ecco i siti: vittoriale 2, rai news, finarte, corriere di brescia, anca aste, garda post, asta 0046 autografi e manoscritti, corriere di brescia, aste bolaffi, garda post, galileo auctions. Di nuovo, grazie a tutti.
