I tanti “perchè?” del 2025, 4. Giorgia Meloni, il sindacato Cgil e il “Poker d’assi” finale

di Romano Maria Levante

Si conclude la nostra carrellata di fine anno sui tanti perchè? emersi nei principali eventi del 2025, soprattutto per come sono stati commentati nelle diverse sedi, spesso con alterazioni faziose e omissioni inammissibili che hanno distorto le polemiche nelle quali non sempre si sono rispettate le regole di un confonto corretto di opinioni e concezioni sempre rispettabili se non mistificatorie. Per sottolineare questi rischi abbiamo dedicato il 2° dei quattro articoli ai “talk show” politici sulle principali Reti televisive , alcuni al limite dell’ammissibilità in una corretta comunicazione giornalistica. Gli altri due articoli sono stati dedicati agli interrogativi rimasti aperti su importanti temi, il 1° sul “Manifesto di Ventotene” e il “Caso Almasri” – che hanno animato la prima parte dell’anno – il 3* su ” Gaza” e la “Manovra economica per il 2026” della seconda parte del 2025.

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Giorgia Meloni saluta i partecipanti alla giornata conclusiva della kermesse di “Atreju”,
al termine del suo atteso intervento di chiusura, domenica 14 dicembre 2025

Questo 4° articolo conclusivo contiene l’ultima serie di interrogativi, ci sembrano leggeri perché attengono, più che alla sostanza dei contenuti, agli atteggiamenti e alle alterazioni che la polemica politica spesso compie. E ci riferiamo  in primo luogo alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Cominciamo subito con l’accusa  ormai unanime di oppositori, non solo politici ma anche presunti indipendenti, come giornalisti e opinionisti. Si tratta dell’accusa di reagire agli attacchi per vittimismo, divenuta ossessiva, lanciata ad ogni sua risposta, pur con l’accusa concomitante di non accettare il confronto perché non tiene conferenze stampa. E non dovrebbe replicare agli attacchi in quanto rappresenta il Paese, quindi tutti.

Ma perché non considerano, invece, che deve replicare, proprio per questa sua posizione istituzionale, alle accuse lanciate anche in qualificate sedi internazionali, come quella che il suo governo è una minaccia per la democrazia e la libertà, collegandolo perfino all’attentato al giornalista Sigfrido Ranucci  da parte della leader dell’opposizione nel Congresso  del suo partito europeo all’estero? Ancora: perché non dovrebbe replicare all’accusa al governo italiano di “complicità in genocidio” presentata  dai due leader “italiani” del secondo  partito della sinistra e resa pubblica a Montecitorio, e non ci si rende conto che la foto “celebrativa”, addirittura con i cartelli accusatori, è agghiacciante perchè volta a discreditare le nostre massime istituzioni Passando a un altro grave episodio dello stesos segno, perché non doveva replicare all’insensato deferimento al Tribunale dei ministri per un atto politico come la soluzione del caso Almasri in cui il governo ha agito nell’interesse del Paese, come abbiamo cercato di documentare nei perchè del 1° articolo oltre che nall’articolo apposito?

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Gli on. Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, leaders del partito AVS, Alleanza Verdi e Sinistre,
nella Camera dei Deputati esibisccno il cartello con la denuncia del governo italiano
alla Corte Penale Internazionale, per “complicità nel genocidio”a Gaza

Andando più indietro nel tempo, perché non doveva rispondere a tono al noto scritore autore del monologo celebrativo di un recente 25 aprile da trasmettere sul Servizio pubblico, poi non andato in onda forse per motivi economici, ma da lei pubblicato perchè veniva considerata censura? E perchè non si è tenuto conto della estrema gravità dell’accusa rivoltale dallo scrittore, dopo aver evocato non la Liberazione ma le nequizie del fascismo, di “proiettare un’ombra  fosca sulla democrazia del nostro Paese”? Aggiungiamo un altro interrogativo: perché non è stato contestata la successiva accusa dello stesso di farne un bersaglio con la sua replica, quando era stato lui  a fare di lei  un bersaglio per qualche individuo debole che volesse ergersi a difensore della democrazia con atti di violenza contro chi la minaccia?  E perché gli oppositori usano contro di lei termini disgustosamente offensivi, quali “vile”, “codarda”, “menzognera”, “coniglio”, “asservita”, lo fanno gli stessi leader dell’opposizione in Parlamento, altri “zerbino” e simili, e anche  peggiori -“ complice di genocidio” tra questi – mai usati verso altri Presidenti del Consiglio, forse perché è una giovane donna, tanto che si è giunti a chiamarla addrittura “cortigiana”?

Ma passiamo alla sottovalutazione, che diventa  demonizzazione,  degli aspetti ritenuti più vantaggiosi per il Paese della sua presenza spesso prestigiosa. Perché la predilezione per lei di Trump, il Presidente degli Stati Uniti, il più importante alleato dell’Occidente, viene svilita con termini quali “asservimento”,“subordinazione”, “vassallaggio”, fino – lo ripetiamo – a “cortigiana”? E soprattutto, perché è stata alterata in modo  intollerabile la sua presenza alla solenne cerimonia per la firma dell’Accordo di pace per Gaza, dove era l’unica donna  tra i 20 rappresentanti dei maggiori paesi del mondo  seduti  dietro ai  firmatari, citando soltanto il complimento “sei bellissima” di Trump per di più degradato come “sessista”? E, collegati a questa domanda due  interrogativi ancora più incisivi- Il primo: perché è stato riportato  solo il complimento estetico espresso nella fase  informale e terminale dell’incontro, per di più senza l’apprezzamento politico ad esso collegato, con le parole “L’Italia. Abbiamo una donna giovane e bellissima, non ti dispiace se dico che sei bellissima.? ……. Grazie davvero di essere qui. Lo apprezziamo molto, voleva essere qui, è una politica veramente rispettata e di successo”. Si è ironizzato considerandolo “sessista”, quindi l’interessata è stata addirittura criticata perchè avrebbe dovuto respingerlo!; non tenendo conto neppure che Trump, in quella fase del tutto informale, si è complimentato usando toni scherzosi con tutti.

