di Romano Maria Levante
Questo articolo segue il precedente e conclude l’esposizione di un’ampia serie di interrogativi sulla situazione politica ed economica, interna ed internazionale. E’ il caso di precisare che non c’è nulla di presuntuoso, né tanto meno di prevenuto – almeno nelle nostre intenzioni personali – in questa forse pedante successione di “perché”, evidenziati in corsivo con una inedita eccezione, mai fatto così nella nostra milizia giornalistica di lungo corso. Più che una esposizione si può forse considerare uno sfogo suscitato dall’ascolto di tantissimi “talk show” televisivi, oltre alle notizie giornalistiche e parlamentari; il nostro stupore nasce dal fatto che le visioni unilaterali – non solo legittime ma ugualmente rispettabili – lasciano aperte delle domande pressanti a cui invece donon vengono date delle risposte, quali che esse siano, senza lasciare vuoti incomprensibili.

Nell’articolo precedente siamo partiti da lontano, dal Manifesto di Ventotene, celebrato come una icona, mentre pur nella sua meritoria intuizione federalista ha oscurato i meriti del suo estensore che ne sconfessò l’impostazione rivoluzionaria e non democratica pur nei meriti della visione profetica, che Altiero Spinelli, quasi ignorato, portò avanti nel Parlamento italiano e soprattutto europeo con un ancoraggio sinceramente democratico. Dopo i “perché” sul Manifesto di Ventotene, i “perché sul “caso Almasri”, ben più inquietanti, dato che non riguardano interpretazioni opinabili, ma un evento rilevante per l’interesse nazionale e per il nostro governo, con la presidente del Consiglio, il suo principale sottosegretario e due importanti Ministri addirittura denunciati al Tribunale dei Ministri. Al termine un nostro impertinente “excursus” sulla comunicazione dei talk show televisivi che ha suscitato tanti “perché” cui vorremmo una risposta dai soggetti da noi evocati.
In questo articolo conclusivo completiamo gli interrogativi andando oltre i due “episodi” ora ricordati, molto significativi ma limitati nel tempo e nella materia. I nuovi “perché” nascono dai temi cruciali a livello internazionale e nazionale, che richiedono delle risposte, dinanzi a sorprendenti omissioni o peggio. Si va da Gaza alla manovra economica – la “legge di bilancio” – fino al modo in cui viene trattata la figura della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dal dileggio alla denuncia alla Corte internazionale, fino a nascondere evidenze positive. Perché? .

Gaza
Un rapido accenno introduttivo alla situazione della striscia di Gaza – prima dell’Accordo di pace – sottoposta per due anni a devastanti bombardamenti da parte di Israele, dopo che il 7 ottobre 2023 le milizie di Hamas, che “governava” Gaza, in una incursione terroristica massacrarono 1200 civili israeliani indifesi, tra cui circa 400 giovani uccisi mentre erano in festa a un “rave”, e altri 800, con tanti bambini, massacrati ferocemente nelle loro abitazioni, con 250 inermi sequestrati con crudeltà. La reazione israeliana non è stata solo una ritorsione all’assalto terroristico, ma una vera guerra contro l’organizzazione che governava Gaza e intendeva eliminare Israele.
Il massacro del 7 ottobre è stata l’”escalation” di una azione continua da anni con razzi che avevano costretto a blindare le abitazioni israeliane; di qui l’intento di Israele di “eliminare” Hamas prima di essere eliminata. L’azione militare prescelta – i devastanti bombardamenti per due anni invece dell’azione di terra immediata con ultimatum di consegnare gli ostaggi e disarmare, e ordine di evacuazione se ultimatum respinto – può essere valutata negativamente, ma non l’intento di eliminare Hamas, organizzazione da condannare come sono da criticare i paesi che non hanno favorito l’evacuazione. Di qui nascono tanti interrogativi, ne evidenzieremo alcuni più evidenti. Il più generale: perché nelle manifestazioni sulla guerra devastante a Gaza non si è vista nessunissima, va ripetuto nessunissima, bandiera della pace, quando è la pace da invocare nella regione? A questo si collega l’interrogativo: perché esporre una infinità di bandiere palestinesi, le stesse sulla divisa delle bande terroristiche di Hamas all’origine della guerra con il loro massacro del 7 ottobre?