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La foto finale dei partecipanti alla cerimonia della firma dell’Accordo di Pace per Gaza
a Sharm El Sheick il 13 ottobre 2025, in 1^ fila i 4 firmatari, in 2^ fila i 20 capi di governo invitati

E ora il secondo interrogativo  ancora più rilevante dato che l’alterazione è ben più grave: perché è stato totalmente ignorato, anzi cancellato  il riconoscimento fatto da Trump soltanto alla Meloni –  anzi all’Italia, fatto ben più rilevante – tra i 20 capi di stato e di governo invitati per contribuire alle fasi successive dell’Accordo di pace. nel momento culminante, appena prima della firma, della solenne cerimonia quando ha detto solo a lei  come rappresentante dell’Italia, esplicitamente citata: “Ecco l’Italia. Una forte leader sta facendo un ottimo lavoro. Stai facendo un ottimo lavoro. Grazie”. Perchè oscurarla, anzi ometterla, anche nella meditata e documentata ricostruzione dell’anno di Trump da parte del bravo co-conduttore di “Taganà”, che ha riportato soltanto il complimento come “bellissima”, nulla dell’apprezzamento a lei e all’Italia, anche se su “La 7” non sorprende di certo?

E, a seguire, perché non poteva replicare alla scomposta accusa cui si è già accennato, che collegava l’attentato al giornalista d’inchiesta Sigfrido Ranucci al suo governo “delle destre”?   Ancora, perché è  stata demonizzata per la sua replica alla mancata approvazione in Parlamento da parte della sinistra del Patto di Pace per Gaza, con l’espressione che si è dimostrata “più fondamentalista di Hamas”, sottolineandone  la pervicacia nell’errore ma non parificandola ai terroristi come insstentemente si è ripetuto alterando la realtà?   E infine, ma si potrebbe continuare a lungo dopo questi pochi esempi, perché la si rimprovera di comportarsi da capopartito mentre essendo Presidente del Consiglio  dovrebbe rappresentare tutti, quando proprio per questo deve difendere l’immagine del ?aese macchiata dalle accuse di antidemocrazia, limiti alla libertà, inesistenti, con i “talk show” politici in Tv, oltre alla grande stampa, sono quasi tutti, come dinostrato nel 2° articolo, ostili a lei e al suo governo?.

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Il momento della firma a Sharm El Sheick dell’Accordo di pace per Gaza, da parte dei 4 in prima fila, dietro i 20 rappresentanti dei maggiori paesi, tra cui la Meloni al centro, invitati a partecipare

La CGIL del Segretario generale Maurizio Landini

Ci avviciniamo alla conclusione di questa lunga telenovela di interrogativi, che esprimono, mediante i perchè? evidenziati in corsivo, lo stupore dinanzi a posizioni di cui non si comprende la razionalità, ma soltanto la legittima motivazione politica legata a una prevenzione senza rapporto con la realtà. E’ il turno di Maurizio Landini, segretario generale della Cgil – il maggiore sindacato di sinistra – che nella sua opposizione politica ha isolato l’organizzazione dalle altre due, la Uil ex socialista, e la Cisl, ex democristiana su posizioni centriste.

Non torniamo sull’epiteto di  “cortigiana” rivoltole da Landini, da lui ridimensionato, si fa per dire, a “componente la Corte di Trump” con le conseguenti accuse di asservimento,  né vogliamo ricordare  l’appello dal sapore eversivo alla ”rivolta sociale” dei suoi comizi. Neppure vogliamo entrare nella sua attività  sindacale contro la “Manovra economica” quasi fosse una forza politica, mentre latita l’azione sindacale nel rinnovo di contratti. O sono ritardatari o non vengono sottoscritti dalla sola Cgil anche se congrui nella situazione data, come dimostrano quelli di importanti comparti del settore pubblico, come la Sanità rinnovati senza la Cgil. E nella scomposta accusa al governo di opporsi al Salario mimimo, anche da parte della Cgil, perchè non si considera che ha firmato contratti perfino a poco più della metà dei 9 euro l’ora richiesti, addirittura a 5 euto; e che nel voto al Cnel i rappresentanti di altri sindacati, in particolare la Cisl, hanno votato contro il Salario minimo per una riconsiderazione generale dell’assetto contrattule proposta dallo stesso Cnel, l’organo costotuzionale a ciò destinato?

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Giorgia Meloni tra il presidente della Turchia Erdogan e l’Emiro del Qatar El Thani

Ci riferiamo ora alla imposta patrimoniale, evocata da Landini, con questa domanda: perché il limite di 2,5 milioni da lui indicato come quello oltre il quale scatterebbe un “contributo” dell’1,3%  viene fatto passare come reddito annuale, quindi molto elevato, mentre pur nei termini equivoci usati riguarda l’intero patrimonio, con immobili già tassati con la “patrimoniale” IMU, salvo la prima casa, depositi, ecc. ecc., quindi il ceto medio benestante e non i super ricchi, come sarebbe  se fosse reddito annuale e non viene sottolineato neppure da chi lo contesta? Aggiungiamo un solo episodio, la sua replica stizzita all’ironia della Meloni che, dinanzi all’annuncio dello sciopero generale del 12 dicembre, si è chiesta con ironia “chissà che giorno sarà?’, riferendosi al “venerdì” consueto negli scioperi sindacali, quasi per fare il “long week end”. Ha risposto piccato: “Ci vuole rispetto per i lavoratori, con lo sciopero perdono il corrispettivo di una giornata di lavoro”; anzi, completiamo noi, ancora di più, perdono 1/26 e non 1/30  della retribuzione mensile, perché si trattengono anche i ratei di ferie,  ecc. Il primo interrogativo riguarda lo sciopero generale contro la Manovra economica per il 2026, del 12 dicembre, periodo quasi prenatalizio, a manovra in stato molto avanzato. La Uil ha anticipato la propria iniziativa al 29 novembre, senza indire alcuno sciopero. .

Il nostro perchè? nasce dalla perdita di una giornata di retribuzione, che, ha detto Landini, pesa sulle finanze dei lavoratori. E allora, perché fare lo sciopero generale venerdì 12  e non una manifestazione con le stesse richieste  e proteste il giorno dopo 13  sabato, senza alcuna perdita di retribuzione per i lavoratori e senza danno per il Paese? La Uil ha tenuto la propria manifestazione il 29 novembre perchè è sabato, quindi non è stata dannosa nè per i lavoratori, che non perdono la retribuzione, e neppure per il Paese che non si vede bloccato nei principali settori. E al riguardo ci si chiede ancora:  perché ritenere più efficace lo sciopero quando non si tratta di colpire l’interesse del datore di lavoro, che deve cedere se prolungato per non rimetterci, ma l’interesse generale del Paese per il fermo della produzione e, nel venerdì, anche il flusso turistico per il week end scoraggiato dal blocco  delle  attività dovuto allo sciopero generale?. Cui prodest?

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Giorgia Meloni tra i ministri dell’Agricoltura e Sovranità alimentare Lollobrigida e della Cultura Giuli, mentre spingono il pulsante che accende le luci al Colosseo con la scritta che celebra il riconoscimento
dato il 10 dicembre 2025
dall’Unesco alla Cucina italiana, come Patrimonio dell’umanità

Ma l’interrogativo ulteriore ci sembra vada oltre, perché uno dei motivi dello sciopero generale è lo scarso aumento delle retribuzioni nella manovra, quasi fossimo nell’URSS di decenni fa quando i salari dipendevano dal governo, che in questo caso ha utilizzato la leva fiscale per quanto possibile date le scarse risorse. Allora, perché far rimettere, con la detrazione per lo sciopero.  ai lavoratori a più basso reddito fino a 30.000 euro lordi annui   l’intero aumento annuale  della manovra, circa 40 euro,  e per il ceto medio a 50.000 euro lordi annui. che sono nell’ambito dei 2500 eiuro mensili, almeno 3 mesi di aumento,  una specie di tassa sindacale di tipo politico, senza risultati per .. i tassati?

Riguardo allo sciopero generale della Cgil, un interrogativo irriverente lo riportiamo senza alcuu intento provocatorio, per proseguire con un sorriso questa maratona forse pedante, ma che nei quattro articoli ha evidenziato fior da fiore, si fa per dire, le più varie questioni politico- economiche nazionali e internazionali. E non poniamo nuovi “perché?”, ma ci permettiamo di chiedere rispettosamente, non a Landini – che non ha presieduto i cortei dello sciopero nella capitale ma a Firenze –  bensì ai  partecipanti al grande corteo romano con cui è culminato lo sciopero generale, le loro impressioni nel manifestare qyel giorno contro il governo.

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Il Colosseo con l’illuminazione tricolore e sopra la scritta celebrativa del riconoscimento dell’Unesco

Come si sono sentiti passando davanti al Colosseo che due sere prima era inondato da una festosa luce tricolore con sopra al monumento una grande scritta luminosa inneggiante al grande riconoscimento conferito dall’Unesco nell’antivigilia dello sciopero generale, alla “Cucina italiana prima nel mondo”, come Patrimonio dell’umanità? . Il riconoscimento è stato assegnato all’unanimità – con 60 voti su 60 – a Nuova Delhi, la capitale della lontana India, dopo che il nostro governo ha lanciato la candidatura nel marzo 2023, pochi mesi dopo il suo insediamento, e ha fatto “squadra”. Perchè non riconoscere l’impegno vincente dei due ministri forse più bistrattati, Lollobrigida per l’Agricoltura e la Sovranità alimentare, Giuli per la Cultura, in un campo così importante ottenendo un rilevo mondiale molto positivo per lo sviluppo del settore e per il turismo? E nel corteo, come si sentivano nel porsi in controtendenza rispetto all’importante riconoscimento internazionale all’azione del governo, attaccandolo aspramente per la Manovra economica pur se ha dedicato parte delle risorse ai lavoratori?

Il corteo non è giunto nella zona dei giardini di Castel Sant’Angelo, dove domenica 14 dicembre, due giorni dopo lo sciopero generale, si è conclusa la grande kermesse annuale del partito di maggioranza, “Fratelli d’Italia”, iniziata dieci giorni prima. Altrimenti avremmo chiesto: “Cosa avreste ‘sentito’,  se vi foste passati vicino, nel leggere i grandi caratteri dei cartelli con il titolo della Kermesse: “Sei diventata FORTE, Italia  a testa alta” ?  E, chiediamo ancora, come vi sentite anche senza esserci passati, essendo riferito proprio a Giorgia Meloni. la presidente del Consiglio che avete demonizzato in ogni modo – fino alla qualifica di “cortigiana” datale proprio da Landini – mentre riceveva tanti riconoscimenti internazionali per l’Italia, l’ultimo quello stesso giorno, nel nome della statista britannica Margaret Thatcher”?