Quest’altro interrogativo riguarda un aspetto ben noto: avanzata: perché esporre quasi in testa a un corteo – senza che i partecipanti lo abbiano fatto rimuovere – lo striscione che definiva il 7 ottobre come atto legittimo di “Resistenza palestinese”, cui si sono aggiunti striscioni “Dal fiume al mare” per l’eliminazione dello Stato di Israele, confermato da cori con queste parole contro Israele? Ma c’è altro da domandarsi e a cui rispondere: Perché negli striscioni e nei cori si accusa in modo ossessivo Israele di “genocidio”, mentre la sua guerra è difensiva; e non può volere il genocidio di palestinesi uno Stato che ne ha nella sua popolazione 2 milioni sui 10 complessivi, quindi un quinto del totale che partecipano alla vita civile e politica anche con rappresentanti in Parlamento? A parte l’offesa a chi ha subito il vero genocidio con 6 milioni di ebrei sterminati? E ancora, perché considerare “sproporzionata” la reazione rispetto ai 1200 morti del 7 ottobre, ignorando che è stata dichiarata guerra per difendere la propria sopravvivenza rispetto a una “escalation” che ne minacciava l’esistenza data l’intenzione espressa ?
Ancora, ci chiediamo perché il umero di vittime a Gaza venga attribuito esclusivamente a Israele e non anche al fatto che i soli 2 milioni di abitanti della striscia di Gaza non hanno voluto – come avviene invece nelle guerre – o potuto evacuare impediti dall’interesse di Hamas a tenerli come scudi umani, come dichiarato da suoi esponenti del valore del loro “sangue, e forse di più, dall’indisponibilità ad accoglierli dell’Egitto degli altri paesi “amici” arabi con tanto spazio e tanti capitali dei ricchissimi Emirati, mentre la sola Polonia ha accolto 2 milioni di Ucraini, come l’insieme degli abitanti di Gaza? E perché nessuna manifestazione per le vittime in Ucraina dopo la vera aggressione della Russia, senza la motivazione di Israele, e anche lì con tante vittime di donne e bambini così propagandati nei filmati e numeri forniti artatamente dall’Ufficio sanitario di Hamas e diffusi quotidianamente nelle case per due anni con l’effetto sulla sensibilità di tutti esploso nelle manifestazioni? Perché oltre 1 milione di morti in Ucraina, e 20 mila bambini sequestrati e portati in Russia non suscitano reazioni, mentre per Gaza si mobilitano le piazze?

Da ultimo, ci chiediamo: perché l’elevato numero di vittime a Gaza viene attribuito esclusivamente a Israele e non anche al fatto che i soli 2 milioni di abitanti della striscia di Gaza non hanno potuto evacuare, forse perché impediti dall’interesse di Hamas a tenerli come scudi umani, come dichiarato da suoi esponenti del valore del loro “sangue, e forse di più, dall’indisponibilità di accoglierli dell’Egitto e degli altri paesi “amici” arabi con tanto spazio e tanti capitali dei ricchissimi Emirati, mentre la sola Polonia ha accolto 2 milioni di Ucraini, come l’intera Gaza?.
Ma fino a qui le risposte possono essere scontate, data la ripercussione che ha avuto sull’opinione pubblica, non solo italiana, il quotidiano “bombardamento” di immagini desolanti e disperate, tra vittime e affamati, con una inistenza dolorosissima sui bambini, cui non poteva non seguire l’universale esecrazione contro Israele, colpevole di massacri e distruzioni, ma – lo ripetiamo – obbligata a reagire per la propria esistenza anche se con gravissimi errori in un’azione militare per due anni attraverso bombardamenti disastrosi. Lo abbiamo già detto, vogliamo ribadirlo ancora, anche noi condanniamo Israele, ma assolutamente no di “genocidio”, bensì di errori militari colpevoli per aver determinato stragi e distruzioni a Gaza.