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Immagine-simbolo del riconoscimento dell’Unesco alla Cucina italiana

Ma c’è dell’altro. Il discorso di chiusura della Meloni è stato giudicato “un comiziaccio” non istituzionale, perchè non aveva l’aplomb da Presidente del Consiglio, giudizio ovviamente rispettabile. Ma perchè queste presuntuose “lezioni” a una libera manifestazione verso i propri militanti in una festa così “inclusiva” e perchè demonizzare una modestissime reaziono dialettica a quelli che invece non vengono mai criticati quando le riversano addosso, anche in Parlamento, ,gli epiteti che vale la pena citare ancora, come “vile, coniglio, cosarda, falsa, menzgnera, zerbino, scendooletto, fino a cortigiana”?

E, nei confronti dell’opposizione, perchè non criticare l’offesa disfattista al nostro Paese della leader del maggior partito della sinistra nel descriverlo con “il frigo degli italiani vuoto” e gli abitanti “in miseria” per colpa della Meloni, quando la Confecommecio stima in 10 miliardi di euro le spese natalizie, di cui 200 a persona per regali, pur nella riduzione rispetto allo scorso anno? Non solo, ma perchè non criticare neppure la surreale affermazione della stessa che “la Manovra economica è la peggiore della storia”, mentre mtte a posto i conti, forse rimpiange le manovre che hanno portato nel passato all’indebitamento record, fino quasi al tracollo, facendo capire che se vincesse le elezioni e andasse al governo ripeterebbe tale dissipazione? E non va definita la Manovra economica per il 2026 “seria e responsabile” come ha detto la Meloni, e costruita con “prudenza e non austerità” affontando “questioni impossibili”, come ha detto in uno sfogo spontaneo il suo maggiore artefice Giorgetti?

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La manifestazione del sindacato UIL a Roma, Teatro Brancaccio, sulla Manovra economica per il 2026, sabato 29 novembre 2025

I “perchè?” sui fatti recentissimi, e il “Poker d’asso” finale

I più recenti sono due fatti di portata diversa, come rilevanza, entità e significato, svoltisi quasi in contemporanea, lontanissimi in ogni senso: a Torino il primo, da considerare negativo per i disordini persistenti, positivo per l’eliminazione di una sede da dove sembra partissero i facinorosi che facevano degenerare ogni manifestazione; a Bruxelles il secondo, veramente provvidenziale oltre che inatteso.

A Torino si è svolto lo sgombero del centro sociale Askatasuma che da quasi trent’anni occupava un grande edificio pubblico, dal quale sembra partissero i facinorosi che nelle manifestazioni provocavano scontri con le forze dell’ordine e danneggiamenti, culminati nell’invasione della sede del quotidiano “La Stampa”, mettendo a soqquadro la redazione, con scritte e atteggiamenti eversivi il giorno dello sciopero dei giornalisti. E’ stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e anche il sindaco di Torino – che cercava di inserire il centro in un progetto civico di socialità e aggregazione conndivisa – ha posto fine a tale intento gneroso e c’è stato lo sgombero disposto dal Ministro dell’Interno.

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Un momento della manifestazione del sindacato Cisl sulla Manovra economica per il 2026,
svoltasi sabato 13 dicembre 2025, il giorno dopo lo sciopero generale indetto dalla Cgil

Nei giorni successivi accesi disordini, e la polizia ha fronteggiato i manifeatnti violenti, con cariche e idranti. Ed ecco due interrogativi. Perchè gli oppositori al governo dinanzi a questi comportamenti eversivi verso la sicurezza dei cittadini continuano nell’affermazione che condannano ogni forma di violenza, ma… occorre capire le ragioni del disagio e intervenire su quelle piuttoto che sulla repressione, quindi dando loro una giusificazione, e lo fanno utiizzando l’artificio dialettico che toglie ogni valore alla premessa scontata, annullata dalla conclusione? E ancora: perchè, invece, dinazi a tali violenze intollerabii e ai Centro sociali affini indifedibili, non creano una unione nazionale che li isoli del tutto e tolga loro il supporto dal quale si sentono sostenuti, e soltanto dopo, e a parte, affrontare insieme le spesso presunte cause dei disagio e così via?

Ma passiamo al secondo fatto, un evento altamente positivo, che ha preservato il nostro Paese da effetti terribilmente negativi se si fosse deciso di utilizzare gli oltre 200 miliardi di euro di “assets” russi, di cui 180 depositati in Belgio, per l’aiuto dell’Unione Europea all’Ucraina. Le istituzioni finanziarie dell’UE rischiavano di perdere la necessaria affidabilità – allarme lanciato con la sua autorevoezza anche dalla Banca Centrale Europea – con ripercussioni negative sulle banche per la fuga dei depositi esteri, e sull’euro. E ne avrebbe sofferto soprattutto l’Italia, esposta più degli altri Srati membri per il suo alto indebitameno; ma soprattutto avrebbe rischiato la pressochè sicura ritorsione della Russia, che aveva preannunciato, nel caso di esproprio dei sui “assets”, di confiscare, con una apposita legge, i beni europei, e vi operano oltre 300 imprese italiane.

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Il corteo dei partecipanti allo sciopero generale indetto dal sindacato CGil venerdì 12 dicembre 2025,
mentre passa davanti al Colosseo dove due sere prima c’era la scritta luminosa del premio Unesco

La presidente della Commissione UE e il presidente del Consiglio UE erano per l’uso degli “assets” russi, sospinti dalla Germania, dalla Polonia e dagli altri paesi soprattutto del Nord Eutopa, l’Italia è stata capofila , con le sole Francia e Ungheria – e naturalmente il Belgio detentore degli “assets” – della scelta opposta, che ha prevalso: finanziare l’aiuto all’Ucraina con 90 miliardi di debito comune, gli eurobond, vincendo la cinsueta avversione dei tedeschi, polacchi e dei “paesi frugali” al debito europeo che ci favorisce non accrescendo il nostro indebitamento. E chi ha rappresentato l’Italia riuscendo in tale “miracolo” che non solo preserva il nostro Paese, oltre all’Unione Europea, da danni inenarrabili? Perchè dagli esponenti e simpatizzanti del maggiore partito di opposizione si è insistito che dovevano essere utilizzati gli “assets” russi, come prova di forza dei paesi europei, e anche dopo che si è scelta la via opposta, è stata ritenuta una prova di debolezza, ignorando il grave rischio corso dal nostro Paese?

E, comunque, dinanzi al risultato ottenuto, perchè non riconoscere, invece – come hanno fatto operatori e opinionisti avveduti – il grande merito alla presidente Meloni, che ha prevalso operando con determinazione ed efficacia nell’interminabile giornata di trattative dalle 8 del mattino alle 3 di notte? Senza clamore nè orgogliose rivendicazioni, ha detto “Ha prevalso il buon senso”. Con il combinato disposto dell’uscita anticipata di un anno dalla procedura di infrazione, perchè non riconoscere che consente all’Italia di accedere al prestito europeo da rimbiorsre in 45 anni senza accrecere l’alto indebitamento, sia per questi aiuti all’Ucraina, sia per l’impegno nell’aumentare le spese della difesa per il quale sono previsti anche gli eurobond a noi divenuti accessibili per l’equilibrio dei conti ottenuti con la tanto criticata Manovra conomica?

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Il segretario generale di Cgil Maurizio Landini parla ai partecipanti al corteo nello sciopero generale

A questo punto non possiamo non evidenziare l’addensamento, nelle tre ultime settinane del 2025, di quattro fatti rilevanti. Di solito ci sono i fatti negativi, questa volta una congiunzione astrale ci presenta dei fatti positivi, due che incidono notevolmente sulla nostra economia, due circoscritti. Li citiamo partendo dai due principali: il 18 dicembre il risultato insperato a livello internazionale europeo degli Eurobondc che saranno utilizzati per aiuti all’Ucraina e spese per la difesa, con gli effetti largamente positivi ora citati, e il 30 dicembre la definitiva approvazione della Manovra economica per il 2026 con il risultato altrettanto insperato di aver messo i conti in ordine, l’indebitamento sotto la soglia della procedura di infrazione e l’accesso agli eurobond, in più la ciliegina sulla torta odierna del conferimento dell’8^ rata del Pmrr dell’Unione Europea. Gli altri due che si inseriscono in modo significativo in un “en plein” così positivo: il conferimento il 10 dicembre da parte dell’Unesco alla Cucina italiana nel suo insieme del riconoscimento di “patrimonio dell’umanità”, e, dulcis in fundo, il 12 dicembre, giorno dello sciopero generale della Cgil contro il governo, il Premio “Margaret Thatcher” conferito alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni., per la sua “leadership e forza dei valori: coerenza e visione, coraggio politico, leadership europea, difesa dell’identità“. Un “Poker d’assi” vincente, nell’interesse del Paese, anzi della Nazione, per usare il suo linguaggio, Se aggiungiamo altri risultati del 2025, anch’essi tuttora validi, lo “spread” ai minimi storici, e l’upgrading del “rating”, e il “botto fiinale” del 2025, il Premio dato a Giorgia Meloni dao lettori del 1giorbnale britannico “The Telepdaph”, fa8aoper il maggior partito di governo il. successo della sua kermesse “Atreju”, divenuto quest’anno sede, da tutti riconosciuta, di confronto libero e inclusivo, il “Poker d’assi” diventa “Settebello” vincente. Non possiamo che darne pieno merito alla nostra Presidente del Consiglio, e in omaggio a lei, protagonista di tale esaltante sequenza, abbiamo aperto e chiuso questo 4° articolo conclusivo del 2025 con due immagini-simbolo su di lei: la sua esaltazione ad “Atreju” il giorno conclusivo e, due giorni prima, mentre le viene conferito il Premio Thatcher che stringe tra le mani..

Qui terminano, con il botto finale dei fuochi d’artifico nelle feste popolari,  i nostri “perché?”, relativi al 2025, anche se ce ne sono tanti altri. Per la prima volta nella nostra lunga attività giornalistica abbiamo evidenziato una parte molto ampia del testo in corsivo, per mostrare la vastità degli interrogativi, che possono sembrare fastidiosi come lo è il corsivo così ripetuto.  Il corsivo resta nelle componenti del “Poker d’assi” e nel “Settebello” finale, ma in grassetto per evidenziarlo questa volta in positivo. A chi ha avuto la pazienza di leggere la nostra esposizione – forse pedante ma evocativa di tante sollecitazioni anche dialettiche dell’anno che sta per terminare – lasciamo la risposta agli interrogativi che potrà scegliere tra i tantissimi perchè?evidenziati nei due articoli.  E noi ne daremo riscontro e risposta in una palestra di vera  democrazia.