Ripetiamo questa premessa per ricordare anche gli interrogativi sulle manifestazioni oceaniche Pro Pal, apparse comunque eccessive. Perchè tanta veemenza e accanimento solo contro Israele, accusato negli striscioni di “genocidio” con l’invito a liberare la Palestina “dal fiume al mare” eliminando lo stato di Israele. Mentre nessuna manifestazione e neppure protesta per le vittime di venti volte maggiori come numero nella guerra in Ucraina, con l’eroica resistenza degli ucraini cntro gli aggressori russi: perchè nessun appoggio ai primi, nessuna condanna dei secondi a livello di manifestazioni popolari, dove soltanto bandiere palestinesi pro-Hamas e ncontro Isreele e nessuna bandiera pro Ucraina e contro la Russia.
Una ripetizione, di cui ci scusiamo, giustificata dall’attualità recentissima, che ci impone questo necessario aggiornamento. Si tratta dell’arresto del Presidente degli Amici della Palestina, per ora con altre 8 persone, con l’accusa di ditottare verso Hamas i fondi raccolti per assistere la popolazione palestinese in condizioni così disperate e bisognosa di ogni aiuto, si parla di 7 milioni di euro. Le indagini hanno accertato anche contatti inquietanti con altre strutture islamiche, come l’Iman di Torino, di recente internato per l’espulsione decretata dal Ministero dell’Interno – e poi revocata dalla magistratura – per le gravi affermazioni di giustifcazione del massacro del 7 ottobre da parte di Hamas, rivelatrici di pericolose collusioni. Pur se siamo ancora nella fase delle indagini, quindi da garanisti dobbiamo aspettare le conclusioni, non possiamo non trovare già qualche risposta agli interogativi che abbiamo posto sulle sorprendenti manifestazioni Pro Pal, la cui “spontaneità” ha suscitato i perchè? che abbiamo eidenziato in corsivo.

Ebbene, il personaggio centrale dell’inchiesta sui rilevanti finanziamenti illeciti ad Hamas – dirottati dalle offerte caritatevoli per la popolazione palestinese – era ovviamente molto impegnato nelle manifestazioni Pro Pal, come altri della stesa cricca, così si spiegano le tnnte bandiere di Palestina-Hamas, gli striscioni pro 7 ottobre e contro il “genocidio” denunciato in modo ossessivo, e le pur spontane partecipazioni di intere famiglie impietosite dal lavaggio del cervello per due anni con immagini e servizi televisivi a senso unico, senza dubbio costruiti da Hamas e i suoi uffiic ed operatori, gli unici ammessi alla Striscia di Gaza.
In questo sviluppo investigativo inatteso, che fa pensare a cellule di Hamas in tante città italiane ed europee, per noi si trova la risposta a tanti perchè? prima avanzati, ma di certo gli oppositori a questa tesi non concorderanno e avranno delle loro risposte differenti, che attendiamo pronti a prenderne atto se convincenti. Ma un nuovo interrogativo vogliamo avanzarlo, ora che tutto appare chiaro, anche se sembrerà provovcatorio. Perchèn non ci si è accorti che alla base della mobilitazione esasperata non potevano che esserci infiltrazioni, non soltanto nei finali violenti e aggressivi verso le forze dell’ordine finali, ma in tutto l’esasperazione evidente nella sua portta assolutamente esagerata rispetto alle tante nequizie nel mondo, vicne anoi, e che hanno lasciatio indifferenti? E perchè ignorare cià che è stato documentato, l’organizzazione della Flottiglia falsamente umanitaria da parte di sidentificati seguaci di Hamas?

Fino al nostro interrogativo conclusivo: perchè dopo l’Accordo di pace a Gaza – non approvato dai nostri “fondametalisti” in Parlamento, e festeggiato da ambedue le parti in conflitto – si sottolimeano i pur dolorosissimi 400 morti in 3 mesi per incidenti nella 1? fase, come se l’accordo fosse fallito, dimenticanco che prima in 3 msi c0erano quasi 9.000 vittime, a stare ai dati super citati, oltre 20 volte e ora ignorati, come si ignorano o almneno trascurano le vittime vittime 20 volte maggiori in Ucraina rispetto ai 70 mila denunciati a Gaza, soltato il vituperato Trump lamenta o 5.000 morti a settimana nellaguerra ucraina, da arrestare.
La manovra economica 2025
Il passaggio da Gaza alla Manovra economica della “legge di bilancio” è meno acrobatico di come possa sembrare. Diciamo questo, dato che in alcune manifestazioni le due proteste si sono abbinate, o accavallate, come dimostrano i numerosi cartelli e striscioni con scritto in tutte maiuscole a grandi dimensioni “Blocchiamo tutto”, e i tentativi di bloccare effettivamente autostrade e ferrovie, un porto e una stazione dei più importantici sono stati eccome, provocando gli inevitabili scontri con le forze dell’ordine in tenuta antisommossoa, che hanno avuto tanti feriti, mentre i violenti sono rimasti indenni per la cautela esercitata nel reprimre i disordini, scudi e nei casi più accesi, idranti, qualche manganellata soltanto difensiva e di contenimemto per evitare sviluppi pericolosi. E qui gli interrogativi sono semplici ma incisivi.