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Giorgia Meloni con i presidenti dell’Ungheria, Orban e, dietro, della Francia, Macron,
con loro, insieme al presidente del Belgio, ha ottenuto che per gli aiuti all’Ucraina del prossimo biennio, si userà il Prestito europeo invece della rischiosa utilizzazione dgli “asset” russi

Gli ultimissimi dati di inizio 2026, dal “Poker d’assi” al “Pokerissimo”!

Un aggiornamento benaugurante per il nostro Paese all’inizio dell’Anno Nuovo, il Capodanno 2026 prosegue la congiunzione astrale del dicembre 2025. Dopo la telefonata di fine anno della nostra Meloni a Trump, due regali di Capodanno del presidente americano, pur super impegnato nei due collequi della vigilia con Zelensky e con Netanhyau, nonchè nella complessa preparazione dell’operazione del 3 gennaio in Venezuela. Oltre agli auguri hanno parlato degli impegni internazionali e delle questioni bilaterali, ebbene, a sopresa – e che bella sorpresa ! – il 1° gennaio 2026 non sono entrati in vigore i dazi americani per i Mobili, settore importante, rinviati di un anno, e poi chissà…. Non solo ma – secondo regalo ! – i dazi applicati sempre dal 1° gennaio sulla nostra Pasta, sono solo del 2,5% , max 14% a seconda del tipo di pasta, invece che oltre il100% fissato, Il terzo “fatto” positivo a chiusura dell’anno, il 31 dicembre, la nostra presidente del Consiglio è stata prescelta dai lettori del quotidiano “The Telegraph” – lettori brtannici e non giuria…- superando anche Trump, come “la leader globale più importante del 2025” per “identità, pragmatismo e leadership europea”. Aggiungendo questi tre nuovi successi, il “Poker d’assi” di dicembre, diventa “Settebello vincente” . Poi, con i risultati dell’intero 2025 – lo spread sceso a meno di 70 punti, dai 236 punti all’ inizio del governo, la promozione delle agenzie di rating dopo tanti anni- arriva la Tombola vittoriosa” del Paese al Capodanno 2026. La Cgil di Landini sembra abbia indetto 1600 giornate di sciopero, a livello settoriale e non solo, per il solo gennaio. Mentre il nostro Paese è tenuto “a testa alta” da chi lo rappresenta, c’è chi contesta attaccando “a testa bassa”. Legittimamente, si intende. Ma viene da esclamare “de gustibus”….

Non basta, ecco  gli ultimissimi risultati comunicati dall’Istat, non certo benevola con il governo, nei primissimi giorni di gennaio 2026, una vera Befana per gli italiani  Eccone alcuni. Da settembre 2024 a settembre 2025, il potere d’acquisto delle famiglie è cresciuto dell’1,7%, con 20 miliardi di euro in più,  dal 2022 il reddito disponibile per abitante è  aumentato di 687 euro al netto dell’inflazione. La pressione fiscale è scesa dal 40,8 al 40% nell’ultimo anno, e non riflette i vantaggi ottenuti dalle misure fiscali e contributive perché queste incidono sul netto e non sul lordo.  In particolare, nel periodo luglio-settembre 2025 reddito disponibile +2%, quello per acquisti + 1,8%. Mentre la propensione al risparmio all’11,4%, +1,55% rispetto al periodo precedente, il maggiore livello dal 2009. Consumi aumentati solo dello 0,3%, ma se fosse il “frigorifero degli italiani vuoto”, come ha sparlato molto di recente – lo ripetiamo – la leader del maggior partito di opposizione, avrebbero speso di più per consumi e risparmiato di meno. Oppure si sono messi a dieta? E se la “manovra economica” per il 2026 fosse “la peggiore della storia” come nell’altra ineffabile dichiarazione della stessa leader, vorrebbe dire che si preferisce il dissesto del nostro Paese, ma vorremmo sperare, anzi ne siamo certi, che non è così. Infine, la ciliegina sulla torta del tasso di disoccupazione al di sotto del 6%, precisamente 5,7%, ancora più vicino al tasso detto “frizionale” del 5%, che si ritiene non eliminabile in qualunque sistema economico. Al “Poker d’assi” della Meloni, divenuto “Settebello vincente” e poi “Tombola vittoriosa”, si aggiunge il “Pokerissimo” dopo questi ultimissimi dati Istat. L’Italia –  proprio perché la Manovra economica ha messo i conti in ordine –  uscirà subito dalla procedura di infrazione dell’Unione europea, potendo accedere, altrimenti non sarebbe stata ammessa, al debito comune da rimborsare in 45 anni, per le ingenti, e immediate spese aggiuntive necessarie agli impegni Nato per la difesa e agli aiuti decisi per l’Ucraina Almeno questa – che ribadiamo ancora per la sua importanza decisiva – è una buona notizia, dopo la tragedia della notte di Capodanno, nella località sciistica della vicina Svizzera, che ci ha sconvolto . Tutti gli italiani e i cittadini del mondo sono vicini alle famiglie colpite da un evento così terribile dagli effetti inenarrabili. Ma occorre andare avanti, con tanti problemi e anche migliori prospettive per l’economia del Paese. .