Il primo: perché tanto accanimento contro una manovra economica ritenuta leggera e poco efficace, quindi non tale da colpire, come sembrerebbe dalla violenza delle reazioni, anche se con poche elargizioni data la lungimirante scelta di risanare i conti pubblici? E poi, perchè non riconoscere che il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti – voluto dalla presidente Meloni perchè ne conosceva il rigore – ha fatto “l’impossibile” con la Manovra economica “all’insegna della prudenza e non dell’austerità” – sono le sue parole – in perfetto equilibrio pur proseguendo nell’alleggerimento fiscale delle due manovre prcedenti sui redditi da lavoro, anche se necessariamente modesto ma nella giusta direzione, e in misure per le imprese ritenute efficaci ed approvate dalla Confndustria?
Citiamo il contenuto dell’ultimo emendamento per 3,5 milioni di euro destinati alle imprese per importanti incentivi: la cosuiddetta “Transizione 5,9 , gli incentivi alle Zone Economiche Speciali per il rlancio degli investimenti in tali terrirori il fondo per i materiali nell’ediizia, gli iperammortamenti. e altro ancora. Le nuove coperture inccepibili, non coinvolgonole famiglie, vegono da Banche e Assicurazioni e dai fondi per il primo anno dei lavori per Ponte sullo Stretto, lavori rinviati per l’intervento della Corte dei Conti che richiede precisaazioni e forse adempimenti prima impreviti. Veramente, come ha osservato il Ministro dell’Economia e delel Finanze Giancarlo Giorgetti, “si è fatto l’impossibile”, e non c’è che da prendere atto che questa volta lo si è fatto per raggoingere l’equilibrio.

Considerando anche gli ultimi miglioramenti della Manovra ora esposti, perchè non hanno provato tutti, come noi, i brividi dinanzi alla definizione, in veste ufficiale, della leader del maggiore partito di opposizione, secondo la quale “questa manovra economca è la peggiore nella storia del nostro Paese”? E, di conseguenza, perchè non condannare quella che nella sua evidenza indiscutbile sembra sua dichiarata preferenza per le manovre economiche antiche e recenti responsabili dell’indebitamento record che opprime da anni il nostro Paese, fino a portarlo all’orlo della bancarotta – ora provvidenzialmente scongiurata – facendo temere che se vincesse le prossime elezioni riporterebbe l’Italia sul baratro?
In relazione al quadro economico del Paese, nelle difficoltà ma non nella indigenza – se non nel numero purtroppo persistente di bisognosi da aoitare con le provvidenze del caso – perchè non provare un altro brivido, come quello che abbiamo sentito noi, dinanzi all’affermazione che “gli italiani hanno il frigorifero vuoto” della medesima leader dui opposizione, qaando la Concommercio sima in 10 miiardi di euro le spese natalizie e in 200 euro a persona le spese per i regali?, mentre anche le aspettative dei consumatori e degli imprenditori volgono al meglio? E con tali denigrazioni, non si danneggia l’Italia rispetto agli altri paesi?

In collegamento con questo interrogativo, perché demonizzare una manovra che invece ha messo a posto i conti dello Stato per far uscire dalla dannosa procedura di infrazione dell’UE con uno spread sceso a 60 euro – un terzo rispetto agli oltre 200 punti all’evanto del governo, e inconfrontabile con i 550 euro che provocarono la caduta dell’ultimo governo Berlusconi e l’emergenza del governo Monti di unità nazionale contro il dissesto irreparabile, con la sua tassazione pesantissima – con riduzione radicale della spesa per interessi sui 400 miliardi di euro di debiti rinnovati annualmente, e il favore dei mercati internazionali con la promozione delle Agenzie di Rating, fattori molto vantaggiosi per l’economia del nostro paese, quindi per tutti?
E perchè non si cita il record della Borsa italiana, con un + 30% nell’anno. segno di salute, e almeno non di cresi, profonda, del sistema produttivo e finanziario? Pur nella prolungata stasi produttiva.E anche: perché si demonizzano i ridotti aumenti salariali derivanti dal modesto ritocco delle imposte sul lavoro, mentre con il risanamento dei conti si pone la premessa per un maggiore incremento nella prossima manovra economica, in un equilibrio finanziario ricostituito con i sacrifici di quest’anno e maggiori risorse, per la fine del peso di 40 miliardi dovuto al Superbonus edilizio?

L’insistenza ossessiva sulla bassa crescita attuale pone altro interrogativi: perché attribuire al governo la responsabilità dei prezzi del “carrello della spesa” e delle basse retribuzioni, quasi si fosse nella pianificazione dell’URSS che fissava prezzi e salari e portò la Russia al disastro economico? Perché non capire che, a parte il protrarsi da tanti anni per la scarsa produttività, proprio il risanamento dei conti con l’uscita dalla procedura di infrazione ha fatto “stringere la cinghia” quest’anno come premessa per il rilancio anche sulla spinta dei mercati dalla prossima legge di bilancio? E quando si parla della povertà, perchè non si considera che la spesa per previdenza e welfare, rispetto al PIL ha una incidenza record tra gli altri paesi?
Sono interrogativi che nascono anche dall’altrettanto ossessiva insistenza sull’”aumento della pressione fiscale”, nel raffronto del gettito delle imposte al Pil. Perché non si considera che non ci sono stati aggravi di imposte, anzi l’inverso salvo dettagli, e il dato dipende dalla stasi del PIL e il positivo aumento del gettito fiscale per la maggiore occupazione e per l’emergere della evasione e del sommerso? E poi, perchè si minimizza l’importanza dell’occupazione a livelli record, con la disoccupazione al 6% – vicina al minimo “frizionale” rintenuto dagli economisti fiisologico – con l’aumento di 1.200.000 in 3 anni di governo, quando l’antica promessa elettorale di Berlusconi di 1.000.000 di nuovi posti di lavoro nei 5 anni di legislatura, sembrò una irraggiungibile quanto ingannevole chimera? Per di più quando i risultati attuali vedonogli occupati la grand e maggioranza a tempo indeterminato, con le donne sempre più impegnate nel lavoro?

E, pur se si può comprendere l’accanimento oppositivo, pertchè imputare l’aumento a “lavoro povero” e per gli ultra conquantenni, quasi fosse meglio che il lavoro non ci fosse affatto, tanto più in una età senza alternative? Venendo confermato l’aumento dell’età pensionabile oltre i 67 anni – pur con un piccolo rinvio rispetto alla Legge Fornero. aborrita dalla Lega – perchè ingigantirne l’entità, si tratta di nessun aumento nel 2026, 1 mese nel 2027 fino a 3 mesi nel 2028, quindi in pensione a 67 anni e 3 mesi, salvo anticipi per i lavoti usuranti e qualche agevolazione in meno.. Come anche, perché impuntarsi sul rapporto tra spesa sanitaria e PIL e non considerare anche il dato relativo al livello di dotazione per singolo abitante, sensibilmente aumentato? ancora, perchè non considerare che le intollerabili “liste d’attesa” per analisi anche urgenti – giustamente denunciate anche nei “talk show” televisivi non antigovernativi, come “Fuori dal coro” – dipendono anche dall’inefficienza della sanitò soprattutto in certe regioni, che hanno la competenza organizzativa, e il governo si è impegnato a correggere queste inammissibili carenze anche intervenendo sulla normativa e sulle convenzioni con privati?
Ma tornando all’equilibrio dei conti economici raggiunto con la Manovra, perchè non viene sottolineato che l’uscita dalla procedura di infrazione con un anno di anticipo, non solo ci assicura la stabilità in positivo del Rating e dello spread, magari in ulteriore flessione, con l’alleggerimento dell’onere annuale derivante dall’indebitamento record del passato, ma ci consente di accedere agli eurobond europei – un debito che non fa carico su di noi e si rimborsa in 45 anni – sia per le aggiuntive spese per la difesa nell’adempimento agli obblighi con la Nato., accedendo al cosiddetto “Save”, altrimenti precluso? E ancora, stando ai recentissimi nuovi impegni, perchè non si sottolinea che si potrà accedere al debito europeo anche per la difesa dell’Ucraina nei prossimi 2 anni, pari ai 90 euro complessivi decisi nell’ultimo Consiglio di Bruxelles al posto dell’uso pericolosissimo per noi degli “asset ” russi, per l’azione vittoriosa, insieme ai soli Belgio e Francia, svolta dalla presidente del Consiglio Meloni contro i vetici dell’UE, la Germania, contraria anche agli eurobond, la Polonia e i paesi del Nord Europa, nell’indifferenza di altri paesi meno esposti dell’Italia , che rischiava la confisca delle circa 300 imprese operanti in Russia ?. Ne parleremo in concusione del 4° e ultimo articolo che pubblicheremo domani, in fondo è la grande buona notizia pre natalizia, insieme al riconoscimento da parte dell’UNesco della Cicina italiana nel suo complesso come Patrimonio dell’umanità, anche di questo parleremo per concludere l’anno in modo positivo.