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Giorgia Meloni, mentre riceve il Premio
Margaret Thatcher che stringe tra le mani, il 12 dicembre 2025

Ultimo aggiornamento rassicurante a metà gennaio 2026 dalle fonti più autorevoli

Non finiscono qui le sorprese e i  “regali” di questo gennaio 2026 non tanto al governo e alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni ma al Paese, a noi tutti, pur nel fragore “disfattistico” delle opposizioni e non solo. Dopo le nostre pur naturali iperboli elogiative dei primi giorni dell’anno ci mancano  parole altrettanto adeguate per l’aggiornamento a metà gennaio, abbiamo esaurito i meritati riferimenti. O meglio, mancano le parole a noi, ma non sono mancate al governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta – non certo acquiescente al  governo – il quale,  intervenendo all’inaugurazione dell’anno accademico all’Università di Messina il 15 gennaio scorso, a metà del primo mese del 2026 ha dichiarato nel discorso ufficiale:”… La politica fiscale e l’aumento dell’occupazione hanno compensato la perdita del potere d’acquisto delle famiglie, dal 2021 gli sgravi fiscali, soprattutto a favore dei redditi medio-bassi hanno aumentato le retribuzioni nette di 5 punti percentuali, riducendo la perdita in termini reali a 3 punti”, dagli 8 punti di perdita per l’inflazione dal 2019 che invece sono stati riassorbiti negli altri paesi. “Ma anche questi si possono considerare recuperati, almeno per le famiglie più fragili,  considerando l’aumento di occupazione e altri interventi”. Pertanto, “il reddito reale delle famiglie è tornato sui livelli precedenti lo shock inflazionistico  compensando il potere d’acquisto e il drenaggio fiscale”. Proprio quel “drenaggio fiscale” alla base del forsennato attacco al governo del segretario della Cgil Landini che sull’accusa infondata di aver “sottratto” ai lavoratori i 25 miliardi di euro pagati in più al fisco, “senza restituirli” – come invece è avvenuto – ha basato il suo accesissimo appello alla “rivolta sociale”. Il governatore Panetta ha affermato, a tale riguardo, che “dal 2000 i salari  orari in Italia sono fermi in termini reali, mentre sono cresciuti del  21% in Germania e del 14% in Francia” che però, aggiungiamo noi, sono ora entrate in una grave crisi economica – espressa anche nello spread –  mentre i conti dell’Italia vengono risanati. Ma ha subito ammonito che “la  crescita dei redditi non potrà, però,  poggiare in modo permanente  sulla politica fiscale”, date le limitate risorse disponibili, ma si richiede che “la produttività torni a crescere  a ritmi sostenuti e che i suoi benefici siano adeguatamente  ripartiti tra capitale e lavoro”.

Non finisce qui. Sulle infondate accuse di Landini ha messo il “carico  da undici” – come si dice al nostro paese – il Consiglio di vigilanza e indirizzo dell’Inps sulla “dinamica retributiva”, organo designato dai sindacati  che, riprendendo i dati del Rapporto annuale dell’Ente previdenziale, ha fornito questi dati veramente risolutivi: mentre dal 2019 al 2924 le retribuzioni lorde hanno perduto circa il 9% rispetto all’inflazione, nelle retribuzioni nette non si è avuta questa perdita. Precisamente in media sono aumentate del 16,9%,  più del doppio delle retribuzioni lorde  cresciute solo del 7,4%, mentre l’inflazione è aumentata del 17,4%: poco più del 16,9 % delle retribuzioni nette, ma oltre il doppio di quelle lorde, rimaste, come si è appena visto, al 7,4%. Il  divario  a favore delle retribuzioni nette ”riflette l’impatto differenziato degli interventi fiscali a sostegno dei salari in funzione del loro livello”, soprattutto “sui redditi medio bassi”.Mentre il reddito delle famiglie più povere è aumentato dell’8,5% a quello delle famiglie a maggiore reddito si è ridotto del 4%  per effetto dell’aumento dell’occupazione, così bistrattato dalla Cgil e non solo. Ma perché si registra questo netto divario tra salari netti e salari lordi,  però a favore dei lavoratori? Così torniamo ai nostri “perché?”con questa risposta: perché la politica fiscale del governo ha rimediato all’inefficacia della contrattazione collettiva che non ha prodotto l’aumento dei salari  lordi di sua assoluta competenza. Del resto,  il massimo sindacato, la Cgilm  è apparso impegnato più negli scioperi politici e manifestazioni contro il governo,  fino ai più recenti Pro Pal e Pro Maduro, che nelle più appropriate rivendicazioni salariali  Che dire a questo punto? Sono chiamati in causa non solo il suo segretario Landini, ma anche la leader del maggior partito di opposizionem che ha accusato il governo dei “frigoriferi degli italiani vuoti” e della “peggiore Manovra economica della storia”, e ne avevamo già dimostrato l’infondatezza, prima degli interventi autorevoli sopra riportati, con i dati del maggiore reddito disponibile delle famiglie e della spesa pro-capite per i regali natalizi, Nonchè il codazzo non solo dei politici di opposizione, che devono fare propaganda, ma dei giornalisti, in particolare nei “talk show” su “La 7”, in testa il settimanale  del martedìì… con Landini ospite fisso sena contraddittorio nel propalare con una aggressività sconvolgente, accuse infondate. Tanto più gravi perché legate all’appello alla “rivolta sociale” contro il governo che invece, a stare ai dati ufficiali citati, dovrebbe semmai avvenire contro la Cgil, mentre la Uil e la Cisl, con atteggiamenti differenziati ma moderati, non hanno seguito il maggiore sindacato lasciandolo solo negli attacchi forsennati e negli scioperi generali di natura politica senza un fondamento accettabile.