Info
Gli interrogativi su Gaza sono desunti dai nostri ampi articoli pubblicati in questo sito nel 2025, e precisamente: “La guerra di Israele con Gaza, . 1. L’accanimento contro Israele, alterando la realtà; “.…2. L’accanimento contro Israele e contro la Meloni”, usciti rispettivamente il 24 e 27 ottobre, sempre del 2025. La Menovra economica di fine anno, invece non è strata trattata in articoli prcedeti. Gli articoli citati sono stati condivisi, con ampi Post introduttivi, nella pagina di Facebook intitolata all’autore. “Romano Maria Levante”, nei giorni della loro pubblicazione su questo sito.
Photo
Le 14 Immagini forniscono una rapidissima sintesi dei due eventi, molte altre illustrazioni su Gaza sono inserite nel testo dei relativi articoli sopra citati ai quali si rinvia. Le immagini sono state tratte dai siti web di pubblico dominio di seguito citati, e inserite a puro scopo illustrativo senza intenti di natura commerciale o pubblicitaria, si ringraziano i titolari per l’opportunità offerta; qualora il titolare di qualche sito non approvasse l’inserimento di talune immagini, saranno subito eliminate su semplice richiesta avanzata nello spazio dei Commenti. Ecco i siti, nell’ordine di inserimento delle immagini: quotidiano.net; contropiano, l’osservatore romano, internazionale, rai news, valigia blu, emergency, terrasanta, la sicilia; la stampa, il messaggero, corriere della sera, istagram, la repubblica. Di nuovo grazie a tutti. In apertura, La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, tra i due vice-presidenti Salvini e Tajani,con il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, artefice della “Manovra econimica per il 2026. Seguono 8 immagini su Gaza. Immagine-simbolo della desolazione dopo un bambardamento istaeliano su Gaza, e Immagine-simbolo della disperazione dopo un bambardamento istaeliano; poi, Immagine-simbolo della fame dei Palestinesi di Gaza, e Immagine -simbolo. di ina delle tante manifestazioni in Italia, Pro Pal, contro Israele; quindi, mmagine-simbolo della distruzione a Gaza prodotta dai bombardamenti israeliani, e Immagine-simbolo dei campi profughi per la popolazione di Gaza rimasta senza tetto; inoltre, Immagine-simbolo della festa dei Palestinesi nella striscia di Gaza alla notizia dell’Accordo di pace, e Immagine-simbolo della festa in Israele, alla notizia dell’Accordo di pace con liberazione degli ostaggi. Le successive 5 immagini sono sulla Manovra economica per il 2026, cui si aggiunge l’immagine di apertura. Il valore delle ultime Leggi di bilancio, con l’avvertimento che va corretto il dato della Legge dl bilancio 2026 per l’aggiunta, nelle ultime fasi di definizione, di 6,2 miliardi di euro che hanno portato il valore dai 16 miliardi del prospetto ai 22,2 miliardi definitivi, e Un quadro indicativo della Manovra economica 2026, dopo il via libera della Ragioneria di Stato; poi, Una rappresentazione grafica degli impegni finanziari della Manovra economica 2026, e Un grafico del principale obiettivo e risultato della Manovra economica 2026; in chiusura, Il Ministro dell’Economnia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, artefice della Manovra economica, allarga le braccia, ha affrontato “questioni impossibili” all’insegna “della prudenza e non dell’austerità”

allarga le braccia.ha affrontato “questioni impossibili” all’insegna “della prudenza e non dell’austerità”