Termina il nostro nuovo aggiornamento a metà del primo mese del 2026 – anche questo provvidenzialmente in positivo – al quale uniamo una nuova immagine di Landini, ripreso questa volta nel “martedì” di “La 7”. E soprattutto un”evviva!” , al quale pensiamo si uniscano gli italiani rassicurati da istituzioni basilari come la Banca d’Italia e l’Inps,  che danno “a Cesare quel ch’è di Cesare”, da lodare per gli interventi quanto mai difficili ma provvidenziali a copertura di mancanze di chi è venuto meno ai suoi compiti a favore dei lavoratori, e invece di fare ammenda accusa il governo con toni così accesi Ma non fa nulla, ne ha facoltà… conta la stabilità economica e il recupero reddituale ritrovato, e questo non può che rassicurare tutti in questo inizio di 2026 con tanti problemi a livello internazionale, ma con tanti dati positivi per l’economia del Paese.

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Il Premio a Giotgia Meloni dai lettori del quotidiano britannico“The Telegraph”

Info

Gli interrogativi sono desunti dai nostri ampi articoli pubblicati in questo sito nel 2025, di seguito indicati. Su Gaza e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “La guerra di Israele con Gaza, . 1. L’accanimento contro Israele, alterando la realtà;“. 24 ottobre, .2. “L’accanimento contro Israele e contro la Meloni”, 27 ottobre. Sui livelli salariali e l’economia: “‘The economy, stupid!’, dal salario minimo alla crisi salariale e oltre, con le polemiche politiche”, 7 maggio, e “Capitalismo , ne discutono ‘tre amici al bar’, … di Facebook”, 6 agosto. Tutti sono stati condivisi, con ampi Post introduttivi, nella pagina di Facebook intitolata all’autore, “Romano Maria Levante”, nei giorni della loro pubblicazione su questo sito, alcuni seguiti da commenti e repliche dell’autore.

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Le Immagini forniscono una rapidissima sintesi degli eventi, molte altre illustrazioni sugli stessi, diverse da queste, sono inserite nel testo dei relativi articoli sopra indicati, ai quali si rinvia Sono state tratte dai siti web di pubblico dominio di seguito citati, e inserite a puro scopo illustrativo senza intenti di natura commerciale o pubblicitaria, si ringraziano i titolari per l’opportunità offerta; qualora il titolare di qualche sito non approvasse l’inserimento di talune immagini, saranno subito eliminate su semplice richiesta nello spazio dei Commenti. Ecco i siti, in ordine di inserimento nel testo delle immagini: casa radio; il manifesto; giorgia meloni, giorgia meloni, il giornale; you tube il sole 24 ore, roma to day, il denaro; instagram, first cisl, corriere roma corriere della sera, nuove cronache; eunews; istagram, instagram; libero quotidiano. Di nuovo grazie a tutti. In apertura, Giorgia Meloni saluta i partecipanti alla giornata conclusiva della kermesse di “Atreju”, al termine del suo atteso intervento di chiusura, domenica 14 dicembre 2025. Segue, gli on. Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, leaders del partito AVS, Alleanza Verdi e Sinistre, nella Camera dei Deputati esibisccno il cartello con la denuncia del governo italiano alla Corte Penale Internazionale, per “complicità nel genocidio” a Gaza. Poi, Accordo di pace per Gaza: La foto finale dei partecipanti alla cerimonia della firma dell’Accordo di Pace per Gaza a Sharm El Sheik il 13 ottobre 2025, in 1^ fila i 4 firmatari, in 2^ fila i 20 capi di governo invitati, segue Il momento della firma a Sharm El Sheik dell’Accordo di pace per Gaza, da parte dei 4 in prima fila, dietro i 20 rappresentanti dei maggiori paesi, tra cui la Meloni al centro, invitati a partecipare, e Giorgia Meloni tra il presidente della Turchia Erdogan e l’Emiro del Qatar El Thani. Quindi, Premio Unesco: Giorgia Meloni tra i ministri dell’Agricoltura e Sovranità alimentare Lollobrigida e della Cultura Giuli, mentre spingono il pulsante che accende le luci al Colosseo con la scritta che celebra il riconoscimento dato il 10 dicembre 2025 dall’Unesco alla Cucina italiana, come Patrimonio dell’umanità, segue Il Colosseo con l’illuminazione tricolore e sopra la scritta celebrativa del riconoscimento dell’Unesco, e Immagine-simbolo del riconoscimento dell’Unesco alla Cucina italiana. Manifestazioni sindacali: La manifestazione del sindacato UIL a Roma, Teatro Brancaccio, sulla Manovra economica per il 2026, sabato 29 novembre 2025, segue Un momento della manifestazione del sindacato Cisl sulla Manovra economica per il 2026, svoltasi sabato 13 dicembre 2025, il giorno dopo lo sciopero generale indetto dalla Cgil, e Il corteo dei partecipanti allo sciopero generale indetto dal sindacato Cgil venerdì 12 dicembre 2025, mentre passa davanti al Colosseo dove due sere prima c’era la scritta luminosa del premio Unescsco, conclude Il segretario generale di Cgil Maurizio Landini parla ai partecipanti al corteo nello sciopero generale. Quindi, Giorgia Meloni con i presidenti dell’Ungheria, Orban e, dietro, della Francia, Macron, con loro insieme al presidente del Belgio, ha ottenuto che per gli aiuti all’Ucraina del prossimo biennio, si userà il Prestito europeo invece della rischiosa utilizzazione dgli “asset” russi. Infine, Giorgia Meloni, mentre riceve il Premio Margaret Thatcher che stringe nelle mani, il 12 dicembre 2025, e Il Premio a Giotgia Meloni dai lettori del quotidiano britannico “The Telegraph”.; in chiusura, Maurizio Landini a “di martedì” su “La 7”, a dx il conduttore Giovanni Floris.

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Maurizio Landini a “di martedì” su “La 7”, a dx il conduttore Giovanni Floris.